Fear not deflation

di Jon Matonis (articolo originale su Forbes)

“Non dobbiamo avere paura della deflazione. Dovremmo amarla tanto quanto le nostre libertà”

— Jörg Guido Hülsmann

Nella stampa tradizionale, quando si parla di Bitcoin, la deflazione viene sempre citata come deterrente alla sua adozione di massa. Ad esempio, Paul Krugman, un famoso economista Keynesiano, ha ridicolizzato la moneta crittografica Bitcoin sostenendo che “Rinforza la causa contro un nuovo sistema aureo, perché mostra quanto un tale sistema sia vulnerabile all’accumulo di valuta, deflazione e recessione”.

Krugman non può essere maggiormente in errore. La deflazione non è un problema nel sistema monetario tradizionale e non lo sarà nell’economia di Bitcoin.

Entro il 2031, dopo che il 99% dei possibili Bitcoin saranno “minati”, terminerà la lieve inflazione programmata e comincerà un periodo di non-inflazione. Nonostante l’offerta di moneta crittografica sarà piuttosto statica, ad eccezione di un lieve logoramento dovuto ai casi in cui piccole parti vengono perse definitivamente, mi riferirò a questo fenomeno come “deflazione” perché il valore di Bitcoin aumenterà nei confronti delle monete politiche e il suo effetto sui prezzi sarà percepito come deflazionario.

A differenza del sistema bancario centrale e delle classi politiche, i quali insistono che la deflazione dev’essere prevenuta a tutti i costi, un’economia con un’unità monetaria che incrementa di valore nel tempo, fornisce importanti benefici economici, quali rate ad interessi tendenti a zero e l’incremento della richiesta in conseguenza a prezzi sempre più bassi.

Diamo uno sguardo ad alcune note dei principali pensatori sulla deflazione.

Rispondendo a un articolo su “The Economist”, Doug Casey fa notare che “in un’economia di mercato libera, senza banche centrali e senza riserva frazionaria, non è possibile che si verifichino costantemente inflazione e deflazione”. Casey afferma:

La deflazione è infatti positiva, perché con essa i prezzi diminuiscono e la moneta diventa più preziosa, in questo modo la deflazione spinge le persone a risparmiare. La deflazione premia il risparmiatore prudente e punisce chi prende il denaro in prestito in modo sregolato. Il modo in cui una società, come un individuo, diventa benestante è producendo più di quello che consuma. In altre parole, risparmiando, non prendendo in prestito. In un regime di deflazione la moneta aumenta di valore e tutti la vogliono. Ognuno tenderà a risparmiare. Invece in un regime di inflazione vuoi liberarti della moneta, consumare, spendere.

Ma non si diventa benestanti spendendo e consumando; lo si diventa producendo e risparmiano.

Jörg Guido Hülsmann è un economista tedesco, autore di Deflazione e Libertà, un’importante monografia che smonta il mito dell’intervento monetario per prevenire gli effetti purificanti della deflazione. Hülsmann scrive:

La deflazione non è intrinsecamente negativa, ed è tutt’altro che evidente che un buon sistema monetario dovrebbe cercare di prevenirla, o ammortizzarne gli effetti a tutti i costi. La deflazione causa un grande numero di sconfitti, e molti di questi sono persone innocenti che non sono state abbastanza sagge da prevederne l’arrivo. Ma la deflazione crea anche molti vincitori, e punisce quegli “imprenditori politici” che hanno prosperato grazie ai rapporti diretti con coloro che controllano la produzione di moneta legale.

La deflazione pone un freno, quantomeno un freno temporaneo, all’ulteriore concentrazione e consolidazione del potere nelle mani del governo, in particolare nel ramo esecutivo. Ammortizza la crescita dello stato sociale, se non alla sua definitiva implosione. In breve, la deflazione è come minimo una grande forza liberatrice. Non solo riporta indietro il sistema monetario inflazionato alle sue solide origini, riporta tutta la società a contatto con il mondo reale, perchè distrugge le basi economiche degli ingegneri sociali, manipolatori e indottrinatori.

L’ex presidente dell’istituto Mises, Doug French, scrive nel suo saggio “In Difesa della Deflazione”:

I prezzi più bassi aumentano la richiesta; non la riducono nè la ritardano. Per questo sempre più persone posseggono TV a schermo piatto, telefoni cellulari e computer portatili: i prezzi di questi beni sono crollati e anche le persone con modesti guadagni possono permetterseli. E ci sono molte più persone con stipendi bassi di quelle con stipendi importanti.

In Una supplica per (una lieve) Deflazione, George Selgin, riconosce correttamente tra la deflazione negativa, guidata dalla richiesta, che è uno spiacevole effetto secondario di una fase di un disinvestimento inflazionario controllato da una banca centrale, e la deflazione positiva che risulta da un incremento di produttività:

La Grande Depressione ha tolto il buonsenso sui costi e il livello dei prezzi. Una nuova generazione di economisti diventò così ossessionata dall’evitare la deflazione negativa, che si dimenticarono di quella positiva. I seguaci di Keynes sostennero le regole inflazionarie, che da allora divennero la norma. Avendo pagato la penitenza per la Grande Depressione, e sofferto l’inflazione per sessant’anni, è ora tempo per noi di riprendere la vecchia logica e riscoprire i benefici potenziali della deflazione.

Ammettere l’esistenza della deflazione positiva dovrebbe avere un effetto salutare sul modo di pensare dei banchieri centrali di tutto il mondo. Aiutandoli a superare le loro paure sul calare dei prezzi, li incoraggerà a dare il colpo di grazia al flagello dell’inflazione mondiale. Ma sarebbe solo l’inizio.
Dopo che l’esistenza della deflazione benigna sarà pienamente apprezzata, la non-inflazione verrà riconosciuta come una regola per una crescita eccellente, e sarebbe solo un piccolo passo sulla strada di qualcosa di ancora migliore.

Non temere la deflazione. Alla fine il mercato raggiungerà un equilibrio tra investimenti e risparmi, perché senza equilibrio i benefici di una strategia basata sul puro risparmio svanirebbero.

Una corretta crescita economica attraverso grandi investimenti porterà a una deflazione condotta dalla produttività.


Traduzione di Aga per Il Portico Dipinto.

 

Commenta su Facebook