di Loretta Napoleoni – 26 agosto 2011

La manovra di Ferragosto è inutile perché ha un ammontare minimo e colpisce sempre le stesse persone. Gli Italiani temono il rischio default e hanno iniziato a trasferire in Svizzera un’ingente quantità di capitali. Per i mercati e le banche sarà un autunno caldissimo

L'ECONOMIA ITALIANA SCAPPA IN SVIZZERA
Si parla molto in Italia della manovra di Ferragosto, questa ulteriore manovra fiscale per riuscire a racimolare denaro sufficiente a ridurre il debito pubblico italiano. Chiaramente però questa manovra, si tratta di 45 miliardi, in confronto ad un debito pubblico di 1800 miliardi, fa ben poco. E difatti i mercati hanno continuato ad attaccare l’Italia fino alla settimana scorsa, questa settimana c’è stata un po’ di calma, anche perché l’effetto positivo della“vittoria” in Libia ha distratto, direi, i mercati da quelli che sono i problemi reali.
Facendo un’analisi più approfondita, direi che questa manovra chiaramente non funziona perché colpisce sempre la stessa gente, quindi non soltanto l’ammontare totale è minimo, ma ci troviamo a tassare ulteriormente degli individui – quelli a reddito fisso, impiegati statali e via dicendo – che già sono eccessivamente tassati. Vi ricordo che la pressione fiscale in Italia al netto dell’inflazione è del 58% su chi chiaramente paga le tasse, che è la più alta in tutto quanto l’Occidente.Qual è la soluzione al problema? Prima di tutto, fare una manovra non da 45 miliardi, ma da 800 mila miliardi, il che vuol dire ridurre almeno della metà il debito pubblico italiano, che è poi quel debito che è nelle casse delle banche ed anche dei fondi comuni, dei fondi pensione e quindi degli italiani. Questo spiega anche il perché, subito dopo la manovra di Ferragosto, la reazione del mercato è stata negativa non solamente nei confronti del debito pubblico italiano e dell’Italia in generale, quindi è salito il tasso di interesse al quale l’Italia si indebita, ma sono scese le quotazioni delle banche italiane. Tutto questo, perché le banche italiane hanno sottoscritto il 55% di questo debito di 1800 miliardi di euro.
Ciò significa che bisogna ridurre questo indebitamento, o quantomeno bisogna garantire questo indebitamento, quindi una manovra da 800 mila miliardi potrebbe, anzi sicuramente rassicurerebbe i mercati su quella “fetta” di debito pubblico che è nelle mani degli italiani e nelle mani delle banche italiane. Quindi aiuterebbe la nostra economia e ridurrebbe la sfiducia dei mercati nei confronti della nostra economia.
Ma la sfiducia dei mercati non è l’unico fattore da prendere in considerazione, un altro fattore importantissimo èla sfiducia degli italiani nei confronti sia delle manovre fatte questa estate, sia nel modo di gestire il debito pubblico, sia nel futuro dell’economia italiana.
Ad Agosto abbiamo visto una grossissima fuoriuscita di capitali in euro italiani verso la Svizzera. Questo è un fenomeno relazionato non tanto ai dubbi relativi alla manovra, quanto invece al pericolo di un default.
E ve lo spiego in pochissime parole: nel momento in cui uno dei Paesi dell’euro andrà in default tutti quanti i conti in euro verranno convertiti in conti nella moneta che verrà pienamente adottata. Ma se questi conti si trovano in un paese straniero – come la Svizzera, quindi in franchi svizzeri – ma anche in un Paese della comunità europea, dell’Unione europea che non è andato in default, per esempio in Germania, questi euro rimarranno in euro. Abbiamo visto che da Gennaio fino ad oggi c’è stata una grossa fuoriuscita di denaro dalla Grecia, dall’Italia, dalla Spagna, dal Portogallo, quindi da tutti quanti i Paesi in pericolo, i cosiddetti Pigs, in pericolo di default, verso Paesi molto più stabili e ricchi come la Germania. Adesso vediamo chequesta fuoriuscita di denaro si indirizza anche verso la Svizzera, che è un Paese in cui l’economia va benissimo, quindi non ha problemi deficitari, ha una crescita intorno al 3,4% e in più ha una moneta che si sta apprezzando. Questi chiaramente sono dei problemi per gli svizzeri, non per noi, che trasferendo i nostri euro in Svizzera li mettiamo al sicuro, non solo di un possibile default del Paese, ma guadagniamo anche sull’aumento del tasso di interesse.

Questa è la panoramica di agosto. Cosa succederà a Settembre: sicuramente ci sarà una ripresa dell’attacco nei confronti dell’Italia, perché queste manovre, come abbiamo detto, non funzionano, e molto probabilmente ci sarà un aumento o quantomeno una prosecuzione di questa fuoriuscita di danaro, la quale chiaramente indebolisce le banche, le quali avranno sempre meno il rapporto tra i depositi e i debiti, sarà un rapporto sempre più stressato da questa diminuzione dei depositi. Quindi andiamo verso un autunno purtroppo molto caldo e direi quasi infuocato.
Cosa fare? Sicuramente l’unica cosa da fare è avere una classe politica in grado di proporci non più questo tipo di risoluzioni o di soluzioni di propaganda, alla quali nessuno più crede, né tantomeno ci crede il mercato internazionale, né ci crede l’italiano in grado di poter esportare capitali, quindi una classe politica che invece di fare questa piccole manovre decida veramente di fare una patrimoniale, che è l’unica soluzione, una patrimoniale secca, una tantum, non tanto sui capitali che possono essere esportati, ma quanto sulle proprietà che non possono essere esportate. Ma questo sicuramente non succederà con l’attuale classe politica.

http://www.cadoinpiedi.it/2011/08/26/leconomia_italiana_scappa_in_svizzera.html

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