Guardate un po’ chi guadagna dai piani di salvataggio.

di Matt Taibbi, apparso sull’edizione del 28 Aprile 2011 della rivista americana Rolling Stone. [1]
L’America possiede due bilanci nazionali, uno ufficiale e uno segreto. Quello ufficiale è pubblico ed è oggetto di molti dibattiti:i soldi entrano tramite le tasse ed escono sotto forma di aerei militari, agenti della DEA (agenzia federale antidroga), sussidi per l’agricoltura e l’assistenza sanitaria oltre che a pensioni e indennizzi per quella minaccia selvaggia socialista rappresentata dai tutti i dipendenti pubblici, sindacalizzati, di cui i repubblicani sono soliti lamentarsi. Secondo una famosa leggenda, gli stati uniti hanno finito i soldi e sono talmente indebitati che tra 40 anni i nostri pronipoti dovranno lavorare anche nei fine settimana per pagare le spese mediche degli impiegati dell’IRS (l’agenzia delle entrate americana), della SEC [2] e delDOE [3] che quest’anno entreranno in pensionamento.

Perché Wall Street non è ancora in carcere?

Molti Americani sono al corrente di quel bilancio. Quello che non sanno è che esiste un altro bilancio, all’incirca della stessa portata,che viene mantenuto completamente segreto. Dopo il crollo finanziario del 2008 è cresciuto a dimensioni mostruose, per colpa degli interventi del governo con l’intento sbloccare i mercati del credito, distribuendo migliaia di miliardi alle banche e ai fondi speculativi privati. Grazie ad una pletora di piani di salvataggio contorti e dai nomi composti da acronimi incomprensibili, il bilancio segreto ha raggiunto dimensioni talmente grandi da poterlo paragonare a quello ufficiale: un fiume di denaro che scorre dalla Federal Reserve [4] (o più brevemente Fed,la banca centrale americana) verso destinatari che non sono scelti nè dal presidente nè dal Congresso, bensì distribuito da vari funzionari della Fed con metodologie apparentemente senza senso nè criterio.

In seguito ad un atto del Congresso che ha obbligato la Fed ad aprire i suoi registri del periodo dei “salvataggi”, questo bilancio non ufficiale diventò per la prima volta, almeno in parte, di dominio pubblico.

I membri del Senato e della Camera ai quali, da quasi un secolo, sono state respinte le domande poste alla Fed su come fossero spesi e distribuiti i soldi, stanno ora studiando oltre 21 mila transazioni e scoprendo una lunga serie di follie oltraggiose. Sembrerebbe che qualcuno avesse steso una lista di ogni individuo sulla terra che non avesse bisogno di aiuti finanziari dal governo degli Stati Uniti e gli avesse consegnato le chiavi del tesoro pubblico. La Fed inviò miliardi di dollari in aiuto alle banche in posti quali il Messico, il Barhain e la Bavaria, altri miliardi a un’ondata di case automobilistiche Giapponesi, più di due mila miliardi di dollari in prestiti a Citigroup e Morgan Stanley e altri miliardi a una serie di milionari e miliardari minori risiedenti alle isole Cayman. Warren Gunnels, un collaboratore del Senatore Bernie Sanders del Vermont disse: “Siamo rimasti letteralmente a bocca aperta, leggendo questi documenti. Ogni transazione è scandalosa”.

La grande opportunità di Wall Street

Se si vuole capire bene a cosa si riferisce e cosa coinvolge questo “bilancio nero”, è sufficiente osservare a chi viene consegnato il denaro dei contribuenti: a una singola azienda con un nome apparentemente innocuo, la Waterfall TALF Opportunity. A prima vista il giro di affari della Waterfall non sembra enorme: solo nove prestiti per un totale di circa 220 milioni di dollari, ottenuti tramite un piano di salvataggio della Fed. Non è molto, considerando che la Goldman Sachs ha ricevuto prestiti dalla Fed per quasi 800 miliardi di dollari, ma ad un esame più approfondito, la Waterfall TALF Opportunity vanta un paio di nomi interessanti tra i suoi principali investitori: Christy Mack e Susan Karches.

