Tra le prime 23 maggiori Regioni dell’Unione Europea con una quota di occupazione manifatturiera superiore al 25%, 5 sono italiane.

scarpa lavoro

FERMO – Le Marche sono la prima regione italiana per l’occupazione manifatturiera in piccole e medie imprese: un primato che non sorprende, di cui la regione ha sempre fatto un vanto ma che suona ancora meglio se inserito in una analisi del settore manifatturiero (che è l’asset chiave per l’economia italiana) condotta a livello europeo.

Tra le prime 23 maggiori Regioni dell’Unione Europea con una quota di occupazione manifatturiera superiore al 25%, 5 sono italiane (Paese che è primo in Europa per occupazione in micro e piccole imprese con meno di 20 addetti). Tra queste, le Marche sono al primo posto.

Nel contesto europeo la nostra regione è all’ottavo posto tra le 131 dell’Ue, con oltre 1,5milioni di abitanti, con una quota di occupazione manifatturiera del 30% (187.300 occupati), + 9,8 punti rispetto all’incidenza registrata a livello nazionale dove il manifatturiero rappresenta un quinto dell’occupazione.

Salgono al secondo gradino del podio le Marche tra le regioni dei principali Paesi europei, seconde solo al distretto governativo di Stoccarda, un primario competitor europeo nella manifattura.

Scorrendo la graduatoria delle regioni manifatturiere, al decimo posto c’è il Veneto (28,1% pari a 581mila occupati nel comparto), al 18esimo l’Emilia Romagna e la Lombardia (entrambe al 26,3%, pari a 503.500 e 1.115.400 occupati), al 23esimo posto il Piemonte (25,2% pari a 447.200 occupati).

Parlare di manifatturiero in Italia significa riferirsi ai makers artigiani: alla fine del 2015 erano 318.500 le imprese artigiane esistenti, per 971.689 addetti (26% dell’intero comparto manifatturiero).

Nelle manifatture italiane, la parte del leone la fanno i produttori in metallo (18,7%), seguiti dal settore alimentare, dalle confezioni di abbigliamento e articoli in pelle e pelliccia (8%), dall’industria del legno e simili (7%). Parlare di artigianato vuol dire Made in Italy in settori come quello dei macchinari e apparecchiature (6,1%), mobili e, da ultimo, pelle (5,1%). (Fonte centro studi Confartigianato per Istao).

@raffaelevitali

Fonte: La Provincia di Fermo

Commenta su Facebook