Il nostro corpo biologico è ricco d’acqua. Il 70% del peso corporeo è costituito da acqua e il 99% di tutte le molecole del corpo sono molecole d’acqua. Tuttavia, viviamo la nostra esistenza, non solo senza rendercene conto ma anche senza averne consapevolezza.
La scienza attuale non comprende il funzionamento dell’acqua poiché le sue proprietà fisiche esulano dalle leggi fisiche ordinarie, collocandola ai vertici dei più grandi enigmi dell’universo. La medicina la ignora: in sette anni di studi di medicina non si riscontra una sola ora di corso relativo all’acqua. Ciò è causa di grande sofferenza per l’uomo, è l’origine di molti disagi nel nostro terreno biologico e quindi di un declino precoce della nostra fisiologia.
La specializzazione delle nostre discipline scientifiche e mediche non ci permette di comprendere a pieno l’acqua. L’acqua è onniscente. Il suo ambito abbraccia non soltanto tutte le conoscenze scientifiche attuali dalla biologia alla fisica quantistica ma anche la relazione con la nostra coscienza e il nostro pensiero.

Fortunatamente una scienza particolare sta cominciando a scoprire le sue proprietà insolite ritenendola un elemento altamente “esoterico”. Tale scienza constata, senza ancora riuscire a fornire una spiegazione razionale per la nostra logica umana, che il comportamento dell’acqua è connesso al mondo quantistico multidimensionale e temporale e coordina le funzioni cellulari e fisico-chimiche partendo da informazioni totalmente immateriali e virtuali. Queste stesse informazioni sono alla base dell’esistenza.
La qualità e l’intensità di queste informazioni dipendono da ciò che mangiamo e soprattutto da ciò che pensiamo e percepiamo.
L’acqua, di conseguenza, struttura e diffonde l’equilibrio e l’armonia biologica diventando la risonanza e l’amplificazione delle informazioni che ha ricevuto e registrato preliminarmente. Tali informazioni sono propagate attraverso supporti energetici e vibratori le cui onde e frequenze vanno a modificare la configurazione molecolare dell’acqua che successivamente la trasmetterà a livello cellulare.
L’acqua, quindi, registrerà e libererà tali informazioni a livello cellulare. I messaggeri di queste informazioni che veicolano l’acqua, sono il fotone, per quanto riguarda la luce e l’elettrone, per quanto riguarda il pensiero e la coscienza.
Il nutrimento principale delle nostre cellule è innanzitutto la luce. L’acqua si struttura come una fibra ottica tra le cellule così da far circolare questo flusso fotonico. Da qui, l’importanza della qualità dell’acqua per assicurare questa circolazione. I 60.000 miliardi di cellule, circa, di cui disponiamo comunicano tra loro tramite flash di luce coerente, vale a dire come una sorta di laser, sulla gamma d’onda dell’ultravioletto. Gli studi del Professor Fritz Albert Popp hanno dimostrato che queste correnti fotoniche orchestrano gli eventi cellulari. D’altronde, all’atto della morte di una cellula (processo definito apoptosi cellulare), questa libera immediatamente le sue informazioni tramite un flash di luce. La nostra morte biologica non è nient’altro che la liberazione luminosa di ogni nostra informazione da parte dei nostri 60.000 miliardi di cellule, vale a dire di tutta quella memoria, coscienza, pensieri ed esperienze che sono spariti per un’accelerazione fulminea del tempo in un’altra dimensione temporale. Non abbiamo più la materia di cui farci carico e circoliamo nel tempo e non più nello spazio. Ridiventiamo luce.
E per quanto riguarda l’elettrone e il suo ruolo? La fisica quantistica dimostra che l’elettrone è colmo di fotoni e che ha la forma di un minuscolo buco nero, vale a dire che il suo spazio si ricurva talmente verso l’interno che scompare completamente in un’altra dimensione.
E in effetti l’elettrone non appartiene alla nostra dimensione spazio-tempo.
Appare unicamente sotto forma di traccia di nube intorno agli atomi. Non è che un’onda di probabilità. Curiosamente, non vi è che un’unica tendenza ad apparire nelle nostre dimensioni temporali. Alcuni esperimenti hanno dimostrato che l’elettrone sa di essere osservato e in che modo viene osservato. Dispone di una proprietà cognitiva. Tra l’osservatore e l’elettrone vi è quello che potremmo definire un dialogo creativo. In alcuni casi l’elettrone appare esclusivamente se percepisce l’osservatore.
