Da oltrelacoltre

di Italo Romano
Oltre la Coltre

Le lacrime di Elsa Fornero, Ministro tecnico del Lavoro e delle Politiche Sociali, hanno commosso la sensibilissima opinione pubblica italiana. Dopo anni di tirocinio da Maria De Filippi, anche il pianto di un vampiro genera una commozione, si, ma celebrale. L’occasione è ghiotta, non è il caso di passare alla storia come la lady di ferro che ha dato il colpo di grazia al walfare italiano, e allora giù con le lacrime, sono proprio vere, da attrice consumata. Monti se la ride, e sottolinea la tragicità del momento.

Dopo tanti anni di cabaret e menzogne, ecco la politica vera, scrivono unanimi i giornali e i bloggers. Purtroppo, come spesso accade, mi tocca fare il bastian contrario, non sono d’accordo con questa analisi, e ora vi spiego il perchè. Non ho il cuore duro come la pietra, ma un cervello autonomo e funzionante. Non mi sono mai piaciute le scene plateali, hanno spesso un retrogusto di falsità.

E’ questo uno di quei casi. Conosciamo meglio il personaggio, per poi dare un senso alle lacrime della Fornero.

Elsa Fornero, 63 anni, esperta di pensioni, allieva di Onorato Castellino, è docente di Economia Politica all’Universita’ di Torino, direttore del Cerp, il Centre for Research on Pensions and Welfare Policies, uno dei maggiori centri studi sullo stato sociale in Italia e in Europa. Componente del Nucleo di Valutazione della spesa previdenziale del ministero del Lavoro, il suo campo d’azione, la previdenza, e’ uno degli argomenti piu’ caldi del momento. E’ una strenua sostenitrice dell’estensione del metodo contributivo a tutti i lavoratori, che tradotto in parole povere significa che per maturare pensioni confrontabili con quelle attuali bisogna lavorare più a lungo. La sua nomina viene letta come scelta rigorista da parte del nuovo esecutivo. Di previdenza Fornero si e’ occupata anche per la Banca Mondiale, di cui e’ stata consulente in Russia, Lettonia, Macedonia e Albania. Il suo compito, come componente della commissione della Banca Mondiale,  consisteva nel valutare l’attuazione delle riforme previdenziali nei paesi con “economie in transizione”.

 

E’ vicepresidente del Consiglio di Sorveglianza di una delle maggiori banche d’Europa, Intesa San Paolo. Sposata con Mario Deaglio, economista d’élite, professore ordinario di Economia Internazionale presso l’Univesità di Torino. Editorialista de ‘Il Sole 24 Ore’ e collaboratrice de ‘Lavoce.info’, il suo campo di studio abbraccia anche il risparmio delle famiglie e le assicurazioni sulla vita. E’ stata membro del comitato scientifico di Confindustria, e membro del consiglio direttivo della Societa’ italiane degli economisti.

Insomma, questa signora non è nuova a politiche del genere, anzi, è una pioniera del sistema pensionistico contributivo e una fautrice dei drastici tagli allo Stato sociale. Quel che loro definiscono “equo”, è in realtà l’ultimo assalto al potere d’acquisto della maggioranza degli italiani, i poveracci. Loro, i creatori della crisi, hanno come unico scopo la schiavizzazione della base sociale, spogliandoci dei diritti più elementari, e di conseguenza della libertà individuale. Ci rendono dipendenti da enti sovrastatali, a noi sconosciuti, per cui dovremo lavorare ad vitam, fino all’ultimo respiro, e prima di spirare dovremo pure fare un inchino di ringraziamento per l’umanità concessaci.

Il sistema pensionistico contributivo sarà esteso a tutti, verrà definitivamente abolita la pensione di anzianità, ci sarà un meccanismo premiale per incentivare la permanenza al lavoro (un premio a chi è più schiavo), il tutto integrato dall’indicizzazione alla longevità in base alla legislazione vigente. In parole povere, molti di noi non andranno mai in pensione.

Il programma delle élite mondiali è in corso di svolgimento, nessun ostacolo si para dinanzi. Tutte le parti politiche hanno voltato le spalle allo scempio sociale in atto, alcuni applaudono, o cercano di mettersi in mostra, l’asservimento è totale, e inversamente proporzionale alla vergogna. Esistono le soluzioni per uscire da questa crisi pilotata, il primo passo da compiere è riappropriarsi della sovranità monetaria. Purtroppo se al potere ci sono gli uomini di fiducia dei creatori della crisi l’unica via d’uscita sono lacrime e sangue. Questo gli italiani non lo sanno, non lo vogliono sapere o non lo capiscono. I maggior responsabili di questa disfatta democratica siamo noi, menefreghisti, disfattisti, egoisti, vigliacchi, asserviti, distratti, superficiali, ignoranti e presuntuosi.

E’ vero, come molti hanno scritto,  siamo passati da Plauto a Sofocle: dopo la comicità esilarante di Re Silvio, ricca di barzellette e aneddoti, ecco la tragedia “greca” del governo Monti, i suoi attori sono da oscar, strapagati e stradorati. Loro non sbagliano un film, sono campioni al botteghino. A noi italiani piace piangere delle tragedie altrui, ora speriamo di avere la stessa pietà verso noi stessi.

La Fornero ha dato il buon esempio, lei ha già fatto di questi lavoretti a nome della Banca Mondiale, e ne conosce le tragiche conseguenze. Guarderà l’Italia in diretta Tv e dai suoi occhi sgorgheranno lacrime, lacrime di ipocrisia, come quelle che noi abbiamo versato nell’indignazione e nella commiserazione di una tragedia che fino a ieri abbiamo sempre avuto la presunzione e il lusso di poter considerare troppo lontana da noi.

Fonte: http://www.oltrelacoltre.com/?p=11530

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