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 L’aeronautica “cancella” il Cermis dal libro sui cento anni dell’aeroporto di Aviano

di Dario Furlan

Clamorosa lacuna: in 464 pagine nemmeno una riga per ricordare la tragedia del 1998 in cui morirono 20 persone

La tragedia del Cermis non è mai avvenuta. Almeno per il libro che celebra il secolo di attività dell’aeroporto “Pagliano e Gori” di Aviano in capo all’Aeronautica italiana, ma di fatto utilizzato dalla Base USAF. Già, perché in quel libro commemorativo non c’è traccia di quanto accaduto in quel febbraio del 1998 quando un velivolo militare USA decollò dalla Base di Aviano alla volta del Trentino dove urtò i cavi di una funivia provocando la caduta di una cabina con 20 civili a bordo, morti nell’impatto col suolo.
Il volume (edito dal locale Comando dell’Aeronautica Militare Italiana) è stato presentato in occasione del convegno (a invito) tenutosi lo scorso novembre. Si tratta di un’opera di grande rigore storico dove è narrato quanto accaduto durante il secolo di servizio dell’aerobase, aperta nel 1911. Un tomo di 464 pagine, pesante quasi 3 chili. Sfogliandolo, però, si scopre una lacuna clamorosa: manca la menzione (nemmeno una riga) della strage del Cermis.
Eppure sono citate tutte le operazioni che hanno visto protagonista l’aeroscalo pordenonese: dalla Prima Guerra Mondiale sino al recente intervento sulla Libia di Gheddafi, passando per i bombardamenti nell’ex Jugoslavia. Nel libro vengono citate (e a volte dettagliate) le tragedie dell’aria come la morte del pilota Mark McCarthy (schiantatosi nell’Adriatico con il suo cacciabombardiere F-16 nel 1995), dell’aviere Antoine Holt (Iraq 2004), dei sei elicotteristi precipitati sul Piave (2008) e di un altro paio periti in Kuwait nel 2003, tutti americani.
Nessuna traccia invece delle 20 persone (civili di varie nazionalità) cadute sul Cermis. Era il 3 febbraio del 1998 quando un velivolo EA-6B dei Marines decollò da Aviano alla volta del Trentino per una missione addestrativa, durante la quale l’equipaggio violò le regole di volo (come appurato e concluso dalla Commissione parlamentare d’inchiesta) finendo per tranciare i cavi di una funivia determinando lo sgancio di una cabina (20 persone a bordo) che cadde da un’altezza di 100 metri. Gli occupanti morirono all’impatto, stritolati fra le lamiere, mentre l’aereo rientrò «ferito» alla Base. Una tragedia entrata di diritto (e a caratteri cubitali) nella storia dell’aeroporto «Pagliano e Gori» di Aviano. Ma non sul volume commemorativo che l’ha cancellata.
«Si tratta di un libro – taglia corto l’ufficiale addetto alle pubbliche relazioni del Pagliano e Gori – di promozione dell’immagine dell’aeroporto». Nulla di più. Ma non è tutto. Il libro di fatto è introvabile. Gran parte delle copie stampate sono state donate ad amici, autorità, addetti ai lavori e militari in occasione del convegno di novembre in Base. La Provincia ha contribuito con 12 mila euro e dovrebbe dotare le biblioteche, ma sino ad ora non c’è traccia. Da una ricerca risulta invece che una copia si trova nella biblioteca civica di Godega di Sant’Urbano regalata, si presuppone, dalle grafiche De Bastiani che hanno stampato il volume pubblicato dalla Dario De Bastiani Editore di Vittorio Veneto.

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