Uno dei settori economici italiani che saranno più colpiti dall’entrata in vigore del Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP), che prevede la creazione di un mercato comune tra USA ed Europa, è quello dell’agricoltura, vero e proprio fiore all’occhiello del Made in Italy in termini sia di varietà sia di tecniche produttive. Di seguito un interessante approfondimento curato da Yahoo! Finanza che riporta le principali conclusioni di una ricerca realizzata da Symbola, Unioncamere, Fondazione Edison e Coldiretti sui veri punti di forza del nostro Paese, peculiarità che la ratifica del TTIP potrebbero mettere a repentaglio.

YAHOO! Finance – Un surplus da 100 miliardi di dollari nel settore commerciale manifatturiero, la meta più desiderata dai turisti di tutto il mondo, imprese modello per efficienza ambientale: signore e signori, questi sono primati tutti italiani. A svelarlo il Dossier di Coldiretti con Symbola, Unioncamere e Fondazione Edison, in cui si racconta un’Italia di cui tutti possono vantarsi, un Made in Italy che tiene sul mercato mondiale e che in alcuni settori, come quello manifatturiero, fa ancora mangiare la polvere alla Germania. Ecco i dieci primati che rendono l’Italia competitiva a livello mondiale.

L’Italia è il primo paese europeo per numero di agricoltori biologici. Con 43.852 imprese biologiche (il 17% di quelli europei) siamo i campioni europei del settore, seguiti dalla Spagna (30.462 imprese, 12% dell’Ue) e Polonia (25.944, 10% di quello europeo).
Dentro il Made in Italy di successo, il settore agroalimentare ha dato prova di grande vitalità. Il comparto ha fatto segnare un +10,6% nel fatturato (agricoltura +14,2% e trasformazione alimentare +6,8%). La filiera del food ha fatto registrare una lieve crescita, passando dal 2,8% al 2,9%, e ha conquistato diversi primati, di cui quello delle imprese biologiche è solo il primo.

I prodotti agroalimentari italiani dominano sui mercati mondiali. Tra i prodotti dell’agroalimentare italiano ben 23 non hanno rivali sui mercati internazionali e vantano le maggiori quote di mercato mondiale. E ce ne sono altri 54 per i quali l’Italia raggiunge il secondo o il terzo poso.

Rimanendo ancora sul food, possiamo dire che l’Italia vanta 120 prodotti agroalimentari in cui è leader mondiale per qualità. In 120 prodotti, sui 704 in cui viene disaggregato il commercio agroalimentare mondiale, l’Italia si piazza prima, seconda o terza al mondo per valore medio unitario nell’export.

Considerando il modello produttivo agricolo, quello italiano è primo per produzione di valore aggiunto, stimato come triplo rispetto a Regno Unito, doppio rispetto a Spagna e Germania, superiore del 70% a quello francese. In questo settore l’Italia è prima anche per addetti occupati, con 7,3 addetti per ettaro, a fronte di una media europea di 6,6 addetti.

Inoltre l’agricoltura italiana è la più sostenibile, dato che delle 814 tonnellate per ogni milione prodotto dal settore, l’Italia sta sotto del 35% rispetto alla media europea.

Ancora: l’Italia è al vertice per la sicurezza alimentare mondiale, con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici (0,2%, un terzo in meno rispetto all’anno prima), quota inferiore di quasi 10 volte rispetto alla media europea (1,9%, aumentati di circa un terzo rispetto all’anno prima) e di oltre 30 volte quella dei prodotti extracomunitari (6,3%) .

Proiettando l’Italia in un quadro più ampio, vedremo nella globalizzazione, il Paese ha conservato maggiori quote di mercato mondiale. Mantenendo il 72,6% delle quote di export rispetto al 1999, l’Italia mette a segno una performance migliore di quelle di Usa (70,2%), Francia (59,8%), Giappone (57,3%), Regno Unito (53,4%).

Il modello produttivo italiano è tra i più innovativi in campo ambientale. Per ogni milione di euro prodotto dalla nostra economia vengono emesse nell’atmosfera 104 tonnellate di Co2, contro le 110 della Spagna, le 130 del Regno Unito, le 143 della Germania. L’Italia è più efficiente anche nel campo dei rifiuti: infatti vengono prodotte 41 tonnellate di immondizia ogni milione di euro prodotto, staccandoci e di parecchio anche dalla Germania, che di tonnellate ne produce 65. Inoltre anche nel riciclo l’Italia conquista buone posizioni: solo nel 2013 sono state recuperate 24,1 milioni di tonnelate di rifiuti, il valore assoluto più alto di tutti i paesi europei.

Si sa, l’Italia è molto amata dai turisti, ma in questo rapporto emerge che il Belpaese è, nell’eurozona,la meta preferita dei turisti extraeuropei. Siamo il primo paese per pernottamenti di turisti extra Ue, con 56 milioni di notti prenotate. L’Italia è la meta preferita di paesi come la Cina, il Brasile, il Giappone, l’Australia, gli Usa e il Canada.

Se guardiamo al debito aggregato (stato, famiglie, imprese), l’Italia è uno dei paesi meno indebitati al mondo. Se invece del pesante debito pubblico si guarda la situazione debitoria complessiva del Paese, l’Italia è più virtuosa (col 261% del PIL) di Stati Uniti (264%), Regno Unito (284%), Spagna (305%), Giappone (412%).

Secondo Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, queste dieci verità fanno emergere un concetto molto importante: “C’è un’idea di futuro per la nostra agricoltura che vale per tutta la nostra economia”. Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, si aggancia a questa osservazione, mettendo in luce che quasi uno stundete su quattro ha scelto per la propria istruzione superiore un percorso che punti verso agricoltura, enogastronomia e turismo. In tempi di prospettive incerte, sembra che la terra resti ancora la bussola con cui orientarsi per trovare la strada giusta per uscire dalla crisi.

Fonte: http://abceconomics.com/2014/10/22/economia-italia/

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