Di Curzio Bettio 

Soccorso Popolare di Padova 
Sono ormai settimane che siamo oppressi da trasmissionitelevisive, dibattiti pubblici, pagine e pagine di giornali, che trattano dello“scandalo Lega”, dello scontro “Maroni – cerchio magico”, delle appropriazioniindebite di denaro pubblico da parte dei massimi dirigenti della Lega Nord peruso personale, per speculazioni finanziarie, per riciclaggio di valuta, per costruzionidi patrimoni immobiliari.
Sembra che i motivi dello scandalo siano spuntati come permagia, ad illustrare all’opinione pubblica come questo movimento “duro e puro”non sia altro che un assembramento di fanatici che non si accorgono del grandeimbroglio che da vent’anni viene loro spacciato come“movimento di liberazionedella Padania dal Sud-Italia parassita e sfruttatore”.
Eppure, prima di questo momento, tante sono state leinchieste, le dettagliate denunce e i documenti che ricostruiscono gli inganni,la spartizione dei posti di potere, e la mania dei doppi incarichi di cui sirende protagonista il partito di Bossi.
Un esempio per tutti: già alla fine del 2010, il capogruppodell’Italia dei Valori alla Camera dei Deputati, Massimo Donadi, pubblica unvero e proprio dossier anti-Lega intitolato “Le contraddizioni della LegaNord“, costruito dall’Ufficio legislativo del partito di Di Pietro in data 28 settembre.Vale la pena considerarlo a grandi linee.

Il documento parla degli incarichi multipli assunti daesponenti padani, stigmatizza il nepotismo che colpisce il partito di Bossi, lasupposta lotta agli sprechi, la difesa di tante cricche, e denuncia le contraddizionidi cui si sono resi protagonisti i Padani nel dibattito politico degli ultimi anni.
Dalle quote latte al disastro Malpensa, dal sì al Pontesullo Stretto alle banche amiche del Carroccio.
“È il partito che può vantare il periodo più lungo trascorsoal governo da tangentopoli in poi”, così inizia il documento, elencando tuttele volte che la Lega si è comportata da amica dei corrotti e dei mafiosi. Comenel caso della non-autorizzazione a procedere nei confronti dell’exsottosegretario Nicola Cosentino e il divieto di utilizzo delle intercettazioniche lo interessavano.
Poi si sottolinea come il partito di Bossi abbia votato afavore di ben 37 leggi ad personam, cheSilvio Berlusconi avrebbe provveduto a farsi confezionare: su tutte, indulto,ex Cirielli, lodo Alfano, legittimo impedimento, leggi su questione Mondadoriper evitare sanzioni milionarie.
Il documento evidenzia come la Lega abbia contestato glisprechi e le inefficienze nella pubblica amministrazione, ma si è dimostratafortemente contraria alla abolizione delle Province: per altro, di recente avevaproposto la nuova Provincia della Valcamonica.
Nel dossier, vengono elencati gli incarichi istituzionalifrutto del consenso elettorale e del peso parlamentare. Il Carroccio – siannuncia – occupa posti di potere a livello di enti e società di emanazionepubblica o a partecipazione pubblica: banche, autostrade, ospedali, Rai, Expo2015.
Ecco gli uomini di punta del sistema padano, società per società (sempre allafine del 2010!).
Alla Consip, la società per azioni del ministerodell’Economia per l’acquisto di beni e servizi destinati alle amministrazionidello Stato, troviamo Danilo Broggi, amministratore delegato.
A Cinecittà, Roberto Codonati (consulente per l’immaginedella Lega) è membro del cda.
L’Agea, l’agenzia che vigila sull’erogazione dei fondicomunitari per l’agricoltura è guidata dal professor Dario Fruscio, presidentedesignato su indicazione di Zaia, allora ministro dell’Agricoltura.
Del consiglio di amministrazione di Finmeccanica fa parteDario Galli (presidente della provincia di Varese); in quello di Fiera MilanoAttilio Fontana (sindaco di Varese); all’Eni siede Paolo Marchioni, consiglieredi amministrazione e vice-presidente della provincia di Verbano-Cusio-Ossola,nonché assessore al Bilancio; alla Sviluppo Sistema Fiere siede, invece, comepresidente Leonardo Ambrogio Carioni, presidente nonché presidente dellaProvincia di Como, sindaco di Turate, presidente dell’Unione delle Provincelombarde; all’Expo 2015 e alla Pedemontana ritroviamo Leonardo AmbrogioCarioni, questa volta come membro del cda; all’Enel Gianfranco Tosi, ex sindacodi Busto Arsizio; alle Poste italiane c’è Mauro Michielon; alla Sea (gestionedello scalo di Malpensa) Giuseppe Bonomi è presidente e direttore generale;all’Inail è in quota Lega il presidente Marco Fabio Sartori; poi in Fincantieri,Francesco Belsito (sic!) è consigliere di amministrazione; in Rai, invece, gliamici del Carroccio sono Giovanna Bianchi Clerici, componente del cda, edAntonio Marano, vice-direttore generale; il presidente di Serenissima è AttilioSchneck, (presidente della provincia di Vicenza); il presidente di Buonitalia èl’amico dei Padani Walter Brunello.
Nel mondo bancario, infine, un alleato prezioso è MassimoPonzellini, presidente della Banca Popolare di Milano, oltre che di Impregilo.

