Il genocidio che il governo di Israele sta compiendo sul Popolo Palestinese, al quale stiamo assistendo impotenti, non riguarda di certo una mera questione di contesa territoriale (così come le versioni “ufficiali internazionali” vorrebbero far credere all’opinione pubblica mondiale) ma affonda le sue radici dentro al progetto occulto ed antico del Sionismo, ispirato da una discutibile interpretazione di testi sacri ed in realtà sorretto da bramosia di potere e di dominanza. Questa analisi non è di certo di natura soggettiva bensì è tratta da alcune dichiarazioni di un rabbino dell’Associazione “Ebrei ortodossi uniti contro il Sionismo”, un’associazione di persone osteggianti il progetto sionista (pur essendo di religione ebraica) le quali affermano che: “la pace nel Medio Oriente si potrebbe realizzare dall’oggi al domani se lo stato sionista di Israele smettesse di esistere e se la sua terra venisse restituita agli arabi che prima vi abitavano”. La loro tesi è che il Sionismo ha compiuto una operazione altamente immorale dal punto di vista della vera e dottrinaria religione ebraica, e che i costruttori dello stato di Israele hanno realizzato un’opera demoniaca, irrispettosa della volontà divina, utilizzando strumentalmente l’argomento dell’antisemitismo storico per giustificare l’appropriazione delle terre su cui vivevano gli arabi da quasi 2000 anni”. E’ arrivato il tempo di smascherare quest’inganno storico ed ideologico, in quanto l’intento sionista è legato ad un’ambiziosa strategia di acquisizione di potere; il Sionismo è un movimento politico internazionale che ha iniziato a costituirsi alla fine del XIX secolo, tra gli ebrei residenti in Europa, il cui fine era il raggiungimento dell’autodeterminazione del popolo ebraico mediante la costituzione di uno “Stato” Ebraico.


In seguito alla seconda guerra mondiale il progetto sionista (ribadiamo, politico e di mero potere) ha strumentalizzato l’argomento dell’antisemitismo per divenire maggioritario ed ottenere dalle forze internazionali la copertura utile a costituire nel 1948 lo Stato di Israele che, da subito, ha iniziato a rappresentare emanazione delle ataviche utopie di fine novecento, attraverso l’opera di feroce colonizzazione della Palestina e di aggressione verso il popolo autoctono.

Con la pulizia etnica del 1948, lo Stato di Israele si è impossessato del 78% del territorio, sottraendo dunque ai palestinesi il 32% del territorio che le Nazioni Unite gli avevano destinato; circa 800.000 palestinesi sono stati espulsi dalla loro terre e dalle loro case espropriate per mano dei sionisti. Nel 1967, attraverso la “Guerra dei sei giorni” (dicembre 1967), il governo sionista ha occupato l’intero territorio palestinese. 

Il caso dei profughi palestinesi (stretti e costantemente vessati all’interno della Striscia di Gaza o disseminati negli Stati circostanti) risulta essere oggi, come numero di persone e come durata, il più considerevole rispetto agli altri casi di rifugiati nel mondo.

Sin dal 1948, in Israele è “politica di Stato” la concezione che l’uccisione di civili palestinesi non rappresenti “tragico errore” sintomo dell’intenzione, reale e concreta, al compimento di un genocidio; quanto descritto avviene sotto un totale stato di impunità derivante dal fatto che il territorio israeliano risulta essere la base militare Usa più grande del pianeta.

Nonostante i vincoli del Diritto Internazionale e dei dettami della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, l’azione sionista non ha incontrato ostacoli; nel tempo le è stato consentito di imporre sul popolo palestinese ostruzionismo sugli scambi commerciali e sulla libera circolazione degli aiuti umanitari, comportamento finalizzato ad una lenta soppressione etnica dei palestinesi mediante povertà, malnutrizione ed isolamento dal mondo esterno (i razzi di Hamas vengono lanciati proprio come forma di risposta ad una tale e spietata tipologia di embargo). 

Nello scenario che è stato descritto, purtroppo abbiamo osservato un mondo occidentale connivente (soprattutto gli Stati Uniti, veri protettori di Israele) che si è prodigato soltanto per qualche sterile tentativo diplomatico; è stato anche consentito che attivisti e cooperatori pro-Palestina subissero aggressioni o addirittura l’uccisione (ricordiamo il caso del coraggioso Vittorio Arrigoni). 

Stiamo ancora assistendo, dopo l’operazione “Piombo Fuso” del dicembre 2008, all’utilizzo indisturbato da parte del governo israeliano di armi da sterminio sui civili; tra queste descriviamo le bombe “DIME” le quali, da moderni Shrapnel, al momento dell’esplosione, lanciano intorno schegge di fibra di carbonio che quando colpiscono, bruciano i tessuti circostanti, chiudendo i vasi sanguigni e creando necrosi dei tessuti per una larga zona. Questo costringe i medici ad amputare la zona colpita (di solito le schegge volano rasoterra e colpiscono le gambe) per evitare infezioni e cancrene. E’ evidente che simili ordigni non servono per colpire singoli bersagli, ma gruppi di persone. 

A conclusione di questo semplice contributo a sostegno della Verità, delle Ragioni e della Disperazione del Popolo Palestinese, riportiamo le parole di Noam Chomsky, linguista e filosofo di origine ebraica ma residente negli stati uniti: “L’incursione e bombardamento di Gaza non è per distruggere Hamas. Non si tratta di fermare il lancio di razzi contro Israele, non si tratta di raggiungere la pace. La decisione israeliana è quella di seminare morte e distruzione su Gaza, usando armi letali su un campo di battaglia moderno su una popolazione civile in gran parte indifesa. È la fase finale di una decennale campagna di pulizia etnica contro i palestinesi. Israele utilizza getti d’attacco e sofisticate navi da guerra per bombardare luoghi densamente affollati in campi profughi, scuole, condomini, moschee, e nei quartieri poveri per attaccare una popolazione che non ha alcuna forza aerea, senza difesa aerea, né marina, senza armi pesanti, senza unità di artiglieria, nessuna armatura meccanizzata, nessun controllo di comando, nessun esercito … e questa azione la chiama: guerra. Non è una guerra, è omicidio

Dinnanzi a quanto descritto ed in piena coscienza, dichiariamo a gran voce: PALESTINA LIBERA!!!

Daniela Roccella

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