di Corrado Penna

Un articolo di 4 anni fa ci avvertiva che lo stato rifiuta di esigere un enorme capitale, che permetterebbe adesso di evitare la manovra con la quale Monti ed il suo amicone Napolitano stanno dissanguando gli Italiani. Nel frattempo la Chiesa annuncia che lei l’ICI la paga, solo che c’è qualche ambiguità laddove nella legge si spiega quali edifici sono esentati.

E’ da notare che le esternazioni di Napolitano sono a dir poco esecrabili, costui si complimenta col parlamento per l’approvazione in tempi rapidi di una legge che colpisce le fasce meno abbienti evitando di ricorrere alla tassazione dei patrimoni di quell’un per cento che detiene oltre il 10 per cento della ricchezza del paese. Per non parlare della questione del signoraggio ovviamente o dello spreco enorme di risorse per l’avvelenamento quotidiano.

Servizio andato in onda nel VideoGiornale di TeleToscanaNord del 15-12-2011

 

E che dire delle cosiddette minacce a Monti e ad altri membri del suo governo? Il volantino che rivendicherebbe (a nome del sedicente Movimento Armati proletari, sigla mai apparsa prima d’ora) l’invio di buste contenenti proiettili infatti reca scritte delle frasi che niente hanno a che vedere con l’ideologia di sinistra  cui sarebbero attribuite.

«Ve la faremo pagare a tutti. Vi colpiremo e sarà una guerra all’ultimo sangue (…) Non dovrete più dormire sonni tranquilli. Il piombo non manca e adesso arriva anche il tritolo dagli amici arabi.»

In un paese in cui di norma il terrorismo ha radici nelle attività dei servizi segreti ed ha precise finalità politiche, sembra possa tornare utile trasformare il banchiere rapace in una vittima dei cattivi terroristi rossi, facendolo oggetto di (poco credibili) minacce.
Ed ecco l’incipit di quell’articolo di cui parlavo all’inizio; si parla di una cifra pari circa alla metà di quella che dovrebbe rastrellare la recente manovra del governo “tecnico” di Monti.

Videopoker: 100 miliardi finiti alla mafia. La mancata vigilanza dei Monopoli, gli intrecci politici

(Il Secolo XIX)

articolo di Marco Menduni e Ferruccio Sansa

Altro che tesoretto. C’è un tesoro da quasi cento miliardi di euro che lo Stato non ha mai riscosso, nel mega business delle macchinette videopoker e dei giochi. Tre Finanziarie. Lacrime e sangue che potevano essere risparmiati agli italiani solo garantendo il rispetto delle regole. È scritto nero su bianco nella relazione di una supercommissione di esperti, guidata dal sottosegretario all’Economia Alfiero Grandi e dal generale della Finanza Castore Palmerini, finita sul tavolo del viceministro Vincenzo Visco. (leggi tutto)

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