Quando Virginia Raggi fu eletta Sindaco di Roma, molti sottolinearono lo stato di degrado nel quale versava la Capitale, la città oltre ai mille problemi che tutti conosciamo si trovava a dover affrontare una situazione economico/finanziaria praticamente al collasso.

Per la giovane neo sindaca, quindi amministrare Roma avrebbe comportato un impegno titanico. Sempre i media nazionali, invece, usavano toni completamente diversi per l’eredità che si sarebbe ritrovata Chiara Appendino a Torino.

Non so se ricordate, ma tanti analisti e politologi si chiedevano come mai i torinesi avevano voltato le spalle a Piero Fassino nonostante egli avesse governato bene il capoluogo piemontese durante il suo mandato.

Devo dire che personalmente ero molto scettico sul fatto che Fassino avesse potuto governare bene una città, lo ritengo incapace di amministrare un condominio, figuriamoci una metropoli, tuttavia, non avendo a disposizione i dati di bilancio, mi mancavano gli strumenti per fare una valutazione obiettiva.

Ero certo che dopo ventitre anni di amministrazioni di sinistra la situazione finanziaria di Torino non potesse essere florida, ma non pensavo neppure che fosse così disperata.

Torino è la città più indebitata d’Italia!!! Naturalmente in rapporto alle entrate.

Il dato è ufficiale, quindi indiscutibile, ma la cosa ancor più preoccupante è che quasi certamente il “buco” è enormemente più grande rispetto a quello, già mastodontico, annunciato dalla giunta uscente.

Diamo un po’ di numeri.

Fassino ha dichiarato per l’anno in corso un debito di 2,8 miliardi di euro (una cifra enorme!!!) praticamente il triplo delle entrate annuali della città, ma la cosa peggiore è che nella realtà egli ha “truccato i dati”.

Non ha conteggiato infatti anche i debiti nei confronti delle partecipate ed ha certamente sovrastimato le entrate, risultato? Il buco, con ogni probabilità, non è di 3, ma di 4 miliardi di euro!!!

E forse la situazione è ancora peggiore, il bilancio comunale infatti è infarcito di derivati OTC (Over The Counter) quelli più rischiosi e meno trasparenti non essendo riconosciuti dai mercati regolamentati, il cui ammontare dovrebbe sfiorare il miliardo di euro.

Insomma l’Appendino si è trovata costretta a chiedere l’intervento di una società esterna (quindi imparziale) che dovrà stabilire a quanto ammonta davvero il “buco nero” nel quale sono spariti miliardi di euro di soldi pubblici.

Occorre tuttavia riconoscere che la gran parte di quel gigantesco debito non lo ha fatto Fassino, bensì il suo predecessore, Chiamparino, che, proprio per aver portato al dissesto le finanze di Torino è stato premiato ed attualmente è il Presidente della regione Piemonte. In Italia funziona così!

Detto questo, però, Fassino, che se avesse un minimo di dignità si sarebbe già ritirato in un eremo, ha ancora il coraggio di parlare e criticare la neo sindaca pentastellata, ma occorre capirlo, egli infatti, dalle colonne della “Stampa” (giornale sfacciatamente dalla sua parte), critica aspramente la decisione dell’Appendino di affidarsi ad una società esterna per periziare i conti. Ha forse paura che saltino fuori anche operazioni non troppo trasparenti?

Sembrerebbe di sì, visto che, sta mettendo le mani avanti in tutti i modi, dichiarando che l’advisor avrà convenienza, per giustificare la propria parcella, ad ingigantire l’ammontare del dissesto finanziario.

Strana teoria, se una persona sa di aver operato sempre con correttezza e trasparenza dovrebbe dire:

“Se l’Appendino vuol conoscere il debito complessivo che ha lasciato la mia amministrazione, per questo non ha che da incaricare una società indipendente, e che faccia pure tutti i suoi controlli, poi vediamo a quanto ammonta il “buco” nelle casse comunali”.

Ah! Già, è vero! Questi toni di sfida non hanno portato bene negli ultimi anni a Piero Fassino.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

FONTE: Finanza in chiaro

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