Di Tonguessy, Appello al Popolo

Provate ad immaginare un soldato armato di tutto punto che affronta in una battaglia dagli esiti incerti un altro soldato equipaggiato in modo simile. Adesso immaginate lo stesso soldato che affronta un bambino disarmato. Potete così comprendere cosa significhi guerra simmetrica e guerra asimmetrica.

La guerra simmetrica presuppone che i due contendenti abbiano uguali possibilità e risorse, quella asimmetrica presuppone invece che uno dei due sia ampiamente favorito per qualità, quantità di armamenti e preparazione.

I presupposti culturali che stanno alla base dei due tipi di guerre sono ovviamente molto distanti: da una parte si considera il nemico come persona onorevole, dall’altra il nemico è semplicemente un sottoprodotto umano che non si merita nessuna stima ma deve vivere sottomesso alla “superiore” volontà del potente

Un esempio di guerre simmetriche potrebbe venire dalle guerre puniche, vinte dai Romani nonostante la loro iniziale inesperienza nelle battaglie navali.

Gli esempi invece di guerre asimmetriche si sprecano, specialmente ultimamente. Ebrei e comunisti meritevoli solo di campi di concentramento per i nazisti (razza superiore), Israeliani contro Palestinesi, ed in realtà quasi tutta l’attività bellica avvenuta in suolo americano o sotto l’egida USA. I nativi dovettero sottostare pesantemente alla legge della mitragliatrice e dell’artiglieria , così come la storia di Wounded Knee ci insegna:350 indiani di cui la maggior parte erano donne e bambini massacrati per divertimento. O per dimostrazione di superiorità.

«Cercammo di fuggire,» disse Louise Orsa Astuta «ma essi ci sparavano addosso come se fossimo bisonti. Io so che vi sono alcune persone bianche buone, ma i soldati che spararono sui bambini e sulle donne furono infami. I soldati indiani non avrebbero fatto una cosa simile ai bambini bianchi.»[1]

Per gli indiani invece era motivo di grande onore riuscire a toccare il nemico e ritornare indenne al proprio accampamento.

Il famoso copricapo di penne d’aquila, poi, era una notevole prova di forza: il guerriero si metteva all’interno di una buca coperta su cui veniva messo la carcassa di un animale. Da dentro la buca il guerriero doveva afferrare con le nude mani le zampe dell’aquila scesa per pasteggiare e tenerla ferma per il tempo necessario a strapparle qualche penna. Insomma una guerra tra intelligenze il cui esito non era per nulla garantito.

Non va diversamente dagli eccidi contro i nativi la storia recente USA, con l’aggressione del Vietnam, potenza militare infima rispetto alla loro conclamata superpotenza. O contro un Iraq fiaccato dalla guerra contro il Kuwait (inizialmente accettata da Bush padre). Oppure contro l’Afganistan. Insomma gli americani hanno bisogno di guerre asimmetriche per dimostrare la loro superiorità. Salvo poi riuscire a dimostrare che tali esagerate spese militari sono perfettamente inutili: si sono prese sonore bastonate in Vietnam, se ne stanno andando con la coda tra le gambe in Iraq dopo avere ridotto alla fame un’intera nazione; ed in Afganistan non sta andando meglio.

L’unica guerra simmetrica che gli USA avrebbero potuto combattere era quella contro l’URSS. Ma fu solo un mostrare i muscoli durante la Guerra Fredda, nulla di più. In realtà non sapremo mai se dallo scontro delle due superpotenze gli USA ne sarebbero mai usciti vincitori.

Ma non facciamone una questione solo americana: nel mio articolo sui Maori [2] ho riportato le parole di uno dei Moriori sopravvissuti allo sterminio:“I Maori cominciarono ad ucciderci come pecore…eravamo terrorizzati, fuggimmo verso il bosco, nascondendoci in buche nel terreno e in qualsiasi altro posto che ci permettesse di evitare i nemici. Fu inutile: fummo scoperti e molti furono uccisi, senza distinzione tra uomini, donne e bambini”.

Dal canto suo, uno dei guerrieri Maori spiegò: “Prendemmo possesso…secondo i nostri costumi e catturammo tutti. Nessuno scappò”.

Tale eccidio (che poi portò all’estinzione dei Moriori) sarebbe stata una guerra simmetrica solo se questi ultimi fossero stati un popolo bellicoso ed armato. Il che è esattamente quello che accadde a Hingakaka, la più grossa battaglia mai vista su suolo neozelandese dove diverse tribù Maori si fronteggiarono alla fine del XVIII secolo. Si parla di circa 10.000 guerrieri schierati, con migliaia di morti da entrambe le parti.

