Puoi trovare molte altre cose che non vanno nell’economia: monopoli, cartelli, illegalità. Ilmercato finanziario invece di sostenere l’economia, la degrada sempre più, con derivati, commodities che fanno salire il prezzo di beni essenziali come il pane. Salvataggi sempre a favore degli speculatori, provocano ulteriori rialzi dei prezzi dei beni essenziali tramite la speculazione, nonostante il denaro per i beni reali scarseggi: la cosiddetta stagflazione. Gli agricoltori lasciano marcire la frutta perché il prezzo lo fanno i distributori, che fanno cartello e lasciano morire di fame i produttori.

I sistemi della truffa sono tanti, ma la regola fondamentale è una:

“Tutto ciò che rallenta l’economia rende il denaro inutile e dannoso per la società”.

Per avere un’economia sana si devono rimuovere gli ostacoli alla produzione, anche se questo vuole dire ristrutturare le basi del sistema economico stesso. Se non capiamo questo, continueremo a lottare contro un mostro invisibile e a dare la colpa alle persone sbagliate. Il denaro è nato con lo scopo fondamentale di favorire gli scambi e di conseguenza la produzione e la ricchezza, fare altrimenti e un crimine contro l’umanità.
Questa è un’economia così folle che i boom vengono “fermati” dalla banca centrale riducendo l’emissione di moneta, a causa dello spauracchio dell’inflazione. Tutte le speculazioni e i dibattiti su occupazione, produzione e crisi, si riducono a quest’unica legge. Ma è facile perdersi in un labirinto di premesse giuste e conclusioni sbagliate. I media applaudono sempre le proposte per aumentare i posti di lavoro, anche quando a parità di benefici i costi sono maggiori. Stanno dimenticando che la vera ricchezza è la produzione e il resto è solo un problema di distribuzione. A parità di produzione potremmo lavorare tutti di meno e avere gli stessi benefici. Quindi non è creando lavoro che si risolve il problema dell’economia, ma aumentando la produzione e migliorando la distribuzione. Si tratta semplicemente di stabilire cosa favorisce il sistema economico e cosa lo ostacola, poi il sistema si regola di conseguenza. E’ questa la vera mano invisibile!
Le strade sono molte, la regola è una.
Un sistema economico senza interessi non solo è possibile ma è stato dimostrato e convalidato su larga scala dalla finanza islamica. L’emissione di moneta in mani pubbliche e non private, ci libererebbe dal giogo dei banchieri. Ci dicono che questo creerebbe inflazione, ma non succede quando l’emissione è vincolata alla produzione reale: se ci sono cinque mele e cinque dollari, le mele costano sempre un dollaro (salvo fluttuazioni momentanee), e quando le mele diventano 6 è sufficiente mantenere in circolazione 6 dollari. Sarebbe un’economia sana, dove prima si aumenta la produzione e poi si immette la moneta. Nella nostra società avviene il contrario: prima si “inietta” moneta attraverso il credito e poi, se tutto va bene, aumenta la produzione. Però se tutto va male, ci troviamo con l’inflazione.
Lo stato potrebbe servirsi delle tasse sul denaro (non sulla produzione) per regolare la giusta quantità di circolante (gli introiti non entrano necessariamente nella spesa dello stato, si tratta semplicemte di un’attività di politica economica). Sarebbe un incentivo alla produzione, perché ogni volta che la produzione sale, occorre più circolante e le tasse diminuiscono. Qualcuno potrebbe insinuare che questo è pericoloso perché durante le crisi le tasse aumentano. Ma accade di peggio quando c’è crisi e le banche riducono il credito, proprio nel momento del bisogno. Un economia basata sulla produzione sarebbe in realtà molto più stabile e meno soggetta agli alti e bassi e sicuramente meno soggetta alle crisi.

Non vi piacerebbe vivere in un mondo come questo?

La Matrix Economica non ha forma e colore, eppure vi influenza ogni giorno. Ai vostri polsi non potete sentire o vedere catene e lucchetti, ma siete ugualmente schiavi.

E’ arrivato il momento di girare la chiave e riappropriarci del nostro denaro!

Fonti:
(1) http://www.snb.ch/i/welt/portrait/banks/4.html
(2) Aam Terra Nuova, Aprile 2011 – Schiavi delle Banche
(3) http://www.businessweek.com/bwdaily/dnflash/content/aug2007/db20070826_875599.htm?campaign_id=rss_null
(4) Wall Street journal, 20 ottobre 2003

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