Di Simone Muscas

Corrida spagnolaCirca un anno fa su Ecoblog abbiamo riportato notizia della legge approvata dalla Regione Catalogna (in Spagna) che avrebbe messo finalmente la parola fine alle corride in tutto il territorio regionale. Ebbene, due giorni fa (lo scorso 25 settembre), si è arrivati finalmente ai titoli di coda; si è svolta infatti a Barcellona l’ultima delle corride catalane. Ricordiamo non si tratta di una novità assoluta fra le Regioni spagnole, dato che già vent’anni fa il governo delle Isole Canarie aveva messo al bando questo tipo di manifestazioni.

Per la passerella finale, svoltasi a Barcellona in occasione della Fiesta della Mercé, si sono esibiti tre fra i più importanti toreri, fra i quali José Tomas, uno dei più famosi matador. Un pubblico delle grandi occasioni (20.000 spettatori e prezzi dei biglietti alle stelle) ha dato vita ad uno spettacolo che ha assunto i contorni della grande manifestazione. Gran festa fra gli animalisti, da anni in lotta per il raggiungimento di questo storico traguardo.

Eppure, sono un po’ tutti d’accordo, questo divieto è visto dai più come un chiaro segnale di svolta verso la separazione politica e ideologica della Catalogna dalla Spagna; insomma un ritocco di immagine ben accetto da buona parte dei catalani che non vedono di buon occhio il fatto che una Regione, quella Catalana appunto, definita uno dei motori economici dello Stato spagnolo, si debba sobbarcare gli insuccessi legati al Pil delle altre Regioni iberiche.

Soltanto un appunto fuori luogo? Chissà; intanto però gli stessi animalisti si dicono preoccupati del fatto che la strada da fare per abolire definitivamente le corride sia purtroppo ancora lunga. La lotta fra animalisti e tradizionalisti continua quindi su altri campi e c’è da scommetterci che, soprattutto a Madrid e Siviglia dove le corride vantano numerosissimi sostenitori, non sarà facile arrivare in tempi brevi a risultati come quello raggiunto in Catalogna.

Via | Elmundo.es
Foto | Flickr

L’ultimo atto delle corride catalane é stato pubblicato su Ecoblog.it

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