Poi c’è il gioco dei doppi incarichi, e quindi… delle doppie retribuzioni.

Alla Camera siedono 25 leghisti con doppio incarico, e 3 contriplo, mentre al Senato sono 14 con doppio incarico, e 3 con triplo.
Tra i parlamentari del Carroccio si contano 3 presidenti diProvincia (Bergamo, Brescia e Biella), e 2 consiglieri provinciali, 15 sindaci,3 vice sindaci, 2 assessori comunali e 17 consiglieri comunali. DanieleMolgora, ad esempio, è deputato, è stato sottosegretario all’Economia fino amaggio 2010 ed è presidente della provincia di Brescia.
Luciano Dussin è deputato e sindaco di Castelfranco Veneto.
Adriano Paroli è deputato e sindaco di Brescia.
Pierguido Vanalli è deputato leghista e anche sindaco diPontida.
Gianluca Buonanno è deputato, sindaco di Varallo e vicesindaco del comune di Borgosesia, entrambi in provincia di Vercelli.
Giovanni Fava è deputato e siede nel consiglio provincialedi Mantova e in quello comunale di Sabbioneta.
Ettore Pirovano è deputato e presidente della Provincia diBergamo.
Roberto Simonetti è deputato e presidente della Provincia diBiella.
Il senatore Gianvittore Vaccari è sindaco di Feltre. MentreGianpaolo Vallardi, invece, è il primo cittadino di Chiarano. L’onorevoleMassimo Bitonci, invece, è sindaco di Cittadella (Padova). L’onorevole GiacomoChiappori è sindaco di Villa Faraldi (Imperia).
Il senatore Sandro Mazzatorta è primo cittadino di Chiari.
Claudio D’Amico, deputato, è sindaco di Cassina de’ Pecchi(Milano). Giovanna Negro, deputata, copre lo stesso incarico ad Arcole(Verona). Mentre il senatore Cesarino Monti ricopre l’incarico di assessore alComune di Lazzate (Mi).

Poi si passa al nepotismo verde, quello che riguarda gli interessi della castaleghista.