Christy è la moglie di Jonh Mack, il presidente della Morgan Stanley. Susan è vedova di Peter Karches, un caro amico dei Macks che ha ha lavorato in qualità di presidente della divisione per gli investimenti bancari alla Morgan Stanley. Nessuna delle due donne sembra avere una particolare storia nel mondo degli affari, a parte qualche piccola attività umanitaria ma, ciò nonostante, la Federal Reserve ha assegnato loro dei prestiti a tassi di interesse estremamente bassi per più di 220 milioni di dollari attraverso un contorto piano di salvataggio che ha praticamente garantito alla Waterfall parecchi milioni di guadagni, esenti da rischi.

Il nome tecnico del piano di cui Mack e Karches hanno approfittato è “TALF“, abbreviazione di “Term Asset-backed securities Loan Facility” (infrastruttura di prestito a termine di titoli coperti da beni). L’aiuto federale che hanno ricevuto, in realtà ricade sotto una categoria più ampia di iniziative di salvataggio, progettata e messa a punto da Ben Bernanke (capo della Federal Reserve) e dal tesoriere Timothy Geithner, che chiamiamo“dare a persone già oscenamente ricche ondate di denaro senza proprio alcun dannato senso”. Vediamo ora come funziona il bilancio nero e come si presenta il benessere per i ricchi. Nell’Agosto 2009, John Mack, ai tempi amministratore delegato della Morgan Stanley, prese una decisione interessante. Nonostante avesse uno stipendio relativamente piccolo, di soli 800 mila dollari, si rifiutò di assegnare a se stesso un bonus, nel bel mezzo della crisi finanziaria. Però si comprò uno splendido bene immobiliare: una casa storica di 107 anni, costruita con rocce calcaree e completa di autorimessa con 12 posti auto, situata nella parte nord-est di New York (e più precisamente in Manhattan), appena venduta dalla prestigiosa famiglia Mellon per 13.5 milioni di dollari. Mack doveva possedere una grossa somma di denaro per concludere l’affare, ma probabilmente è stato aiutato da sua moglie Christy, che sembrerebbe aver comprato la casa insieme a lui.

I Macks sono una coppia interessante. John è un libanese-americano soprannominato “Mack il coltello” per la sua leggendaria passione nel licenziare le persone, ha uno dei volti più noti di Wall Street e assomiglia ad una patata al forno raggrinzita e mezza bruciata, con un paio di ferri di cavallo pelosi per sopracciglia. Christy è sottile, bionda e ricca: una sorta di Sunny Von Bulow ancora in vita e con degli hobby. La sua grande passione umanitaria è un talento nella medicina alternativa. Ha raggiunto il livello di maestra Reiki, la pratica Giapponese di curare tramite l’imposizione delle mani. L’unico altro aspetto degno di nota che la riguarda è che sua sorella è stata sposata con Charile Rose.

Se cercassimo una coppia di persone alle quali evitare di assegnare una enorme somma di denaro, sarebbero proprio loro. Eppure la Fed lo ha fatto! Solo due mesi prima di comprare la loro fantasiosa casa-autorimessa in Manhattan, i Mack e la loro amichetta Susan, lanciarono l’operazione di investimenti chiamata Waterfall TALF. Nessuno di loro sembrava avere alcun genere esperienza in ambito finanziario, a parte la propensione di Susan nel dilettarsi con i cavalli da corsa purosangue. Ma con un investimento iniziale di 15 milioni, ricevettero 220 milioni di dollari dalla Fed, molti dei quali vennero impiegati per offrire i prestiti agli studenti e per fornire mutui commerciali. I prestiti vennero impostati in modo da consentire a Christy e Susan di trattenere il 100% dei guadagni sugli affari mentre la Fed e il Tesoro
(leggi: i contribuenti) avrebbero subito il 90% delle perdite. Considerato come una parte di un piano di salvataggio apparentemente progettato per aiutare la gente comune rilanciando i finanziamenti ai consumatori, gli affari furono un classico investimento del tipo “testa: vinco io, croce: perdi tu”.

Come ha fatto il governo ad affrontare una crisi finanziaria causata dal collasso della bolla sui mutui residenziali, dando alle mogli di una coppia di pezzi grossi della Morgan Stanley un’enorme quantità soldi praticamente gratis per fare degli investimenti essenzialmente privi di rischio in prestiti agli studenti e immobili commerciali? La risposta è: per gradi.

La storia del periodo dei salvataggi, somiglia a uno di quegli orribili film su quello che  succede quando un’ossessione da lungo tempo latente procede incontrollata: Tom, il vicino di casa spione, guarda attraverso alcune fineste del bagno. Visto che non viene scoperto decide di intrufolarsi e rubare un paio di mutande. Il passo successivo sarà di andare nelle città vicine a rapire ragazze pon-pon caricandole su un furgone e recludendole in una cella ricavata nello scantinato di casa.

