Di Alba kan per Voci dalla Strada.

Il Segretario di Stato delle finanze greco dice che è “essenziale” per paese, il prestito di 110.000 milioni approvato a maggio 2010. L’Ibex 35 perde all’inizio della sessione 2,25% e 7.800 punti.

(EFE) .- Le borse europee hanno aperto oggi con forti cadute, così come l’euro,colpito dalle nuove notizie sulla crisi greca. I timori circa una possibile sospensione dei pagamenti del paese ellenico si sono sommati alle dichiarazioni del suo Segretario di Stato per le Finanze, Sajinidis Filippi, che ha detto che la Grecia ha i soldi per pagare gli stipendi e le pensioni del governo solo fino a ottobre, per cui è “essenziale” il prestito di 110.000 milioni di euro approvati nel maggio 2010.

Questo è stato un duro colpo per le borse europee. Alle 11.30 (09.30 GMT), tutte le piazze finanziarie europee registravano significative battute d’arresto, con Parigi in testa dopo aver saputo che Moody sta prendendo in considerazione, secondo il Wall Street Journal, il declassamento delle banche francesi per la loro esposizione al debito greco.

Per ciò che riguarda il resto dei mercati, Madrid perdeva un 3,18%, Francoforte un 3,05%, e Londra un 1,70%.
Dietro questi cali ci sono principalmente le banche francesi, con perdite di circa il 10%.
In questo momento, BNP Paribas ha registrato un crollo dell’ 11,9%, Credit Agricole un 9,7% eSociété Générale un 9,25%, mentre l’assicurazione AXA è scesa del 10,1%. Le istituzioni italiane inoltre hanno subito una severa correzione, tra esse Unicredito, che ha perso il 7,3%, e Intesa San Paolo il 4,6%. Per quanto riguarda le banche spagnole presenti nell’indice Eurostoxx 50, la BBVA è scesa del 5% e Santander del 4,5%, anche se la sua esposizione al debito greco è minima.
Oggi l’euro è sceso al livello più basso del decennio nei confronti dello yen sul mercato dei cambi di Tokyo, perdendo il livello delle 105 unità ed è stato temporaneamente scambiato a 104,27 yen.
Anche nel mercato dei cambi di Francoforte ha aperto al ribasso e scambiato a 1,3531 dollari rispetto a 1,3720 del giorno precedente.
Il forte calo della moneta unica europea è stata accolta con preoccupazione nella Borsa di Tokyo, che ha concluso la sessione con un forte calo del 2,31 per cento del suo selettivo Nikkei e lo ha trascinato verso gli 8.535,67 punti, il suo minimo dal mese di aprile 2009.
Il ritmo di declino dell’euro ha innescato speculazioni su un possibile nuovo intervento da parte del Giappone nel mercato dei cambi per apprezzare la moneta europea, che sarebbe la prima mossa di questo tipo nei confronti dell’euro dal maggio 2003.
La preoccupazione del mercato di Tokyo è causata anche dalle dimissioni lo scorso venerdì, dell’economista membro del Consiglio esecutivo della Banca Centrale Europea (BCE), Juergen Stark.
Nel frattempo, il commissario europeo per gli Affari economici, Olli Rehn, ha cancellato una conferenza stampa che era prevista per oggi a causa di “inaspettate limitazioni di natura privata all’agenda del giorno”, secondo quanto riportato dalla Commissione Europea (CE).
Rehn sarebbe dovuto comparire davanti ai media per la presentazione della relazione annuale di Bruxelles sulla situazione e la sostenibilità delle finanze pubbliche nei paesi dell’Unione europea (UE).
Gli investitori hanno scelto di liberarsi della moneta europea tra le preoccupazioni per i problemi di debito nella zona euro. Secondo un rapporto pubblicato dalla rivista tedesca Der Spiegel, citando fonti del Ministero delle Finanze, il governo di questo paese (tedesco) prevede il fallimento della Grecia e sta preparando un piano per affrontare e ridurre il rischio di contagio ad altri paesi.

La Grecia non potrà pagare gli stipendi pubblici a partire da ottobre

 
Il governo greco ha approvato ieri nuove misure per evitare il fallimento e ha annunciato una nuova tassa per tutti i proprietari di qualunque bene immobiliare, al fine di raccogliere circa 2.000 milioni di euro entro la fine dell’anno.
Il primo ministro George Papandreou, ha detto che il suo governo prenderà “tutte le misure necessarie” e ha riaffermato che i suoi programmi e i cambiamenti faranno si che il debito, che supera ormai i 350.000 milioni di euro, sia “completamente sostenibile”.
D’altra parte, il segretario di Stato delle Finanze greco, Sajinidis Filippi, ha detto che la Grecia ha i soldi per pagare gli stipendi pubblici e le pensioni solo fino ad ottobre, il che rende indispensabile che venga consegnata la sesta tranche del perstito internazionale di 110.000 milioni di euro approvato nel maggio 2010.
In un’intervista al canale privato ateniese Mega, Sajinidis ha affermato che “è sicuro che fino ad ottobre abbiamo i soldi per pagare gli stipendi e le pensioni.”
“In questo momento ci sforziamo affinché il paese continui a funzionare senza incontrare problemi,” ha promesso.
Traduzione per Mercato Libero da Alba Canelli
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