Il “Senatur” Bossi ha provveduto a piazzare il fratello Francoa Bruxelles, come assistente dell’euro-parlamentare Matteo Salvini.
Il figlio, Umberto Bossi,  invece è stato piazzato al consiglio regionaledella Lombardia, eletto a Brescia.
La moglie del leader, Manuela Marrone, invece, ha ricevutoun contributo di 800.000 euro per la sua scuola privata di chiara ispirazionepadana.
Il favoritismo dei parenti ha raggiunto il culmine nella “parentopolipiemontese” che ha visto protagonista la giunta del governatore leghista delPiemonte Roberto Cota.
Nella sua segreteria troviamo Michela Carossa, figlia diMario, capogruppo della Lega in Regione. Capo di gabinetto del governatore èGiuseppe Cortese, che ha trovato lavoro pure alla moglie, Isabella Arnoldi,diventata portavoce dell’assessore leghista Massimo Giordano, fedelissimo diCota.
Ombre in un concorso per funzionari alla provincia diBrescia: 700 concorrenti per 8 posti. Per più di metà dei vincitori –ricostruisce il dossier- ci sarebbe puzza di raccomandato. Infatti, tra i vincitorifigura Sara Grumi, figlia di Guido, assessore leghista al Comune di Gavardo ecandidato alle ultime regionali. Quindi, Katia Peli, nipote dell’assessoreprovinciale all’Istruzione, leghista pure lui, Aristide Peli. Lavoro assicuratoper Silvia Raineri, capogruppo della Lega nel consiglio comunale di Concesio emoglie del vicesindaco di Brescia Fabio Rolfi. Vittoria anche per CristinaVitali e Anna Ponzoni: tutte e due lavorano già in Provincia, guarda casoentrambe per l’assessorato guidato dal leghista Giorgio Bontempi.

Favori anche a Varese. Nel 2002 diventa presidente della Provincia MarcoReguzzoni, marito di Elena, figlia di Francesco Speroni, storico capo digabinetto del “Senatur”, quando costui era ministro delle Riforme. [Reguzzoni,ex capogruppo della Lega alla Camera dei Deputati, detronizzato per volontà diBobo Maroni, sta entrando nel centro del ciclone della “pulizia leghista”,perché appartenente al cosiddetto “cerchio magico”.]

A Verona, l’elezione alla carica di sindaco di Flavio Tosiha consentito alla moglie Stefania Villanova, che lavorava già in Regione, diincassare 45mila euro in più: all’improvviso è diventata dirigente, e messa acapo della segreteria dell’assessorato regionale alla Sanità.
In Friuli, invece, i leghisti si sono “scambiate” le mogli! L’expresidente del consiglio regionale Ballaman ha assunto Laura Pace, mogliedell’allora sottosegretario agli Interni Maurizio Balocchi. Balocchi si è presoin cambio assegnandole un incarico Tiziana Vivian, ex moglie dello stessoBallaman. [Il nome della Vivian è finito, inquesti giorni, su diversi organi d’informazione italiani perchè, aquanto sembra, persona informata sui fatti, nell’inchiesta giudiziaria cheha travolto la Lega Nord, colpita dalle accuse di riciclaggio, truffa eappropriazione indebita ipotizzate dalla magistratura.]
A Padova, l’ex segretario provinciale della Lega MaurizioConte – oggi diventato assessore nella giunta Zaia – ha affidato l’incarico perprogettare e dirigere i lavori di un nuovo polo scolastico a suo fratelloTiziano Conte. Con regolare bando di concorso, giura lui. E se non puoisceglierli in famiglia, c’è comunque un partito che ti assiste.
Raccontava – ricorda il documento – il Pd Piero Ruzzante alCorriere del Veneto, di altre “designazioni” ai vertici di tre enti regionali:

“Corrado Callegari in Veneto Agricoltura, impiegato di bancadi Mestre, stipendiato con 15mila euro al mese; Antonello Contiero inIntermizoo, autista di autobus di Rovigo, premiato con 5mila euro mensili einserito nel listino di Zaia; e Fausto Luciani in Avepa, Agenzia Veneta per iPagamenti in Agricoltura, ristoratore allo zoo-safari di Bussolengo, eretribuito con ben 154mila euro annui”.

