Non solo sono Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia perdono nella loro criminale guerra segreta per un cambio di regime in Siria, ma i terroristi di Stato sprofondano anche sul fronte della propaganda. Tale associazione a delinquere era destinata a fallire, prima o poi. Ora, sotto il peso di falsità e menzogne, implode. L’arrivo del team di ispezione sulle armi chimiche delle Nazioni Unite, questa settimana a Damasco, segna un’altra mazzata contro i malvagi piani occidentali sulla Siria.

18 LUGLIO 2013

Finian Cunningham 
L’ONU sembra decisa finalmente ad adempiere alle richieste del governo siriano per un’indagine sull’uso di armi chimiche letali in Siria. Le autorità di Damasco e il presidente Bashar al-Assad hanno sempre sostenuto che fossero i mercenari filo-occidentali ad utilizzare armi proibite a livello internazionale, mentre le potenze occidentali accusavano le forze dello Stato siriano.

Il governo della Siria aveva richiesto per primo un gruppo di ispettori dell’ONU, già a marzo, a seguito dell’impiego mortale del gas nervino Sarin nel distretto di Khan al-Assal, nei pressi di Aleppo, in cui 25 persone furono uccise, tra cui 16 soldati dell’esercito siriano. Tuttavia, tale iniziativa fu bloccata quando le Nazioni Unite, sotto la spinta degli Stati occidentali, chiesero che i suoi investigatori avessero “libero accesso” in tutti i siti siriani, tra cui le installazioni militari.

Il governo di Assad, sostenuto dalla Russia, ha rifiutato di concedere alla squadra ONU tale permesso perché ricordava in modo inquietante il controllo sulle armi delle Nazioni Unite in Iraq, 10 anni fa. A quella squadra fu permesso l’accesso ai sensibili siti militari di tutto l’Iraq, sospettosamente seguito dalla guerra lampo “shock and awe” degli USA in quel Paese, dal marzo 2003.

Ora, però, l’esperto di armi chimiche dell’ONU, Ake Sellstrom, ha accettato di avere colloqui a Damasco, su invito del governo siriano. Sarà accompagnato dalla direttrice del disarmo dell’ONU Angela Kane. Si ritiene che le discussioni decideranno la modalità per una corretta indagine al fine di adempiere alle richieste riguardo l’utilizzo di armi illegali.

Perché gli ispettori delle Nazioni Unite sono improvvisamente diventati più suscettibili verso i termini del governo siriano nella conduzione dell’indagine? La risposta sembra essere che il peso delle prove a sostegno delle dichiarazioni delle autorità siriane sia diventato troppo grande per essere ignorato.

Due sviluppi hanno dato al governo siriano la credibilità decisiva. Nei giorni scorsi, mentre l’esercito siriano scacciava i militanti dalle roccaforti da loro occupate, ha scoperto una serie di officine per attrezzare razzi con testate chimiche. La più grande è stata trovata nella città costiera di Banias, dove sono stati recuperati più di 280 barili di sostanze chimiche industriali tossiche. L’ambasciatore siriano all’ONU, Bashar Jaafari, ha detto che tale quantità tossica era “in grado di distruggere una città intera, se non tutto il Paese.”

Una successiva micidiale scoperta avvenne nel sobborgo Jobar di Damasco. Dopo aver sconfitto i militanti negli scontri a fuoco, le forze dello Stato siriano hanno trovato un improvvisato laboratorio chimico rifornito di cloro e altri materiali industriali altamente tossici. Alcuni contenitori avevano etichette con l’avvertimento “corrosivo” e che dicevano “prodotto in Arabia Saudita”. Nel deposito vi erano mortai destinati ad essere armati con proiettili chimici.

Il secondo importante sviluppo è l’ultimo rapporto ufficiale russo. Queste armi chimiche improvvisate usate dai mercenari filo-occidentali sono coerenti con uno studio degli esperti russi presentato la scorsa settimana alle Nazioni Unite. L’inchiesta russa sul famigerato incidente di Khan al-Assal, nei pressi di Aleppo a marzo, ha scoperto che le armi chimiche, tra cui il Sarin, sono state effettivamente utilizzate e che i colpevoli erano i militanti supportati dall’occidente.

Questa scoperta non solo nega completamente le precedenti accuse occidentali; ma espone anche le montature e le bugie raccontate dai vertici politici occidentali, compresi il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il primo ministro britannico David Cameron e il presidente francese Francois Hollande.

L’inviato della Russia alle Nazioni Unite, Vitalij Churkin, ha detto che il rapporto del suo Paese: “Ha stabilito che il 19 marzo i ribelli hanno sparato un razzo Bashair-3 sulla città di Khan al-Assal, che era sotto il controllo del governo. I risultati delle analisi mostrano chiaramente che il proiettile usato a Khan al-Assal non era stato prodotto in fabbrica e che conteneva Sarin“.

Quest’ultimo punto è significativo. Le armi letali rozzamente costruite ed usate nell’attacco a Khan al-Assal, sono coerenti con le recenti scoperte di testate chimiche rudimentali dell’esercito siriano che sbaragliava i militanti filo-occidentali dalle loro roccaforti.

