(MoviSol) – Il 15 giugno il movimento madrileno “Sol Camp” degli Indignados, riprendendo tesi dell’analogo gruppo di Valencia molto più sensibile alla questione strategica posta dalla battaglia per ripristinare la legge Glass-Steagall, voluta da Roosevelt nel 1933 per mettere fine alla speculazione finanziaria, ha pubblicato un documento di 31 pagine chiamato “Proposte aperte per l’unità d’emergenza economica”, al cui punto n. 10 si legge:

Controllo democratico e trasparenza delle attività bancarie pubbliche e private.

Subordinazione del potere finanziario al potere democratico; trasparenza e controllo democratico delle attività bancarie pubbliche e private.

  • Separazione tra banche commerciali e banche d’affari.
  • Responsabilità civile e penale degli operatori finanziari, delle agenzie di

  • rating, degli istituti come la Banca di Spagna, la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale.

In una parte successiva del documento, dopo l’osservazione per cui “La Costituzione del 1978 garantisce nel suo Preambolo l’esistenza di un giusto ordine sociale ed economico“, si legge:

Noi dunque pretendiamo, come afferma la Costituzione, il ristabilimento del controllo democratico sui suddetti poteri. Tale controllo è concretizzato nella separazione tra le attività delle banche ordinarie, e quelle delle banche d’affari e delle assicurazioni. Le banche ordinarie gestiscono i depositi dei risparmiatori, generando un profitto che ritorna alla società, che noi dunque consideriamo utile e necessario. Al contrario le banche d’investimento e le assicurazioni basano la propria azione sulla generazione di capitale che risulta improduttivo per il tutto [della società], basandosi sulla speculazione con i depositi dei risparmiatori, al fine dell’arricchimento di alcuni individui ottenuto con operazioni nel mercato finanziario. Questa misura, pertanto, significa la protezione dei depositi della popolazione dai rischi del mercato.

Il documento propone anche un controllo della struttura del debito estero spagnolo, la cancellazione dei debiti spagnolo e delle nazioni che alla Spagna sono debitrici (per esempio, il Portogallo), la chiusura dei paradisi fiscali, la tassazione delle transazioni finanziarie e il rifiuto del salvataggio dell’euro.

Un flamenco di protesta
dentro al Banco Santander di Siviglia

 

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