A Bergamo, nell’estate del 2009, raccontava “BergamoNews” –continua ancora il documento – l’architetto Silvia Lanzani, è stata incaricata,per 13.754 euro, di curare il progetto preliminare della nuova centrale disterilizzazione dell’ospedale di Treviglio, diretto dal leghista Cesare Ercole.Silvia Lanzani è della Lega e fa l’assessore alle Infrastrutture in Provincia.Come si dice, una che lavora con la testa, con il cuore, e con il portafoglio!
Comunque, di tutto questo nulla si sente nelle trasmissioniradio-televisive.
Si punta l’attenzione sugli aspetti scandalistici checondizionano le lotte fra il clan Maroni e il clan Bossi, si parla diffusamentedel “Trota” e delle sue frequentazioni con attricette e veline, delle sue multee delle folli corse con macchine di grossa cilindrata,  tutto a spese del contribuente.
Solo adesso i Leghisti se ne accorgono, e fanno “pulizia”della …strega Rosy Mauro, “badante puttana, l’hai fatto per la grana!” Sipubblicano perfino le foto apparse tanti anni fa su riviste patinate di unBossi e di una Mauro, bei giovanetti, che nuotano allegramente in piscina…conle mani dell’Umberto fra le coscione della Rosy. Una certa dose di pruritoscandalistico a base sessuale è il cacio sui maccheroni, in questo caso!
Tutto questo viene utilizzato come cortina fumogena, comeuna potente “arma di distrazione di massa” su quello che sta succedendoattualmente al popolo italiano, e su ciò che si sta preparando come “soluzionefinale”.
Al Palazzetto dello Sport di Bergamo, dove si è consumato loscontro pubblico fra Maroni e Bossi, con la pietosa resa dell’Umberto e le suescuse pubbliche per la distrazione di denaro messa in atto dalla sua famiglia,(lui, il Capo, non sapeva niente, …povero rimbambito!), a testimoniare il tuttosi sono presentate innumerevoli testate giornalistiche, che per giorni ci hannoassillato con i loro servizi.
Due sabati fa, il 31 marzo, a Milano, davanti alla Borsa,decina di migliaia di cittadini, che si sono auto-finanziati per unamanifestazione auto-convocata, sono stati degnati solo di qualche passaggiotelevisivo e di un qualche bel articolo da parte di pochi giornali interessatial problema della crisi che investe la maggior parte del popolo dei lavoratorie dei pensionati italiani.
A promuovere l’iniziativa il “Comitato No Debito” nazionale,poi costruita assieme a numerosi altri soggetti sociali, sindacali, politici edi movimento.
Il manifesto di auto-convocazione del “Comitato No Debito”invitava alla costruzione di un’opposizione sociale e politica.
“I loro affari non devono più decidere sullenostre vite. Per una società fondata sui diritti civili e sociali, sulpubblico, sull’ambiente e sui beni comuni.
Misure “lacrime e sangue” sono la ricetta del governo delle banche e dellafinanza che, con il sostegno del centro-destra e del centro-sinistra, è ormaiin carica da oltre tre mesi.
Il massacro socialedel governo Monti dilagherà, se verrà applicato il trattato europeo deciso daigoverni Merkel, Sarkozy e Monti. Ora vogliono cambiare la Costituzione, senzaconsultare i cittadini! Dovremo sacrificare i diritti sociali e quelli dellelavoratrici e dei lavoratori, per pagare il debito agli stessi affaristi e speculatoriche l’hanno creato.
Monti in Italia o Papademos in Grecia, che in realtà non fanno che aggravare lamalattia, scaricano sui lavoratori e sulle classi popolari il peso della iniquadistribuzione del reddito con il conseguente peggioramento delle condizioni divita e l’eliminazione di diritti conquistati con anni di lotte.
Per questo diciamo NOalla precarietà e alla messa in discussione dell’articolo 18, alla distruzionedello stato sociale, dei diritti, della civiltà e della democrazia. Per questodiciamo NO alla distruzione dell’ambiente, alle grandi opere, alla Tav.

Chiediamo ai giovani e alle donne, alle lavoratrici e ai lavoratori, aiprecari, ai pensionati e ai migranti, ai movimenti civili, sociali eambientali, di organizzare insieme una risposta a tutto questo con una grandemanifestazione nazionale a Milano il prossimo 31 marzo.
Unire le lotte per un’opposizione sociale e politica di massa, capace diincidere, dal territorio, alla scuola e all’università, alle lotte per illavoro: dalla IMS, all’Anovo, dalla Whirlpool, a Malpensa, dalla Argol diFiumicino alla Wagon-Lits di Milano, alla Alcoa di Portovesme, allaFincantieri, alla Esselunga, alla Fiat e alle lotte dei migranti. Vogliamomanifestare assieme a tutti i popoli europei, schiacciati dalle politiche diausterità e dal liberismo, in particolare al popolo greco, sottomesso ad unatirannide finanziaria che sta distruggendo il paese.
Vogliamo un diverso modello sociale ed economico in Italia e in Europa, fondatosul pubblico, sull’ambiente e sui beni comuni, per riconvertire il sistemaindustriale con tecnologie e innovazione, per la pace e contro la guerra, perlo sviluppo della ricerca sostenendo scuola pubblica e università, pergarantire il diritto a sanità, servizi sociali e reddito per tutti, lavorodignitoso, libertà e democrazia.”