In realtà, siamo noi che abbiamo il potere di farlo apparire. Siamo noi a determinare le nostre realtà.
L’elettrone porta potenzialmente alla nostra incarnazione e alla nostra trascendenza proveniente da altre dimensioni temporali. Questo stesso elettrone è alla base della strutturazione delle forme viventi, è il supporto di quelle informazioni che capta il nostro DNA sotto forma di programmi per la costruzione e la vita cellulare. L’elettrone trasmette il nostro pensiero e i nostri atti di coscienza nelle dimensioni fisiche del nostro spazio-tempo partendo dal punto zero della fisica, vale a dire, partendo dal centro delle informazioni all’origine del mondo della coscienza totalmente immateriale e atemporale. I circuiti elettrici ed elettronici del nostro cervello captano o emettono tramite le nostre sinapsi, i nostri assoni e i nostri neuroni, i pensieri, le emozioni, gli stati di coscienza e le consapevolezze che ci appartengono.
Gli esperimenti della fisica quantistica dimostrano che ogni elettrone è connesso in modo intimo e immediato a tutti gli altri. Noi non siamo in realtà osservatori del nostro universo ma dei veri e propri protagonisti.
Il nostro corpo è costituito da migliaia di miliardi di elettroni. Da tale flusso elettronico dipende la nostra vitalità, la nostra energia così come lo sviluppo dei nostri pensieri, della nostra coscienza e del nostro corpo biologico. I nostri pensieri positivi o riguardanti l’amore si concretizzano durante la nostra esistenza unicamente se restiamo uniti alla terra. Gli elettroni e l’acqua assicurano questo legame tra terra e cielo e il potere per realizzarlo è in mano nostra.
Ogni impoverimento elettronico del nostro corpo ci allontana dalla nostra incarnazione e provoca disordini di tipo fisico e psichico.
La bioelettronica di L.C. Vincent dimostra scientificamente che i nostri “terreni biologici” dipendono principalmente da questa ricchezza elettronica del nostro corpo.
L’acqua, gli elettroni e i fotoni assicurano l’interfaccia tra il mondo fisico e la nostra multi-temporalità. È necessario comprendere che il nostro corpo biologico non esiste, qui, nel nostro spazio-tempo se non a titolo precario e non è che il semplice riflesso provvisorio di quel mondo del pensiero e della coscienza che è la nostra essenza. Noi non siamo che un’immagine che, in uno spazio e in un tempo, sperimenta una dualità costituita da ombra e luce ma la cui essenza risiede eternamente nel mondo trascendentale della nostra coscienza.
Siamo dei viaggiatori nel tempo. Noi viviamo già, ma purtroppo senza averne la consapevolezza, nel nostro presente, nel nostro passato e nel nostro futuro contemporaneamente. Le nuove rivelazioni relative al tempo da parte del fisico Jean Pierre Garnier Malet, a completamento di quelle di Einstein, provano matematicamente che il passato, il presente e il futuro sono dei tempi e delle realtà analoghe che operano simultaneamente ma a velocità di efflusso differenti e che senza passato e futuro il presente non può esistere.
Dimostra dunque che il nostro presente non fa altro che attualizzare dei futuri potenziali che noi abbiamo creato dal passato. Questi stessi futuri potenziali generati dal presente possono essere pericolosi e farci vivere degli eventi che subiamo e che mettiamo in conto alla fatalità e al destino. I suoi insegnamenti ci mostrano come possiamo modificare questi futuri potenziali pericolosi prima ancora di viverli.
Il nostro corpo non ha che da gioirne. La bellezza della creazione e l’amore del suo Creatore sono i sostentamenti primordiali di tutte le creature dei diversi universi.
Nel nostro universo fisico, l’acqua è la sentinella che vigila sulle frontiere dei mondi visibili e invisibili e che assicura la realizzazione e il compimento dei disegni della Creazione.
Tramite l’acqua possiamo ritrovare il nostro regno perduto.
di Jacques Collin, autore del libro “L’Insoutenable Vérité de l’Eau”.
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