 

 

Le guerre coloniali, altro esempio tipico di guerre asimmetriche, vedevano nei due contendenti una parte “emancipata, civilizzata e moderna” e nell’altra dei barbari cui non doveva venire tributato nessun onore né rispetto. Le Convenzioni di Ginevra stilate nel 1929 servivano appunto a ridurre a zero la distanza tra popoli belligeranti, eliminando le disparità di trattamento tra persone di etnie (o credo religioso o politico) diverse: il nemico, qualsiasi esso sia, merita trattamenti umani. Anche dopo morto. Perchè i problemi non si fermano al mondo dei vivi, purtroppo.

“L’ostentazione del corpo ucciso risponde…più spesso alla volontà di impressionare… in una sorta di negazione della dignità della vittima. Non e’ un caso che le immagini di questo tipo accompagnino le cosiddette guerre asimmetriche, quelle cioè per le quali non e’ riconosciuta parità di trattamento tra le parti in causa.[3]

 

Da questa antiginevrina superiorità rispetto ai barbari da civilizzare nasce Kill Team, tutta made in USA, tra i cui scopi c’è la collezione di dita di presunti talebani[4]. Evidentemente di Abu Ghraib è pieno il mondo.

Le cose, com’è facile da intuire, non si fermano ai macabri trofei. Nasce un nuovo modo di fare guerra: se nel passato il rapporto tra militari e civili uccisi era di 7 a 1, più recentemente tale rapporto si è ribaltato, e parecchio. I militari non si accontentano di “dare una lezione” a potenze infinitamente più piccole della loro, vogliono evitare in tutti i modi di subire perdite, e per dimostrare la loro “superiorità” non esitano a uccidere i civili con il chiaro intento di prostrare psicologicamente un popolo. Nel caso iracheno, fino al 2008 ad esempio, a fronte di circa 4000 soldati uccisi, le stime delle vittime civili variano dagli 82.000 al milione, portando il rapporto da 1 a 20 fino ad 1 a 250 [5]

 

Questa filosofia asimmetrica di fare operare i militari dietro a scudi tecnologici invalicabili, mentre i civili non possono far altro che subire, porta alla nascita dei droni, unità telecomandate e dotate di armi letali. Nessun pilota rischia più nulla. I Predator armati di missili Hellfire e comandati a migliaia di chilometri di distanza da Langley, Virginia, sono la nuova frontiera della guerra asimmetrica: al posto di comando si alternano impiegati senza neanche il brevetto di volo, che al termine delle regolari otto ore lavorative (dopo avere ucciso chissà quante persone reali attraverso i loro comandi virtuali) tornano a casa come se avessero solo fatto una partita con un videogame del tipo «World of Warcraft» o «Modern Warfare 2»

 

Che sono poi i videogames preferiti di Anders Behring Breivik, l’uomo che ha imparato la lezione dell’asimmetria, si è presentato ad un raduno di giovani laburisti nell’isola di Utoya e, come gli impiegati di Langley, ha schiacciato il pulsante Fire per uccidere il più alto numero possibile di persone e totalizzare il punteggio migliore. Non si è presentato davanti ad un nucleo di agenti in tenuta antisommossa per vedere se riusciva a totalizzare almeno un punto. Non è così che funziona l’asimmetria: ci si piazza invece davanti a delle persone in evidente stato di inferiorità e si esercita tutto il potere della propria superiorità tecnologica e militare, prendendosi diritti che vengono negati in assoluto per ovvi motivi di civile convivenza. O di mero diritto alla sopravvivenza.

Un po’ come gli agenti in Valsusa che sparano ad altezza uomo lacrimogeni proibiti dalle convenzioni internazionali, no?

Adesso provate a fare il confronto: quanto ha rischiato Breivik e quanto rischiano i Valsusini? Contro chi si è confrontato il killer norvegese e contro chi si stanno confrontando i Valsusini e con quali mezzi? Quali sono i motivi che hanno spinto il primo e quali quelli che spingono i secondi? Non trovate che anche qui ci sia una assoluta asimmetria?

Infine: quanti madri hanno già partorito un Breivik, ovvero un individuo che nel corso degli anni capirà come funziona bene l’asimmetria in questa società e si farà scudo del proprio status “superiore” (sia esso politico, sociale, economico, ideologico, alimentare, religioso o altro) per causare danni a degli inoffensivi suoi simili ?

 

 

[1]http://win.sentierorosso.com/Sito%20vecchio/immagini5.htm

[2]http://www.appelloalpopolo.it/?p=3796

[3]http://www.storiain.net/arret/num120/artic6.asp

[4]http://abernardi.wordpress.com/2011/03/30/da-unimondo-afghanistan-lo-scandalo-delle-foto-della-vergogna-del-kill-team-usa/

[5]http://solleviamoci.wordpress.com/2008/03/24/iraq-4000-soldati-usa-uccisi-centinaia-di-migliaia-i-civili-morti/

 

PS: la foto, dal titolo ‘Guerra italiana in Africa: un “trofeo” per il comandante’ è tratta dal libro di

G. De Luna, Il corpo del nemico ucciso, Torino, Einaudi, 2006

 

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