A tutto questo, alla partecipazione di 25.000 persone, sirisponde con il quasi totale silenzio. Eppure la situazione è gravissima, e pertanti versi, scandalosa, altro che “scandalo leghista”!
Nel manifesto del “Comitato No Debito” viene riportata lafrase: “Ora, vogliono cambiare laCostituzione, senza consultare i cittadini!” Si tratta di una questione chela stampa italiana trascura, e che molta parte dell’opinione pubblica ignora.
Il Comitato No Debito da mesi sta incalzando l’agendapolitica con la richiesta di bloccare la revisione dell’art. 81 dellaCostituzione che intende introdurre l’obbligodi pareggio in bilancio.
Al Senato la revisione dell’art. 81 si discute nuovamentemartedì 17 e mercoledì 18 aprile. Se più di un terzo dei Senatori votassecontro, il governo sarebbe costretto ad indire un referendum su questo“obbligo”.
Abbiamo alcuni giorni di tempo per fare tutto il possibileper invitare una parte del Senato a non votare questo provvedimentoantidemocratico, suicida dal punto di vista economico, e micidiale dal punto divista sociale. Usiamo questi giorni per indurre le Senatrici e i Senatori che possonoessere raggiunti direttamente o indirettamente, invitandoli a non votare lamodifica dell’art. 81.
Martedì 17 aprile, il Comitato No Debito, così come ha fattomercoledì scorso, scenderà in piazza davanti al Senato.
Invitiamo alla massima partecipazione! Bisogna affermare achiare lettere il nostro “No” alla revisione dell’art. 81.
I cittadini devono avere a disposizione la possibilità dipronunciarsi attraverso un referendum confermativo che costringa il governo – esi contrapponga alle imposizioni dell’Unione Europea – a mettersi a verificademocratica nella società, piuttosto che procedere a colpi di diktat approvatinei due rami del Parlamento senza una reale opposizione.
Invece, vogliono cambiare la Costituzione, senza consultarei cittadini!
Ma cosa dovrebbe comportare l’obbligo di pareggio inbilancio, che la Commissione Europea a tutti i costi ci vuole imporre? In buonasostanza, si tratta di questo, in termini che tutti possono comprendere: il 25%dell’attuale nostro debito pubblico di circa 2.000 miliardi di euro, vale a dire500 miliardi, deve essere pagato spalmandolo nel corso di 10 anni. Ogni annosaremmo costretti a sborsare nelle tasche dei banchieri e degli affaristispeculatori la bellezza di 50 miliardi di euro fissi, che devononecessariamente andarsi a sommare alle altre decine di miliardi per ripagare ildebito pregresso di titoli di Stato e buoni del Tesoro in puntuale scadenza,questi a favore anche di lavoratori e pensionati.
Mediamente, parliamo di 80 miliardi di euro annui darimborsare: questo significa la generale miseria per tutte le classi socialidel popolo italiano, fatta eccezione per gli straordinariamente benestanti e idetentori di colossali patrimoni.
La mancanza di informazioni e il totale silenzio dei mezzidi informazione di massa sull’argomento costituiscono il “vero scandalo”, nonlo “scandalo della Lega Nord”, al confronto ladra di polli, rispetto allagrande ruberia che ci attende, e che vogliono imporre come norma nella nostraCostituzione.
Ma stanno sotto ai nostri occhi altri “piccoli scandali”.Parliamo dell’Imposta Municipale Unica, IMU.
Nell’iter in Senato il sottosegretario all’Economia VieriCeriani aveva già espresso il suo parere contrario ad agevolare le case deglianziani in residenze di cura, perché intercorrerebbe un “rischio di evasione edelusione”.
Ma, con una dichiarazione scandalosa, così si è espresso ilrelatore al dl fiscale e presidente della Commissione Finanze della Camera,Gianfranco Conte, spiegando che con un eventuale sgravio “potrebbe crearsi unproblema sociale”:
“Nessuna modifica Imu per gli anziani degenti in caseriposo. Sono contrario a modifiche della normativa Imu per questi anziani.”
Conte ha precisato che il rischio consiste nel fatto che un’agevolazionedi questo genere potrebbe “spingere i familiari a mettere gli anziani nellacasa di riposo” per usufruire della tassazione più leggera sulla loro casa diabitazione.
Si arriva alla situazione scandalosa di far pagare l’IMUcome “seconda casa” ad anziani, magari completamente bisognosi di cure e nonautosufficienti, pur di fare cassa, per evitare… un trasferimento di massa dialtri anziani da parte di parenti assatanati di soldi.
A questo punto, si coglie o no tutto il ridicolo dellaproposta e della giustificazione vergognosa?
Però i media di questo non trattano, perché hanno solo tempoper il ridicolo di altri “scandali padani”!
E non si dovrebbe urlare allo “scandalo” per come vieneaffrontata la problematica degli “esodati”, quei lavoratori rimasti senzaretribuzione né pensione per effetto della riforma della previdenza?
Il ministro Fornero dichiara giovedì che gli “esodati sono65.000”. Solo!? Un mese fa aveva detto che erano 350.000, comunque leprevisioni iniziali erano… di 50.000. Un alto dirigente dell’INPS ne dichiara135.000. Questi sono i tecnici affidabili, vale a dire persone in grado di farei giusti conti e fornire cifre attendibili e coerenti?
Alla manifestazione a Roma di venerdì 13 aprile per migliaiadi questi lavoratori parcheggiati nella terra di nessuno, la Camusso, Segretariadella CGIL, esige:

