di Salvo Ardizzone

L’Agenzia Sana riporta l’abbattimento di un F16 israeliano a Quneytra, nel Golan, e di un drone vicino Damasco. Israele smentisce gli abbattimenti.

L’Agenzia ufficiale Sana comunica che un caccia israeliano F16 è stato abbattuto mentre conduceva un raid nell’area del Golan, a sud ovest di Quneytra; un drone di Tel Aviv sarebbe stato colpito poco dopo ad ovest di Saasa, vicino Damasco. Israele conferma i raid condotti nella notte fra lunedì e martedì e il lancio di missili terra aria contro i propri velivoli, ma nega gli abbattimenti.

I media israeliani hanno affermato che i raid sono stati una risposta ai colpi di artiglieria provenienti dalla Siria; è la quinta volta in pochi giorni che, con la medesima motivazione, Israele attacca il territorio siriano.

In realtà, da qualche settimana, nell’area del Golan, vicino a Quneytra, sono in corso concentrazioni di truppe siriane e formazioni di Hezbollah, che hanno per obiettivo l’eliminazione delle bande di “ribelli” e terroristi che infestano la zona, facendo da cuscinetto e proteggendo i reticolati israeliani. I raid di Tel Aviv prendono di mira le postazioni di Damasco e dei suoi alleati per alleggerire la disastrosa posizione dei sedicenti “insorti”, e tentare di impedire che Hezbollah si schieri lungo tutto il confine.

Israele ha sempre negato di appoggiare le bande dei terroristi, affermando che i raid sono condotti esclusivamente per proteggere il proprio territorio, ovvero il Golan, che ha annesso unilateralmente nel 1981.

È improbabile che il lancio di missili siriani contro l’ennesima incursione inneschi per il momento un’escalation del confronto militare: al di là dell’affettivo abbattimento o meno dei due velivoli, la reazione di Damasco è piuttosto un segnale inviato ad Israele per mostrare la determinazione a rispondere ad ogni attacco, e al contempo che considera ilGolan un proprio territorio da liberare.

Il messaggio, che rivendica la piena sovranità siriana sull’intero proprio territorio, anche quello occupato da decenni, è doppiamente significativo perché giunge nel momento di svolta della lunga guerra d’aggressione condotta contro Damasco, ed è rivolto a quanti continuano ad aver mire sul suo territorio, malgrado l’andamento del conflitto.

Il Golan è sotto occupazione israeliana dal 1967 e tecnicamente Israele e Siria si trovano in guerra da allora, perché Damasco ha sempre rifiutato di firmare un trattato di pace con Tel Aviv. La liberazione di quelle terre occupate è da allora un espresso obiettivo del Governo siriano.

FONTE: Il Faro sul Mondo

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