Il pericolo imminente per la popolazione siriana, come dimostrato dalle recenti scoperte dell’esercito siriano e dalla relazione russa, ha probabilmente spinto la squadra d’ispezione delle Nazioni Unite a risolvere questo problema con l’urgenza che richiede. Tacitamente, l’arrivo del team delle Nazioni Unite a Damasco questa settimana, è anche l’ammissione che il governo siriano ha detto la verità fin dall’inizio su chi siano i colpevoli che usano queste armi di distruzione di massa. Questo spiegherebbe perché la squadra delle Nazioni Unite stia finalmente rispettando le tanto attese richieste siriane.

Inoltre, mentre la questione viene dipanata, si costruisce una grave accusa verso gli Stati occidentali. Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia da mesi sostengono di avere le “prove”che sono state le forze governative siriane ad usare le armi chimiche. Queste potenze, a loro volta, usano questa accusa per giustificare la loro decisione di armare apertamente i gruppi militanti in Siria.

Il 13 giugno, la Casa Bianca di Obama ha dichiarato: “La nostra comunità d’intelligence ritiene che il regime di Assad abbia usato armi chimiche, tra cui l’agente nervino Sarin“. Il giorno dopo, gli Stati Uniti annunciavano di prevedere d’inviare armi ai militanti in Siria, perché le forze di Assad avevano“superato la linea rossa”. La mossa seguiva il precedente ribaltamento inglese e francese dell’embargo sulle armi dell’Unione europea alla Siria.

In netto contrasto con i cosiddetti test presumibilmente condotti da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, l’ultimo studio russo sulle armi chimiche in Siria è conforme agli standard scientifici internazionali. L’inchiesta russa ha una “catena di custodia”, verificabile in modo indipendente nella raccolta dei campioni e nelle analisi effettuate, secondo l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche.

Considerando che le affermazioni degli Stati occidentali si basano su informazioni segrete escogitate in “fatti” che soddisfino la loro criminale agenda politica della guerra segreta e del cambio di regime. In altre parole, i regimi occidentali svolgono una propaganda senza fondamento e diffondono menzogne per trovare una giustificazione a una guerra sempre più criminale.

I governi occidentali sono quindi sempre più visti non solo come sostenitori dei depravati tagliagole e cannibali che bombardano indiscriminatamente quartieri residenziali, rapiscono, estorcono, uccidono e stuprano; ma questi stessi governi che predicano i diritti umani e il diritto internazionale, aiutano i terroristi di al-Qaida ad usare armi chimiche di distruzione di massa bandite internazionalmente.

La visita di questa settimana degli ispettori sulle armi chimiche dell’ONU in Siria, è un altro capovolgimento dei punti di riferimento degli Stati occidentali sponsor del terrorismo. Le loro menzogne e la loro propaganda si dissolvono rapidamente quanto le sconfitte inflitte ai loro squadroni della morte di ascari, che operano in Siria negli ultimi due anni.

Le sconfitte militari inflitte ai mercenari filo-occidentali nei pressi di Damasco, Aleppo, Homs e Idlib segnalano anche le lotte omicide tra i litigiosi cosiddetti ribelli. Il tradimento e la brutalità dissipano l’immagine artificiosa, attentamente curata dai media occidentali, di “moderati” nell’ambito del tanto idolatrato esercito libero siriano. Questo trucco con il suo generalino di piombo Salim Idriss, oggi visto come una nullità, non ha mai avuto alcuna influenza sui gruppi dominati da al-Qaida e dai mercenari salafiti.

Mentre l’esercito siriano riprende il controllo di villaggi, quartieri e città, c’è un silenzio irreale nei media occidentali sui successi militari. Dove sono le segnalazioni di rappresaglie dell’esercito siriano contro i civili? Dove sono le affermazioni dei civili siriani che gridavano agli “eroici” militanti di tornare e salvarli dall’”oppressivo” esercito siriano?

Allo stesso modo, video e segnalazioni provenienti dalle zone di Aleppo, ancora sotto assedio da parte dei terroristi filo-occidentali, mostrano civili che protestano contro i loro carcerieri. Ancora una volta, questo è un racconto che distrugge l’immagine propagandistica, fabbricata dall’occidente, di una popolazione che si ribella contro uno Stato oppressore. Si tratta piuttosto di uno scenario in cui la popolazione ha dovuto subire l’imposizione di mercenari, criminali e psicopatici, un’imposizione orchestrata dai regimi occidentali a Washington, Londra e Parigi, insieme con i loro fantocci regionali, Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Giordania e Israele.

Con il terrorismo di Stato occidentale espulso dalla Siria, ne vengono espulsi anche i miti e le menzogne che hanno nascosto i crimini di Washington, Londra e Parigi. La verità che emerge sull’uso di armi chimiche in Siria, segna il collasso di quest’associazione a delinquere. Tali criminali regimi canaglia ormai perdono su tutti i fronti.

Finian Cunningham
Press TV, 17 luglio 2013.

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