“Non ci resta che chiedere il licenziamento del presidentedell’INPS perché incapace di governare i contributi, se il governo confermassegli esodati essere nel numero di 65.000.”

Ribadisce il sottosegretario all’Economia, GianfrancoPolillo,:

“È ovvio che ci sono più esodati dei 65.000, ma sono scaglionati neltempo. Ci sono quelli che rimarranno senza stipendio e senza lavoro nel 2013,altri nel 2014 e via dicendo. Anno per anno si provvederà. Non possiamorisolvere il problema tutto subito, perché dovremmo mettere a bilancio unacifra spropositata che ci farebbe saltare tutti gli equilibri finanziari. Sitratta di mantenere fermi i postulati della riforma previdenziale, e fare poinorme transitorie per risolvere i problemi che rimangono.”

Come dire: il governo ha individuato in 65.000 gli esodatiinteressati subito, mentre per quelli che usciranno negli anni, qualche Santoprovvederà!
Già adesso, nel conto stretto dell’esecutivo, sicuramente èrimasto escluso qualche migliaio di persone, ed in futuro quelli chearriveranno a scadenza non troveranno subito i fondi assicurativi, e per questodovranno intraprendere di continuo lotte estenuanti. E costoro sono tuttianziani, con tanti anni di lavoro sul groppone! Questo è il “vero scandalo”!“Esodiamo il governo!”
E a proposito di vecchi. Nessun telegiornale ha riportato ecommentato l’ultimo Outlookpubblicato ieri dal Fondo Monetario Internazionale che letteralmente recitacosì:
“i rischi connessi a un aumento dell’aspettativa di vitasono molto alti: se entro il 2050 la vita media dovesse aumentare di tre annipiù delle stime attuali, aumenterebbero del 50% i già elevati costi dei sistemidi welfare.”
A che servono i vecchi? A nulla, risponde il nuovocapitalismo. Sono soltanto un costo, ovviamente da abbattere. In senso fisico.Corre alla mente un bel film di fantascienza, interpretato da Ugo Tognazzi, chedescrive una società in cui gli anziani, ad un certo punto della loro vita, vengonorinchiusi in villaggi vacanze. Ogni settimana, questi ospiti devono parteciparead una grande lotteria, e i vincenti partono in “crociera” su navi, che ritornanopoi prive del loro carico di… vacanzieri.
Ecco, questo potrebbe essere un bel modo per una società chevuole disfarsi dei propri vecchi, o più sottilmente, per il FMI, quello diridurre i servizi sanitari e farli lavorare più a lungo, e così… speriamo diliberarci di questi improduttivi fastidiosi.
A questo proposito, scrive Dante Barontini in un suoeditoriale su Contropiano.org, dal titolo “Dovete morire!”:
“Se volessimo, per semplicità, ragionare in un’ottica soloitaliana, potremmo a questo punto tirare le conclusioni di un lungo percorsoche va dalla prima delle innumerevoli riforme delle pensioni (Dini, 1996) finoall’attuale “riforma del mercato del lavoro”. Tutte modifiche motivate con la“necessità di parametrare l’età pensionabile con le aspettative di vita, in mododa non scaricare i costi sulle generazioni future”.
Ora apprendiamo che proprio il prolungamento della vitamedia – un effetto diretto del welfare post-bellico, fatto di istruzione,sanità, pensioni, limiti allo sfruttamento in termini di orari, ferie, ecc – èil problema.
