C’è un fantasma che si aggira per la Grecia, indisturbato. E’ qualcosa che molti pensano, ma che nessuno confessa ad alta voce; che nessuno vuole dire, o ammettere. E’ la sfiducia verso l’euro, verso la moneta unica e, dunque, verso l’Europa; verso il destino unito del vecchio continente in questi periodi di crisi. L’economia ellenica sta facendo uno dei botti più rumorosi che si ricordino, e si sta delineando un futuro nefasto: la Grecia potrebbe davvero uscire dall’Unione Monetaria europea. E dunque dall’euro.

TORNARE ALLA DRACMA – C’è chi pensa che sarebbe una strage, un dramma. E c’è chi pensa che sarebbe salutare: mollare l’euro, salutare l’Europa e tornare alla cara, vecchia dracma. Come se l’Italia, di colpo, tornasse alla lira (soluzione peraltropaventata anche da noi nei mesi scorsi, all’inizio di questa turbolenza finanziaria). C’è un crescente movimento, in Grecia (lo racconta il New York Times), di intellettuali, pensatori ed esperti che da qualche settimana sta teorizzando, calcolando e cercando di immaginare lo scenario che verrebbe a crearsi se davvero la Grecia uscisse dall’euro: e i risultati delle proiezioni, pur discordanti e tutti da confermare, restituiscono uno scenario non così proibitivo come si penserebbe. Insomma, secondo alcuni, se la Grecia uscisse dall’euro non sarebbe poi male. “I difensori della dracma affermano che le maggiori paure sono gonfiate. Certo, ci sarebbe panico e disordine inizialmente”, dice il Times: “Ma, come il caso argentino, dove dopo il crollo del dollaro le esportazioni sono partite a razzo grazie ad una valuta più economica, la possibilità di controllare la dracma finirebbe per risultare a favore della Grecia”. Di certo la Grecia verrebbe cacciata dal club dei grandi e ci vorrebbero “anni” per ritornare “nel mercato finanziario mondiale”.
VANTAGGI… – Tutto ciò, però, potrebbe essere un bene: essenzialmente tornando alla dracma, e dunque ad una valuta sovrana, si avrebbe la possibilità “di stampare nuove dracme”, svalutando la propria moneta. Per ora sono alcuni economisti ed esperti a paventare e teorizzare il ritorno alla dracma; il popolo, interrogato dai sondaggi, per ora si dice assolutamente contrario: più che altro perché “l’opinione maggioritaria” preme per restare con l’euro grazie a dieci anni di educazione europea, dieci anni in cui le classi dirigenti hanno sempre descritto il cammino di integrazione comunitaria come la miglior cosa possibile, e l’uscita dall’Unione come “una prospettiva apocalittica”: bene, “il crollo dell’economia è per molti sufficientemente apocalittico”, e anche se in tanti non lo ammettono, non pochi iniziano a pensare che Bruxelles debba tornare ad essere solo la capitale del Belgio.
…E SVANTAGGI – “Il nostro principale problema è che operiamo con una valuta straniera”, ha detto un dirigente della principale compagnia di benzine e petroli greca; “una dracma più economica conterrebbe le importazioni, lancerebbe le esportazioni e, il che è cruciale, darebbe alla Grecia la flessibilità per controllare la propria politica monetaria”, dice un economista greco, Stergios Skaperdas, che insegna in California. Yannis Stournaras, per contro, “influente economista ad Atene già consulente di vari governi”, dice che l’ipotesi è “fuori questione”: “Il debito raddoppierebbe, avremmo un default incontrollato, torneremmo indietro di anni”. Il problema è che a stare a questi ritmi, di certo, la Grecia non ce la fa: rimanendo agganciata all’euro, le sue prospettive di crescita rimarranno difficili e faticose – come evidenziato, fra gli altri, dal premio nobel Nouriel Roubini. Atene deve trovare un modo per allinearsi al passo della locomotiva Europa; altrimenti, l’uscita dall’euro molto semplicemente non sarà una scelta.
fonte: giornalettismo.com/archives…

Pubblicato da Daniele L.
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