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© Dean Treml / AFP

Il governo della Nuova Zelanda sta esaminando la possibilità di distribuire ai cittadini un reddito mensile di base slegato dalla sua situazione lavorativa, è quanto ha dichiarato il presidente laburista del paese, Andrew Little.

Il partito prevede di dibattere dell’attuazione del cosidetto reddito di base alla fine del mese

Il reddito di base universale potrebbe offrire ai cittadini un reddito cotante a prescindere dal loro reddito o dai loro beni. Tale reddito sostituirebbe la mutua, gli assegni di studio e le pensioni

Secondo Andrew Little è necessario per via della minaccia di tassi di disoccupazione in crescita esponenziale.I cittadini neozelandesi iniziano e smettono il lavoro in mezzo alle responsabilità di famiglia e altre preferenze personali

La questione è se disporre di un supporto al reddito che significa che ogni volta che si smette di lavorare bisogna attraversare periodi di depressione, burocrazia, file negli uffici in attesa del posto di lavoro successivo,” ha detto

Il pagamento mensile regolare offrirebbe alle persone la flessibilità di lavorare a quello che vogliono e non di mollare il lavoro e basta. Questa misura fornirà la base sulla quale i cittadino potranno affrontare i periodi giù e godere i periodi su.

I detrattori del sistema dicono che gli inevitabili aumenti delle tasse aumenteranno il costo di vita e avranno un impatto negativo sui benefici del sistema

La Nuova Zelanda non è l’unico paese a volere esperimentare un reddito di base.Finlandia e Paesi Bassi hanno previsto di lanciare un programma simile quest’anno e il Canada ne sta discutendo recentemente. La Svizzera ha organizzato un referendum in materia quest’anno.

Il reddito di base fu inizialmente proposto negli anni 60 e testato brevemente negli USA e in Canada. L’idea ha guadagnato popolarità negli ultimi anni in quanto potrebbe livellare i redditi e le diseguaglianze di ricchezza.

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