di Italo Romano
Oltre la Coltre

Lactalis lancia un’opa su Parmalat a 2,6 euro per azione. Lo rende noto la società francese motivando l’operazione anche a seguito del mutato quadro normativo successivo all’acquisto della propria partecipazione del 28,969 per cento“.

Lactalis è una multinazionale francese agroalimentare, operante nel settore industriale lattiero-caseario. I padroni del gruppo industriale transalpino sono i Besnier, famiglia francese, tra le prime quindici più ricche di Francia, con un patrimonio stimato di 2.200 milioni di euro.

La multinazionale francese ha sempre fatto affari d’oro nel Belpaese. In passato ha già assorbito aziende storiche italiane: Galbani, Vallelata e Invernizzi. L’acquisizione della Parmalat è solo la ciliegina sulla torta di una strategia economica basata sull’aggressività e sulla più selvaggia e sporca competizione. Nella colonia italica i signori della corte di Francia hanno avuto vita facile e strada spianata, libera da ostacoli.

Il piano dei Besnier è iniziato in sordina, rastellando un numero sufficiente di azioni, attraverso accordi con fondi di investimento esteri (Zenit Asset Management, Skagen As e Mackenzie Financial Corporation), in grado da poter far diventare la Lactalis la prima azionista dell’azienda italiana.
La quota del capitale Parmalat in mano ai francesi era del 29% circa, giusto al di sotto del limite imposto dalla legge, che oltre il 30% impone l’obbligo del lancio di un’offerta pubblica d’acquisto.

Opa puntualmente lanciata ieri, in concomitanza del vertice italo-francese (casualità? Ho smesso di credere al caso) e poche settimane dopo le manovre di posizionamento. Sul tavolo 3,375 miliardi di euro per il 71,031% e le solite promesse di mantenere la base strategica e l’ossatura italiana dell’azienda. Non è la prima volta, e ben sappiamo, anche da profani, come funzionano queste acquisizioni e chi è solita pagare il prezzo più alto imposto dalla dittatura del capitale.

Quello attuato dalle multinazionali francese è un vero e proprio sacco d’Italia, dall’acqua (Veolia) al nucleare (Edf), dal settore alimentare a quello bellico, un raid gallico d’altri tempi, che ha stravolto in pochi anni l’assetto macroeconomico della Penisola.

L’Italia sta svendendo quel che era rimasto del suo sistema industriale, barattando un pò di potere europeista (la Francia appoggerà la candidatura di Mario Draghi alla guida della Bce), in cambio del lavoro di milioni di persone. Urge sottolineare la totale mancanza di programmazione industriale, l’abbandono del mercato del lavoro al precariato più selvaggio e la mancanza di un piano di sviluppo economico lungimirante, che possa risollevare le sorti di questo paese. Le multinazionali sono lasciate libere di depredare e impostare una propria politica industriale, che ovviamente prevede l’anteposizione dei propri interess rispetto a quelli della comunità.

E’ questa l’economia dei padroni del mondo, di cui i vostri politici sono i servi. Loro rispondono alla volontà capitalista e monopolista delle grandi corporation, non di certo alla volontà popolare. Continuando ad alimentare questo sistema corrotto e malato, contribuite alla vostra stessa condanna a morte. Un calavario lento ma inesorabile, che porterà la popolazione italiana sulle soglie dello schiavismo collettivo. L’unica arma per abbattere il sistema è quello di staccare spina che lo alimenta. Boicottare il mostro. E indovinate un pò chi è l’energia su cui si regge la bestia? Le masse dormienti, il popolo dei consumatori e le folle di telespettatori.

Siamo ad un passo dall’abisso, non abbiamo più niente da perdere. Siate indomabili, fate la vostra parte, tagliate i viveri al mostro capitalista.

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