Con i piani di salvataggio è successa la stessa cosa. Hanno cominciato da affari piccoli, usando pochi miliardi di dollari pubblici per risollevare aziende realmente insolventi come la Bear Stearns e la AIG, per arrivare poi a TARP e altri piani, pensati per prevenire i fallimenti bancari e liberarsi dei titoli fallimentari, basati sui mutui edilizi, che furono una delle cause principali della crisi finanziaria.

In breve tempo la Fed iniziò a comprare ogni investimento poco profittevole di Wall Street, anche quelli che non erano a rischio di fallimento: prestiti per immobili commerciali, prestiti collegati alle carte di credito, prestiti per le automobili, prestiti per gli studenti e addirittura prestiti della Small Business Administration (l’agenzia governativa che supporta imprenditori e piccole attività). Quello che incominciò come uno sforzo mirato a tamponare il sanguinamento in alcuni punti problematici specifici, si trasformò in un delirio irrazionale. Barry Ritholz, autore di Bailout Nation disse: “Soldi gratis in cambio di nulla. Compriamo i rottami di cui non potrai liberarti altrimenti”.

L’impeto di questa improvvisa e frenetica espansione dei salvataggi fu una magistrale truffa perpetrata dai dirigenti di Wall Street. Quando i soldi iniziarono ad arrivare dalla Federal Reserve, i dirigenti cominciarono a lamentarsi con i loro amichetti della Fed, sostenendo improvvisamente di sentirsi impauriti ad investire in qualsiasi cosa: prestiti per gli studenti, rate per le auto, quant’altro, a meno che i loro guadagni non furono garantiti dallo stato. William Black, un ex regolamentatore della banca federale che ora insegna economia e legge all’università del Missouri disse: “Avete mai visto una partita di calcio, dove il calciatore rotola sei volte sul terreno per far ottenere un’ammonizione? Successe la stessa cosa. A chi ha il controllo e le conoscenze fanno fare affari a sbafo, sempre che siano bravi a piagnucolare“.

Qui è dove entra in gioco la TALF. Creata subito dopo l’elezione di Barack Obama nel Novembre del 2008, la scusa apparente per il piano fu di stimolare il credito ai consumatori, che si era prosciugato in mezzo alla crisi finanziaria. Invece di finanziare direttamente i consumatori, acquirenti di auto, utilizzatori di carte di credito e studenti (sarebbe stato socialismo!), la Fed ha distribuito mille miliardi di dollari a banche e fondi speculativi, a interessi prossimi allo zero. In altre parole, il governo prestò i soldi dei contribuenti agli stessi stupidi responsabili della crisi, in modo che potessero a loro volta prestare quei soldi sul mercato praticamente senza rischi ed ottenendo enormi guadagni.

E non è finita, c’è dell’altro! Uno degli aspetti chiave del TALF è che la Fed fornisce queste sovvenzioni usando ciò che viene chiamato “prestito senza ricorso“. In questo modo se la Fed non venisse ripagata, non è un grosso problema. Ecco un esempio che ne spiega il meccanismo: l’agente del fondo speculativo ottiene un prestito di 100 milioni di dollari dalla Fed per comprare a sua volta prestiti pessimi, che vengono trasferiti alla Fed come garanzia. Se l’agente decide di non ripagare quei 100 milioni, la Fed trattiene il suo ammasso di titoli inutili e dichiara il pareggio dei conti.

Si tratta di un’occasione unica nella vita. Pensiamoci bene: ci si fa prestare milioni, si comprano un po’ di titoli ignobili e si ripongono nei libri contabili della Fed. Se i titoli perdono, li si lasciano nelle braccia della Fed e i contribuenti subiscono la perdita. Ma se guadagnano bene, si possono riprendere ripagando il prestito della Fed ottenuto a tassi ridicoli. Black disse inoltre: “Fa ricordare quel ragazzo matto nelle pubblicità che correva in giro ricoperto da banconote gridando ‘il governo vi regala i soldi!’. Per quanto fosse assurdo, questa situazione lo rende realistico!”.

