Fonte: BlogDrome

“Il collasso, se e quando si ripresenterà, questa volta sarà globale. Non è più possibile che collassi una nazione sola. La civilizzazione mondiale si disgregherà nel suo complesso. I competitori che si evolvono allo stesso modo, collassano in modo simile”.
Joseph A. Tainter, 1988

Dopo aver letto questa affermazione di Tainter, mi sono chiesta se fosse il caso di rimembrare la Teoria di Olduvai.

Direi di si.

E’ come se fossimo su una zattera e stesse arrivando una tempesta strepitosa, ma anzichè studiare una forma di difesa non siamo nemmeno allertati.

Anzi stiamo bisticciando sulla Moneta o sui raid Libici o su altre amenità di cui il Pianeta non sentirà la mancanza.

La Gola di Olduvai non c’entra nulla con la Teoria di Olduvai.

E’ solo un pretesto. La Gola di Olduvai è un sito archeologico nella pianura del Serengeti orientale, nel nord della Tanzania. E’ una Gola molto ripida per circa 50 chilometri di lunghezza e 295 metri di profondità. I depositi fossili mostrano una ricca fauna, resti di ominidi e i più antichi utensili terrestri, in pietra, datati da 2.100.000 a 15.000 anni fa. E’ stata definita la CULLA DELL’UMANITA’, il luogo dove ebbe origine la razza umana. Il luogo più antico.

Il nome di questo sito archeologico è stato utilizzato per dare il nome alla Teoria che dice che la civiltà industriale crollerà e l’umanità dovra tornare, in rapido declino, all’età della pietra.

Ma già il Medioevo sarebbe una tortura tremenda, soprattutto per noi viziati occidentali che usiamo l’energia elettrica per fare tutto, anche per lavarsi i denti.

Chi è interessato basta che clicci sul titolo del post e si trova il lavoro di un ingegnere elettronico statunitense del 200o. Lui si chiama Richard C. Duncan e fece una convegno a Reno, Nevada, il 13 novembre 2000. Con dati fino al 1999. E’ direttore dell’istituto per l’Energia e scrive per il Picco del Petrolio (peak oil).

Brevemente la Teoria di Olduvai afferma che l’aspettativa di vita della Civiltà Industriale è di circa 100 anni, dal 1930 al 2030. La legge di Ackerman (1932) la definisce come E = energia/popolazione.

La Civiltà Industriale nasce quando raggiunge la produzione pro-capite di energia raggiunge il 30% del suo valore medio e termina quando cade al medesimo valore, facendo una curva, come nel disegno sotto il titolo.

La teoria ha cinque postulati:

1) La crescita esponenziale della produzione mondiale di energia finisce nel 1970;

2) Gli USA anticipano la Teoria di Olduvai (crescita dal 1954 al 1979, stagnazione dal 1979 al 2008, declino fino al 2030);

3) Il declino della Civiltà Industriale inizierà verso il 2008 – 2012;

4) Abbassamenti di tensione e black out sono indicatori e anticipatori del declino;

5) La popolazione mondiale si ridurrà con l’arrivo dell’anno E ovvero quando si tornerà al alore corrispondente al 30% del valore medio della produzione pro-capite di energia.

Il postulato 1 è già stato verificato (R. Duncan, 2005-2006, The Olduvai Theory: energy,, population, and industrial civilization. The social contract, Winter, XVI, pagg. 136/139).

La curva del declino americano si può vedere nel grafico finale. Per dedurre tale curva sono stati tenuti presenti i dati sull’energia e le serie di previsioni sul Picco del Petrolio, il rallentamento della produzione mondiale di petrolio e l’accelerazione della produzione mondiale di carbone. Sono previsioni del 2007, ma possiamo dire nel settembre del 2011 che sta avvenendo.

I cali di tensione e i blackout sono avvenuti e avvengono continuamente. Basta mettere nel motore di ricerca “blackouts” e “electricity”. Hanno iniziato negli U.S.A. nel 2003, Nordest.

Il postulato 5 attende il test.

E per concludere una frase di Fred Hoyle del 1964:

Si è detto spesso che, se la specie umana non riuscirà a farcela qui sulla Terra, qualche altra specie porterà avanti la corsa. Questa frase non è corretta se si parla di sviluppo dell’intelligenza. Si parla di requisiti fisici. Infatti a breve avremo come specie esaurito i prerequisiti fisici per quanto riguarda questo pianeta. Un avolta esauriti il carbone, il petrolio, i giacimenti ad alta concentrazione di metalli, nessuna specie per quanto competente potrà compiere la lunga scalata dalle condizioni primitive a una tecnologia di alto livello. Quest’arma ha un solo colpo in canna. Se falliamo, questo sistema planetario fallisce, per quanto riguarda l’intelligenza. Lo stesso avverrà per altri sistemi planetari. Su ciascuno di essi ci sarà una e una sola possibilità“.

Fred Hoyle, come Asimov, era uno scienziato e autore di fantascienza.
Adesso non ci sono più scienziati che scrivono di fantascienza, infatti la fantascienza non esiste più.

Ci sono i saggi degli ingegneri elettronici come Duncan (che scrive di questa teoria dal 2000).

link: http://blog-condiviso.blogspot.com/

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