Si parte col bazooka. Ora che la Corte Costituzionale tedesca ha dato il via libera all’ESM – seppur ponendo un vincolo, l’obbligo di ottenere l’approvazione del parlamento, che in futuro potrebbe diventare importante – il nuovo fondo salva-stati potrà emettere ancora più soldi per garantire la solvibilità delle grandi banche. D’altronde, nell’ultimo anno la Banca Centrale Europea di Mario Draghi ha già imboccato appieno la strada tracciata dalla Federal Reserve di Greenspan prima, e di Bernanke ora: stampare stampare stampare…

Da quando è scoppiata la grande crisi non si sente altro che la necessità di “intervenire” per evitare il tracollo dei mercati e dell’economia. Soltanto negli USA sono stati elargiti tra salvataggi diretti e garanzie oltre 15 trilioni (!) di dollari dal 2008.
In Europa i numeri assoluti sono più bassi, ma Draghi e co. stanno facendo del loro meglio per recuperare in fretta. Insomma, la nuova architettura dell’Unione Europea sembra basata sui salvataggi bancari, l’azione “responsabile” di chi non permetterà che la crisi sfugga di mano.

Indignados hanno circondato il Parlamento per chiederne le dimissioni in blocco – Madrid, 25 settembre 2012.

Eppure l’economia continua a soffrire. In Italia la contrazione del PIL nel 2012 si avvicinerà al -3%. Per non parlare del disastro in Grecia, Spagna e altri paesi che per salvarsi ricevono una cura peggiore del male.

Una delle motivazioni date per i prestiti super-agevolati alle banche da parte della BCE – e tra poco dell’ESM – è che così potranno fornire la liquidità necessaria all’economia produttiva.
Si tratta di una bella presa in giro.

I soldi dati a tassi irrisori non arrivano mai alle imprese. Rimangono nel settore finanziario, ad alimentare un circuito di guadagni facili che ha quasi nulla a che fare con le attività reali.
Tra i motivi principali ci sono la commistione tra banche ordinarie e banche speculative, e le regole di Basilea.

La commistione tra i due tipi di banche esiste in Italia dagli anni Novanta, da quando gli “onesti” sono arrivati al potere dopo Tangentopoli. La Legge Draghi del ’93 abolisce la specializzazione nel nostro Paese, nel nome della modernizzazione.
Negli USA il processo parte già negli anni Ottanta, arrivando a compimento con l’abrogazione di Glass-Steagallnel 1999.

Il risultato ultimo, di cui abbiamo parlato spesso a Nobigbanks, è che anche i soldi delle banche ordinarie che dovrebbero girare tra le famiglie e le imprese vengono invece dirottati verso le bolle speculative.
Perché mai la banca dovrebbe rischiare i soldi a lungo termine prestando ad un’impresa in difficoltà quando può invece investire in strumenti come i titoli di stato o gli strumenti derivati che danno un rendimento immediato?
Come succede da anni, i rendimenti alti del settore finanziario vincono contro l’incertezza dell’economia reale, tanto più nel momento di crisi.

Le regole di Basilea sono riuscite ad aggravare il problema.
Mentre lo scopo dichiarato era di garantire la solidità degli istituti e così evitare gli effetti negativi di investimenti rischiosi, un approccio unico che governa le mega-banche e le banche locali – che devono servire la cittadinanza – non funziona proprio. Succede che il modello della finanza internazionale ora determina un blocco per la finanza sul territorio. Un’impresa che vede un calo degli ordinativi e del fatturato a causa della crisi finisce per avere un rating pessimo e nei fatti perde l’accesso al credito. Così invece di garantire la solidità le regole di Basilea finiscono per vietare il credito a chi ne ha bisogno.

Risultato finale: le banche centrali fanno immissioni di liquidità peggio che inutili. Le risorse non arrivano alle imprese e le famiglie, mentre i meccanismi speculativi che sono alla base delle crisi continue vengono riforniti e potenziati.

La soluzione è evidente, ma richiede una rottura con i dogmi liberisti che continuano a dominare le istituzioni economiche e politiche: la separazione bancaria stile Glass-Steagall e un sistema creditizio che favorisca e promuova l’economia reale.

Fonte: http://nobigbanks.it/2012/09/26/ma-dove-vanno-tutti-quei-soldi-sulle-tracce-dei-trilioni-emessi-da-bce-e-fed/

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