Badate. Il FMI non parla dell’Italia, ma dell’Occidentecapitalistico, dei paesi più industrializzati. Parla di una civiltà che vienedefinita “economicamente incompatibile” con il sistema di produzione edistribuzione esistente. Una way of lifespacciata per quasi 60 anni come il migliore dei mondi possibili, che eraservita a tenere lontani (e minoritari) i fantasmi della Rivoluzione,stemperando in “riformismo” le rivendicazioni del movimento operaio.
Tutto finito, inutile, ingombrante, costoso. Il nuovo“modello sociale” dovrà essere plasmato sui criteri della “competitività”,quindi sul lavoro flessibile, pagato poco, senza “inutili rigidità” come quellegarantite dai diritti. Senza servizi sociali o miracolose attese per “la vita dopoil lavoro”. Il “ciclo di vita” capitalisticamente “virtuoso” si deve consumareper intero dentro la fase “produttiva”; il dopo non è un problema del capitalee dell’economia.
Se hai una struttura familiare e rendite che ti possanogarantire, bene; altrimenti spegniti senza dare fastidio ulteriore, senzapretendere cure, reddito, casa, assistenza pubbliche.
Che questo modo di procedere sia anche economicamente utile,è dubbio. Sedetevi la mattina davanti al principale dei monumenti cittadini eosservate bene le code di turisti che l’attraversano. Vedrete orde dipensionati, ex lavoratori dipendenti, ex insegnanti, ecc.
Abbattere i livelli di reddito dei pensionati “occidentali”(giapponesi compresi, ovviamente) avrà ricadute immediate sul turismo di massae sull’indotto sconfinato che questo genera. Dalla ristorazione alle strutturealberghiere, dalle compagnie aeree low cost agli ambulanti, fino ai“centurioni” del Colosseo.
Possiamo agevolmente prefigurare la scomparsa di decine diprofessionalità di servizio: dai dietologi ai personal trainer, dai centribenessere ai negozi “bio”.
Ma si tratta di un “dimagrimento sociale” perseguitolucidamente, non tanto di conseguenze inattese di politiche insensate. Laragione di fondo sta nella causa vera della crisi: sovrapproduzione dicapitale. Che non significa affatto – come tanti lettori di Marx per sentitodire credono – semplice “sovrapproduzione di merci”. Il Capitale, infatti,comprende certo i soldi, i macchinari, le merci, i servizi, i trasporti, ecc. Maanche le persone fisiche. Quelle che entrano nel processo di produzione sottola voce di capitale variabile. E che ci entrano come sorgente da cui estrarreplusvalore, certamente; ma che rappresentano pur sempre – per il capitalista –anche un costo.
In tempi di crisi, tenere gente in vita è più un costo cheun’opportunità. Certo, ai bei tempi tutto sarebbe stato risolto con una bellaguerra, che consentiva di spianare capitale altrui (ricchezza accumulata,macchine, merci, persone, ecc) distruggendone anche, in parte, del proprio.
Purtroppo, la proliferazione nucleare ha di fatto tolto dimezzo questa possibilità: l’esito finale. In termini di distruzione dicapitale, questo rischia di essere decisamente eccessivo. I “nemici di comodo”che di volta in volta possono essere investiti con la potenza distruttivaaccumulata – i Gheddafi, gli Assad, i Saddam – sono ben poca cosa rispetto allequantità che andrebbero eliminate per rilanciare l’accumulazione.