Questo sistema, in cui milionari e miliardari scommettono su montagne di titoli pericolosi sfruttando indirettamente i contribuenti che se ne assumono quasi tutti i rischi, è il motivo per cui è assolutamente prematuro per Wall Street dichiarare che i salvataggi hanno portato dei guadagni al governo. È impossibile fare questa assunzione finché non arriverà il conto finale sui tutti i titoli azzardati che sono stati finanziati tramite i piani di salvataggio elargiti senza ritegno.

Nel caso della Waterfall TALF Opportunity, ecco quello che sappiamo: la società è stata fondata nel Giugno 2009 con 14.87 milioni di dollari di investimento iniziale, soldi che probabilmente arrivavano da Christy Mack and Susan Karches. Le due mogli di Wall Street hanno poi usato i 220 milioni di dollari ottenuti dalla Fed per comprare dei titoli, tra cui un grosso lotto di mutui commerciali gestiti da Credit Suisse [5], una società di cui John Mack è stato il dirigente. Questi titoli erano stati valutati 253.6 milioni di dollari, anche se la Fed si rifiuta di spiegare come si è arrivati ad una tale stima. Ed ecco la cosa interessante: di questi 220 milioni di dollari che le due donne hanno avuto dalla Fed, ancora 150 non erano stati ancora rimborsati ad Agosto 2011, il che implica che i contribuenti stanno ancora pagando quello che le due spose hanno comprato con il loro shopping pazzo, finanziate dal governo.

La gente non ha modo di sapere quanto Christy Mack e Susan Karches hanno guadagnato da queste transazioni perché la Fed ha ripetutamente declinato la richiesta di informazioni riguardo al modo con cui ha valutato i singoli titoli acquistati in programmi come il TALF. Nell’accordo Waterfall, ad esempio, sappiamo che la Fed si è impegnata per circa 14 milioni di dollari per dei titoli denominati “Credit Suisse Commercial Mortgage Trust Series 2007-C2”, ma questo dato è inutile senza sapere quanti di questi titoli sono stati acquistati. Sarebbe come dire che la Fed ha dato 14 milioni di dollari a Waterfall per comprare automobili. Waterfall ha pagato 5000 dollari per ogni auto, oppure 500.000? Non ne abbiamo idea. Gary Aguirre, un ex funzionario della SEC, licenziato anni fa per aver cercato di interrogare John Mack riguardo a un caso di insider trading [6] disse: “Non c’è modo di validare od invalidare il processo della Fed per il TALF senza queste informazioni”.

Agli inizi di Aprile, cercando di capire quanto Mack e Karches avessero guadagnato dall’affare TALF, il senatore Chuck Grassley dell’Iowa scrisse una lettera alla Waterfall con 21 domande dettagliate riguardanti le avvenute transazioni commerciali. Inoltre il Senatore Sanders ha chiesto personalmente a Bernanke, allora capo della Fed, di fornire informazioni più dettagliate riguardo i mutui che nel programma TALF sono stati elargiti non solo a Christy Mack ma a mega miliardari come H. Wayne Huizenga, l’ex proprietario dei Miami Dolphins [7], o John Paulson [8], uno squalo dei fondi speculativi. Ma Bernanke ha bruscamente evitato di fornire l’informazione, così come la Fed ha fatto da scudo a tutte le richieste provenienti dalle varie agenzie di controllo, compreso il GAO [9] e l’ispettore generale speciale del TARP.

Christy Mack e Susan Karches non hanno risposto alla richiesta di commenti riguardo questo articolo. Ma anche con le informazioni incomplete riguardo i mutui che hanno avuto dalla Fed, sappiamo che TALF non è stato l’unico programma con cui sono stati elargiti soldi facili a Wall Street. Durante la crisi finanziaria la Fed ha regolarmente inviato miliardi di dollari a grosse banche sotto forma di mutui “di emergenza” a tassi prossimi allo zero. Molte di queste banche non hanno fatto altro che prendere questi soldi ed usarli per comprare buoni del tesoro che garantivano tassi molto più alti. In pratica hanno rifatto un mutuo al governo, ma con un tasso maggiore. Un collaboratore del Congresso che studiò queste transazioni disse: “Le persone si chiedono come siano stati ripagati questi finanziamenti, ma quando lo stato fornisce prestiti allo 0% e le banche lo rigirano allo stato al 3%, che differenza c’è rispetto a regalare direttamente i soldi ai ricchi?“.

