Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un accanimento senza precedenti alla lotta contro l’evasione fiscale internazionale. Ma questi sforzi, di fatto, sarebbero stati del tutto inutili.
Lo dimostra uno studio condotto da due economisti, Niels Johannesen e Gabriel Zucman della Paris School of Economics, citato dal Guardian , che si basa sui dati della Banca dei regolamenti internazionali (BIS). Questi dati dimostrano infatti che, nell’anno appena trascorso, circa 2.700 miliardi di dollari erano celati nei conti bancari offshore. Una somma sostanzialmente equivalente a quella del 2007.
Lo studio (lingua inglese) lo potete leggere e scaricare qui.
Ciò che significa che gli evasori, magari attraverso complesse strutture societarie (scatole cinesi), hanno trasferito i propri capitali da un paradiso fiscale all’altro.
Tra gli stati più gettonati preferiti per celarsi alle autorità fiscali, vi sarebbero Hong Kong, le isole Cayman e Singapore, mentre la Svizzera figurerebbe addirittura dopo le Isole del Canale e il Lussemburgo.
Gli autori dello studio avrebbero così posto un grosso punto interrogativo sull’efficacia dell’approccio dell’OCSE e del G-20 alle convenzioni fiscali bilaterali, affermando:
Finora, la repressione fatta dal G20 ai paradisi fiscali ha in gran parte fallito; i trattati (in gran parte bilaterali)hanno portato ad un modesto trasferimento dei depositi bancari tra i paradisi fiscali, ma non hanno innescato flussi significativi di fondi al di fuori degli stessi paradisi fiscali “.
Del resto come si fa a credere alla lotta all’evasione fiscale, che è strutturata essenzialmente a colpire privati cittadini e piccoli commercianti (limitando l’uso del contante, ad esempio) quando poi la maggior parte degli istituti bancari hanno conti in paradisi fiscali (di Bankitalia si sono scoperti conti alle Isole Cayman), nel mentre che le Stanze di Compensazione, cosiddette “notai delle banche centrali“, occultano tutte le transazioni finanziarie che avvengono tra banche o tra multinazionali “privilegiate“, nascondendo in tal modo non solo l’entità della transazioni, ma anche mittente ed destinatario?
La lotta all’evasione è solo propaganda politica, i grossi centri del potere finanziario continuano a tenere lontano dal fisco i loro enormi guadagni, ben occultati attraverso strutture offshore che offrono condizioni fiscali favorevoli derivanti dalla registrazione in ordinamenti che prevedono scarsi controlli sui conti e pochi adempimenti contabili.
Se provassero a fare un’indagine finanziaria sull’operato delle Stanze di Compensazione, organismi privati “molto ultili” a banche centrali, banche commerciali e corporations si scoprirebbe un montagna enorme di denaro occultato al fisco, altro che qualche centinaio di euro fatturati in nero che la guardia di finanza imputa al panettiere sotto casa.
Salvatore Tamburro
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