Quindi la guerra “per l’eliminazione della capacità produttivain eccesso” si introverte all’interno stesso dei paesi industrializzati. Oimperialisti, che dir si voglia. Diventa guerra contro la propria popolazionein eccesso, contro i “privilegi” che ne hanno fatto salire in modo cosìpericoloso l’età media, le “aspettative di vita”.
È una guerra che può anche non richiedere l’uso delle armi.Basta “esodare” centinaia di migliaia di persone all’improvviso. Magari ognianno o giù di lì.
Se li lasciamo fare,è quello che faranno. Lo stanno già facendo.”
Nessun organo di informazione ha parlato di questaasserzione del Fondo Monetario. Mentre tutti si spendono nel parlare di RenzoBossi e dello scandalo leghista, che, guarda caso, capita proprio a fagiolo inun contesto politico dove si sta per approvare una modifica costituzionale, cheridisegnerà il nostro assetto politico, economico e sociale e il nostrorapporto all’interno dell’Unione Europea, a favore totale di banche e finanza edel potere politico della Germania.
Il presidente, prof. Monti, il 2 marzo 2012 ha firmato congli altri paesi europei il cosiddettofiscalcompact, un trattato UE attraverso il quale si impongono regole rigidissimenel rapporto tra deficit e PIL. In altre parole, il deficit non dovrà superarein alcun modo il 3% del PIL.
Ma il fiscal compactcomporterà anche un impegno per gli Stati membri ad abbattere l’attuale debitopubblico per ridurlo fino a raggiungere il 3% del PIL. E siccome lo Statoitaliano ha un deficit stratosferico, questo impegno comporterà per il nostropaese manovre pesantissime per i prossimi anni e una previsione di crescitapari a zero.[Come abbiamo analizzato grosso modo in precedenza].
Per giunta lo Stato non avrà più una sua sovranità politicaeconomica, non potendo sforare i limiti imposti dal fiscal compact, pena l’applicazione di forti sanzioni. Si può aragione ritenere che ilfiscal compactdeterminerà la nostra fine come nazione e come Stato sovrano.
La questione è stata gestita in sordina da tutti i mezzi diinformazione. La Camera ha già approvato la modifica dell’art. 81 Cost. con unamaggioranza bulgara, che scongiura già in prima battuta il referendumcostituzionale, e pochi cittadini sono consapevoli di questo.
Se la norma verrà approvata con la medesima maggioranza alSenato, i cittadini perderanno il diritto ad essere consultati in merito, conla conseguente consegna della nostra sovranità politico-economica a soggettiestranei ai meccanismi democratici. Con tutto il consenso e il sostegno delPresidente Napolitano!
In altre parole, i cittadini si ritroveranno a essere governatida oligarchi della finanza, e i nostri politici costituiranno la foglia di ficoper cui queste oligarchie potranno affermare di decidere dei nostri destini inpiena democrazia. Chi si oppone e non accetta questi vincoli di bilanciosuicidi che non permetteranno politiche di finanza congiunturale, vienetacciato di mettere in atto azioni prive di responsabilità, di “anti-politica”(Sentire le dichiarazioni odierne di Bersani).
Fatte le debite considerazioni, possiamo concludere che, sì,lo “scandalo della Lega” è stato promosso ad arte, un complotto messo in attocome “arma di distrazione di massa”, per suscitare indifferenza nei confrontidi altri ben più pesanti “scandali”, che andranno ad affliggere le classisubalterne del popolo italiano.
Padova, 15 aprile 2012
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