Da oltrelacoltre

di Italo Romano

La fase due del Governo parte dalle liberalizzazioni che saranno essenzialmente concentrate sul terreno economico. Poi riguarderà le professioni. Sarà questo l’imprinting. Bisogna rompere il monopolio, per esempio, nel settore energetico o per i trasporti e scorporare la rete. A liberalizzare il settore dei taxi e delle farmacie ci abbiamo provato con il precedente decreto, ma era scritto con l’accetta. In particolare per le farmacie, la liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C toglieva cash flow alle farmacie tradizionali e così non era possibile. Il referendum sull’acqua è stato un mezzo imbroglio. Abbiamo esercitato un voto nei confronti delle municipalizzate. Non era sull’acqua, ma riguardava tutta una serie liberalizzazioni di queste aziende. Sia chiaro l’acqua è e rimane un bene pubblico. E’ il servizio di distribuzione che va liberalizzato“.
Gianfranco Polillo, sottosegretario all’Economia, intervenuto ad ‘Agorà’ su Rai Tre.

Ecco ai nastri di partenza la fase due del Governo Monti: liberalizzazioni e svendita del patrimonio italiano.Antonio Catricalà, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha annunciato senza mezze misure, che le deregulation “riguarderanno tutti i settori“. Entro fine mese da Palazzo Chigi uscira un maxi decreto legge ad hoc. Al Ministero dell’Economia vi è un gran da farsi, difatti, si sta studiando da giorni come aggirare l’ostacolo del voto referendario e procedere alla privatizzazione del servizio idrico, il boccone più appetitoso. Le parti politiche sono tutte d’accordo, presto assisteremo alla privatizzazione massiccia di tutti quei servizi che fino ad oggi erano scampati agli oligopoli multinazionali. Il voto referendario sarà invalidato, alla faccia della beota democrazia!

 

Insomma, il referendum di Giugno non è servito a nulla. Anzi, forse si.
E’ servito ad abrogare una legge e creare un vuoto giuridico. Vuoto che dopo pochi mesi sarà colmato da una nuova legge, scritta dai padroni per i padroni, che darà il via ad una privatizzazione selvaggia e alla svendita totale di quel che rimane del Belpaese.

Nessun governo, nè di destra nè di sinistra, avrebbe mai osato tanto contro i propri elettori. Ma un governo tecnico può fare questo e molto altro, in quanto non deve dare conto a nessuno, e nella proprie azioni deve rispettare solo la presunta emergenza che il momento impone.
Tutto pianificato? Sicuramente all’epoca della campagna elettorale pre-referendaria, vi era una sparuta minoranza che aveva previsto questo scacco matto.

Coincidenza? Non credo più nella fatalità.

Intanto, il mondo mediatico, entusiasta, porta in trionfo il Governo Monti, avallando, a suon di specialisti, la via delle liberalizzazioni. Meschini e senza dignità, i giornalisti di punta del potere presentano la mazzata prossima ventura come la panacea di tutti i mali, come un qualcosa di irrinunciabile, per restare competitivi, per contare qualcosa, lassù, nell’olimpo del libero mercato.

Noi dormiamo, perchè la crisi, quella reale, non ci ha ancora investito, o almeno, non ha investito la maggioranza. Presto calerà il buoi, e forse rimpiangeremo di essere stati troppo indaffarati dal nulla per curarci del nostro futuro.

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