Valentin Vasilescu Reseau International 13 agosto 2015f14gr_02

La perseveranza dei russi e cinesi è il fondamento del miracolo che ha portato alla revoca delle sanzioni all’Iran. Anche se il processo è ancora in corso e incontra ostacoli posti da Stati Uniti, Arabia Saudita e Israele, l’embargo all’economia iraniana non può durare. Inoltre, l’Iran è orientato principalmente verso la Russia, suo primo sostenitore al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. E la Russia, che farà entrare l’Iran nella Shanghai Cooperation Organization (SCO), ha già istituito un piano per rifornire la popolazione dell’Iran di cibo e medicine. Il PIL dell’Iran è di 388 miliardi di dollari e vendendo in 1-2 anni petrolio e gas può ricavare 300 miliardi di dollari all’anno. Ma l’Iran ha nelle immediate vicinanze molti rivali sunniti. I più pericolosi sono Stato islamico, Arabia Saudita e altri emirati salafiti nell’orbita degli Stati Uniti che finanziano l’armamento dello Stato Islamico, e infine Israele. Senza alcun motivo Washington, tramite la NATO o i fantocci del Consiglio di cooperazione del Golfo (Bahrayn, Quwayt, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti), può avviare in ogni momento l’aggressione armata all’Iran. Gli Emirati Arabi Uniti sono dotati di 80 caccia F-16E/F Block 60, 28 elicotteri d’attacco AH-64D e 388 carri armati Leclerc. L’Arabia Saudita ha 67 cacciabombardieri F-15E, 78 caccia F-15C/D, 48 caccia Eurofighter Typhoon, 82 elicotteri d’attacco AH-64D e 442 carri armati M1A2. Il Bahrayn ha 17 caccia F-16C e 22 elicotteri d’attacco AH-1E/F. L’Oman ha 12 caccia F-16C/D. Il Quwayt ha 34 cacciabombardieri F-18C/D e 16 elicotteri d’attacco AH-64D. Israele ha 58 caccia F-15A/B/C/D, 25 caccia F-15I, 342 caccia F-16A/B/C/D/I, 32 elicotteri d’attacco AH-1I e 45 AH-64. Pertanto, la preoccupazione principale dell’Iran è avere un esercito moderno, e presto importerà armi dalla tecnologia avanzata. Infatti, dopo 30 anni di sanzioni e una guerra devastante con l’Iraq, l’esercito iraniano, per equipaggiamenti militari, ha un arsenale militare obsoleto e inadeguato. La maggior parte delle armi è di origine statunitense (risalenti allo Shah Muhamad Reza Pahlavi), sovietica o cinese. Tuttavia, negli ultimi anni l’Iran ha investito molto nelle ricerca ed ottenuto buoni risultati (in particolare nella produzione di navi militari ed UAV da ricognizione tattica). Ma per mancanza di accesso alla tecnologia avanzata, l’Iran potrebbe non creare un’industria della difesa competitiva in grado di sostenere gli sforzi della Difesa, in caso di aggressione con tecnologia militare avanzata. Ad esempio, i principali carri armati dell’esercito iraniano sono lo Zulfiqar, realizzato nei primi anni ’90 con componenti e tecnologie degli anni ’70, il carro armato sovietico T-72 e gli M48/M60 degli USA. L’artiglieria semovente è limitata agli obici Raad-2 da 155mm su telaio del vecchio APC sovietico BMP-1, dalla potenza motore insufficiente. Il veicolo da combattimento della fanteria iraniano Boraq è il cinese Tipo 86, derivato dal BMP-1 sovietico. L’Aeronautica iraniana dispone di vecchi aerei statunitensi consegnati negli anni ’70 (F-5 Tiger II, F-14 Tomcat A, F-4 Phantom D) e un piccolo numero di aerei sovietici moderni (MiG-29A, Su-24, Su-25K) rifugiatisi dall’Iraq. La difesa aerea dell’Iran, anche se ha molti missili, è vulnerabile alle interferenze e avrebbe bisogno di sistemi C4I (in particolare sistemi di memoria, microprocessori e apparecchiature di comunicazione satellitare, coordinati da server dedicati dalla potenza di elaborazione di ultima generazione, il tutto protetto da codifica digitale su tutte le frequenze). Questa apparecchiatura è l’architettura C4I della difesa aerea multistrato inventata dai russi con la produzione di massa dei sistemi S-300PMU-3 o S-400 Trjumf.
Va ammesso il fatto che l’Iran non ha grandi riserve valutarie e non avrà nell’immediato un reddito notevole dalla vendita di petrolio e gas. Avrà bisogno di 1-2 anni per raggiungere questo obiettivo. Allora, la priorità dell’Iran sarà il rafforzamento della difesa aerea del territorio, comprendendo l’acquisizione di almeno 5-10 sistemi missili antiaerei S-300PMU-3 (alternativa superiore a quella pagata nel 2008 e mai ricevuta per l’embargo). D’altra parte, l’Iran ha bisogno di un nuovo aereo multiruolo a prezzi accessibili, da Stati disposti a fornire la licenza di fabbricazione e le cui azioni siano prevedibili, non come la Francia con le portaelicotteri Mistral pagate dalla Russia ma non consegnate. Quindi Iran potrà produrre altri aeromobili senza subirne la mancanza dei pezzi di ricambio. Con questa prospettiva, attualmente le preferenze sono limitate agli aerei cinesi J-10, ai JF-17 sino-pakistani o ai Su-30 russi. Dopo 3-4 anni, se l’Iran avrà risorse materiali sufficienti potrà interessasi ad acquisire l’aereo Su-35 e anche l’aereo invisibile russo T-50 o il cinese J-20 (che ha un raggio di 2000 chilometri e sarà operativo nel 2017).
Un altro aspetto della situazione dell’arsenale iraniano è che dispone di missili a medio raggio (Shahab-3 e Sejil) ma non ha un potente sistema di guida. Da questo punto di vista, Cina e Russia potrebbero svolgere un ruolo vincolante sulla politica estera iraniana, costringendola a rispettare gli impegni sull’abbandono del programma nucleare, ad esempio rifiutandosi di consegnare sistemi di guida per i missili balistici che potrebbero trasportare testate nucleari.165783Russia e Cina vendono armi all’Iran
Liu Rong, Quotidiano del Popolo, 13 agosto 2015