Questo tipo di accordi sono stati l’essenza dei salvataggi e della montagna di denaro ad interessi prossimi allo zero che è stata fornita a società in bancarotta e che grazie a queste operazioni si sono trasformate in mostruose macchine da profitto. Nel 2008 e nel 2009, mentre Christy Mack era occupata a prendere il suo piccolo mutuo TALF da 220 milioni di dollari, la banca di suo marito si è arraffata mutui “di emergenza” dalla Fed per 2 mila miliardi di dollari. Nello stesso periodo Goldman ha avuto in prestito circa 800 miliardi di dollari. Poco dopo le due banche hanno riportato un profitto annuale combinato di 14.5 miliardi di dollari.

Per quanto sempri completamente folle prestare alle banche denaro quasi allo 0% e poi farselo riprestare al 3%, si potrebbe almeno sostenere che questa politica ha aiutato le società americane fornendo alle banche più denaro da prestare. Ma come spiegare allora quell’altro mucchio di operazioni commerciali che ora il congresso sta esaminando? Ad esempio l’enorme acquisto da parte della Fed di titoli di case automobilistiche come BMW, Volkswagen, Honda, Mitsubishi e Nissan? Oppure i quasi 5 miliardi di credito facile che la Fed ha elargito a Toyota e Mitsubishi? Certo, alcune di queste aziende hanno fabbriche e concessionari negli USA, ma ha veramente senso regalare soldi a loro nello stesso momento in cui si chiede ai contribuenti di salvare la Chrysler e la General Motors? Si potrebbe definire folle un piano per il quale si finanzia la concorrenza delle stesse aziende che si sta cercando di salvare.

Ma ci sono anche altri piani di salvataggio che non hanno veramente senso. I repubblicani non tollerano che vengano finanziati programmi per l’assistenza sanitaria e per la scuola ad immigrati messicani illegali. Ed allora perché la Fed fornisce 9.6 miliardi di dollari di mutui alla banca centrale messicana? Come si spiegano i 2.2 miliardi di dollari di mutui erogati alla Korea Development Bank [10], la più grande banca statale della Corea del Sud, il cui unico scopo è quello di promuovere lo sviluppo del loro paese? E nel momento in cui l’America sta prendendo prestiti dal Medio Oriente ad interessi del 3%, perchè la Fed ha esteso a 35 miliardi di dollari i mutui alla Arab Banking Corporation del Bahrain a tassi che arrivano allo 0.25%?

Ancora più inquietante è il fatto che il principale azionista della banca del Bahrain non è altro che la banca centrale della Libia, che detiene il 59% delle operazioni. In effetti, la banca del Bahrain ha appena ricevuto un’esenzione speciale dal Ministero del Tesoro USA per impedire che i suoi beni vengano congelati così come predisposto dalle sanzioni economiche. E’ proprio così: Gheddafi [11] ha ricevuto più di 70 mutui dalla Federal Reserve, assieme alle mogli di Wall Street.

Forse il risvolto più irritante di tutte queste operazioni è il fatto che centinaia di milioni di dollari della Fed sono stati dati a fondi speculativi ed altri investitori con indirizzi alle isole Cayman. Molti di questi indirizzi appartengono a società di affiliazione americana, compresi personaggi di spicco di Wall Street come Pimco [12]Blackstone [13] e… Christy Mack. Si, anche la stessa Waterfall TALF Opportunity è una azienda estera. Una cosa è che la Fed si giri dall’altra parte per far finta di non vedere come i grossi nomi di Wall Street evadono le tasse registrando le proprie aziende d’investimento alle isole Cayman. Ma sovvenzionare l’evasione fiscale? Fornirgli un salvataggio federale? È veramente assurdo!

Mentre gli USA si accingono ad un nuovo round di battaglie politiche lunatiche su quale striminzito programma sociale o agenzia federale assolutamente necessaria deve sacrificare il suo budget in maniera permanente in modo che i miliardari possano continuare a permettersi il terzo yacht, è importante accorgersi che i soldi non mancano di certo in determinati settori dell’universo della spesa pubblica. Nei prossimi mesi, quando si vedranno le marionette repubblicane giocare la commedia secondo la quale per risolvere il problema del deficit americano è necessario far passare leggi per limitare il numero di fotocopie o per tagliare i già piccoli budget della radio nazionale [14] o della SEC, ricordiamoci di Christy Mack e della sua stravagante villa.

Loro non stringono la cinghia, hanno semplicemente un pasto gratis che non finisce mai.


Traduzione a cura di Aga e Dusty per il Portico Dipinto

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