L’effetto Stroop prende il nome da J. Rid­ley Stroop, che sco­prì que­sto strano feno­meno nel 1930: “STUDIES OF INTERFERENCE IN SERIAL VERBAL REACTIONS” . Ecco come fun­ziona: biso­gna dire il COLORE delle seguenti parole. Non biso­gna leg­gere il testo delle parole, ma dire il colore con cui sono rap­pre­sen­tate. Quindi se la parola “Rosso” è scritta in nero, biso­gna dire nero.

Se avete pro­vato il test, avete sco­perto che non è così facile come avete pen­sato. Ci vuole una grande con­cen­tra­zione per pro­nun­ciare il nome del colore al posto del testo. Il testo rap­pre­senta una grande fonte di inter­fe­renza, o la rap­pre­senta il colore(!), per­ciò ci vuole circa il dop­pio per leg­gere il testo di Stroop. Potete pro­vare l’effetto Stroop inte­rat­ti­va­mente (in inglese). La prima scher­mata cal­cola il tempo che impie­gate a leg­gere il testo con il nome del colore e il colore del testo uguali, una seconda scher­mata cal­cola il tempo di rispo­sta dovuto all’effetto Stroop.

Ci sono due teo­rie per spie­gare il fenomeno:
  1. L’interferenza tra colori e testo inter­viene per­ché leg­giamo più velo­ce­mente le parole dei colori
  2. L’interferenza tra colori e testo inter­viene per­ché nomi­nare i colori richiede più atten­zione che leg­gere le parole
Si potrebbe arguire che leg­gere è un pro­cesso che abba­iamo fati­cato molto ad appren­dere, ma che alla fine è diven­tato auto­ma­tico, (motivo per cui leg­giamo più velo­ce­mente le parole), men­tre nomi­nare i colori richiede uno sforzo dell’attenzione, poi­ché dob­biamo sepa­rare colore e testo. Un bam­bino che non sa ancora leg­gere, ma rico­no­sce i colori può bat­terci facil­mente nell’esperimento tutte le volte. L’ipnosi può farci miglio­rare nei risul­tati del test di Stroop, come sug­ge­ri­sce il seguente studio:
Psy­chol Sci. 2006 Feb;17(2):91?–?5.
Raz A, Kir­sch I, Pol­lard J, Nitkin-Kaner Y. Colum­bia Uni­ver­sity Col­lege of Phy­si­cians and Sur­geons and New York State Psy­chia­tric Insti­tute, MRI Unit in the Depart­ment of Psy­chia­try, Divi­sion of Child and Ado­le­scent Psy­chia­try, New York, NY 10032, USA.
Abbiamo esa­mi­nato l’effetto delle sug­ge­stioni sull’interferenza di Stroop in sog­getti alta­mente sug­ge­stio­na­bili. I par­te­ci­panti hanno com­ple­tato il test di Stroop con e senza la sug­ge­stione di per­ce­pire le parole di Stroop come sim­boli senza senso. Ad una metà dei par­te­ci­panti è stata data la sug­ge­stione in ipnosi, e all’altra metà è stata data la sug­ge­stione senza l’induzione dell’ipnosi. La sug­ge­stione ha pro­dotto una ridu­zione signi­fi­ca­tiva dell’induzione di Stroop, di circa il 45% della varianza nella rispo­sta di Stroop, indi­pen­den­te­mente dal fatto che fosse stata indotta l’ipnosi. Que­sti risul­tati indi­cano che la sug­ge­stione può almeno par­zial­mente supe­rare l’automatismo asso­ciato all’effetto Stroop.
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