Al margine del forum Ambrosetti di Cernobbio, vale a dire l’adunata romantica in riva al lago dei potenti di turno, MarioMonti ha espresso una grottesca e poco credibile preoccupazione per l’aumento dei movimenti anti-europei.
Ora, è evidente che questa preoccupazione, condivisa dallibertofago Hermann Van Rompuy tanto da ipotizzare un vertice europeo a Roma, merita una riflessione per la sua scarsissima fondatezza al fine di rivelarne il vero significato.
Per cominciare, diversamente da quanto afferma Monti, l’Europa non è “minacciata” (sic) da alcuna spinta centrifuga. Più corretto sarebbe dire che le spinte centrifughe esistono, almeno in linea di principio, ma sono ben lontane dal costituire una minaccia, vuoi per dimensione del consenso, vuoi per visibilità, vuoi ancora per superficialità d’analisi: tutti punti in cui i movimenti euroscettici peccano.
Secondariamente occorre pensare a chi si sta riferendo Mario Monti. Verosimilmente allude agli euroscetticismi ufficiali, come la Lega Nord in Italia, il Front National in Francia, l’United Kigdom, Independece Party in Inghilterra, il Partito del Popol danese, etc. Ma se così fosse, ed ufficialmente è, Monti starebbe prendendo un abbaglio clamoroso in quanto questi movimenti soffrono tutti di una tale insufficienza di analisi della questione europea e di una tale incapacità a relazionare tra loro le diverse difficoltà che affrontiamo (economiche, monetarie, sociali) da non essere affatto, nella sostanza, antieuropei. Essi al contrario costituiscono inconsapevolemente l’ideale puntello dell’Europa di Maastricht, l’opposizione perfetta e tragicomica di cui Bruxelles ha bisogno. Sarebbe stupido, per l’UE, dibattere su come arginare questi movimenti e molto più saggio invece sarebbe foraggiarne sottobanco la visibilità.
Forse Mario Monti, in ossequio alla strategia vecchissima e noiosamente banale dello specchietto per allodole, ha voluto semplicemente mettere sul piatto dei giornalisti l’ennesimo tema senza alcuna importanza per dare alla gente qualcosa di insensato da ascoltare mentre il liberticidio europeo avanzava? Forse.
Oppure, dato che stiamo parlando di Cernobbio, ha voluto lanciare un messaggio più consistente.
Se considieriamo le parole di Monti “L’Europa è minacciata dai populismi […] C’e’ il rischio che all’interno dell’Unione Europea, mentre la costruzione dell’Europa si perfeziona, le difficoltà dell’Eurozona facciano emergere una grande, crescente, pericolosa sensibilità nelle opinioni pubbliche dei vari paesi con tendenze all’antagonismo” notiamo la classica cosa preziosa nascosta tenendola in perfetta vista. Monti sta dicendo davanti a tutti, con l’approvazione di Van Rompuy, che il rifiuto dell’integrazione europea non può essere accettato e che sono necessari provvedimenti istituzionali per arginare questo rigetto.
In Europa, quindi, non è lecito pensare che l’UE sia rigettabile, non è lecito pensare che sia possibile un’alternativa, progettare una cooperazione continetale diversa o finanche solo concepire gli isolazionismi nazionali.
Strano perché queste alternative, indipendentemente da come le si voglia giudicare, costituiscono quellavarietà di pensiero politico tanto cara alla democrazia di cui l’UE si vorrebbe alfiere, oltre che legittime ambizioni politiche.
In Europa c’è spazio solo per l’Europa, ma non quella di Nietszche, bensì quella di Maascticht, dell’Esm, della Bce.
Un messaggio questo diretto non certo ai Borghezio o ai Nigel Farage, ma alle migliaia di cittadini consapevoli e risvegliati che nel silenzio hanno avvertito la stretta del cappio e che cominciano a organizzarsi.
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