Cina e Russia cercano di rafforzare le forze armate iraniane con aerei da combattimento e sistemi di difesa, nell’ambito della strategia contro gli Stati Uniti, riferisce Wantchinatimesdi Taiwan citando il Sina Military Network cinese. Con gli Stati Uniti che incoraggiano gli alleati a coalizzarsi contro la Cina nel Pacifico occidentale e spingono la NATO contro la Russia nel Mar Nero e Mar di Barents, dice l’articolo, Pechino e Mosca sono sorprendentemente indietro negli sforzi in Medio Oriente, in particolare con l’Iran, Paese che continua ad essere un serio problema per Washington. Nell’ambito di questa strategia, la Cina punterebbe a fornire all’Iran una nuova flotta di aerei da combattimento avanzati, mentre la Russia pensa di vendergli un nuovo sistema di difesa missilistica, secondo SMN.
L’Aeronautica della Repubblica Islamica dell’Iran (IRIAF) conta attualmente circa 500 velivoli, per la maggior parte vecchi aerei da combattimento come F-4D, Su-24, F-5E, J-7M e F1. C’è anche un numero limitato di F-14A e MiG-29, non abbastanza per controbilanciare gli Stati Uniti e loro alleati. I sistemi di difesa aerea dell’Iran sono anche considerati deboli e afflitti da lacune. La Russia offrirà all’Iran una versione aggiornata del sistema di difesa aerea S-300. L’S-300 rafforzerebbe significativamente la difesa dell’Iran potendo intercettare aerei e missili da quote estremamente basse a quote elevate, a corto e a lungo raggio. Gli Stati Uniti furono fortemente contrariati quando l’Iran suggeriva di acquisire gli S-300, ma Mosca ha ignorato le proteste e continua la promozione del sistema a Teheran. La Cina, d’altra parte, è vicina a concludere l’accordo per vendere all’Iran 150 caccia J-10, secondo SMN che cita media russi. Foto recenti mostrano ciò che sembra una decina di caccia J-10B in fila e già dipinti con i colori dell’IRIAF.
Il J-10 attualmente fa parte dell’arsenale dell’Aeronautica e della Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare, è un caccia multiruolo ognitempo dalle avanzate capacità di combattimento da superiorità aerea contro obiettivi terrestri ed aerei. L’aereo di produzione nazionale può anche essere dotato di missili aria-aria PL-10, PL-11 e PL12, di missili da crociera antinave YJ-62, YJ-91 e YJ-83, o di bombe LT-2, LS-6 o Tipo 200A. Se l’accordo sul J-10 viene finalizzato, le capacità di combattimento aereo dell’Iran saranno oggetto di una profonda revisione, afferma SMN. Mentre l’IRIAF è troppo piccola per avere un vantaggio su Stati Uniti ed alleati in combattimento, il J-10 fornisce all’Iran ciò di cui ha bisogno, un velivolo in grado di eseguire con precisione ed efficienza una vasta serie di missioni.

JF-17

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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