di: Andrea Perrone
a.perrone@rinascita.eu
Prosegue la corsa inarrestabile della Cina che “conquista” anche la Spagna.
Non bastava il Portogallo e la Grecia, infatti la Repubblica popolare ha potuto acquistare finora il 12,5% del debito pubblico spagnolo, per un ammontare di circa 25 miliardi di euro. La notizia è giunta durante una visita a Pechino del primo ministro spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero (nella foto). Gli acquisti di titoli di Stato spagnoli da parte di Pechino sono stati utilizzati per “aumentare la fiducia” sulla Spagna, un paese in una situazione finanziaria precaria, ha detto Zapatero in una conferenza stampa. “La Cina, tra i titolari del debito non residenti, è passata da una quota di mercato del 4% al 12% durante la crisi”, ha sottolineato il capo del governo spagnolo.
Il primo ministro cinese Wen Jiabao ha infatti assicurato al premier iberico Luis Rodríguez Zapatero che la Repubblica popolare è disponibile ad acquistare debito spagnolo e ad investire, attraverso i propri fondi, nel processo di ristrutturazione della casse di risparmio (cajas). Giovedì era stata proprio la Banca centrale spagnola a confermare la sua approvazione ai piani delle cajas, concernenti l’esigenza di raccogliere nuovi capitali per un ammontare pari a 15 miliardi di euro.
Jiabao, secondo quanto ha riferito il quotidiano iberico El Mundo, non ha tuttavia specificato l’ammontare dell’intervento, ma fonti della delegazione spagnola parlano di un ammontare “abbondante”. “La Cina ha dichiarato che continuerà a comprare il debito del governo spagnolo, ed è interessato a partecipare alla ristrutturazione delle casse di risparmio, ma è troppo presto per dichiarare una specifica quantità di investimenti”, hanno precisato fonti del governo spagnolo.
Venerdì intanto sono giunte alcune rettifiche sulle intese. Il fondo cinese China International Corporation (Cic) sta considerando un intervento in Spagna, ma ancora non ha deciso e non ha quantificato il possibile volume di investimenti. Così, secondo El Pais, fonti del fondo cinese hanno corretto le indicazioni venute dalla delegazione spagnola che accompagna il premier Zapatero a Pechino, le quali avevano quantificato l’intervento in circa 9,2 miliardi di euro, in particolare nelle casse di risparmio in corso di ristrutturazione. La notizia era emersa durante una riunione fra Zapatero ed i dirigenti di banche e fondi governativi cinesi. Fonti della delegazione iberica, citate sempre dal quotidiano spagnolo, hanno ammesso “un errore di identificazione” confermando però che Pechino intende continuare a comprare debito sovrano spagnolo e intende investire nelle casse di risparmio.
La visita di Zapatero è servita a concludere anche importanti operazioni finanziarie. Da quanto emerso, infatti, il gruppo Gamesa Corporacion Tecnologica acquisterà 300 turbine eoliche da China Resources Power e Longyuan con una potenza complessiva di 600 Megawatt, mentre ZTE esporterà i suoi sistemi di telefonia. Anche Pechino comunque comprerà qualcosa. La spagnola Indra fornirà infatti simulatori di volo per elicotteri, mentre Grupo Antolin, Maxam e Ringo Valvulas apriranno le loro filiali per la componentistica auto in Cina. Ma il dato più importante resta, purtroppo, l’acquisto del debito spagnolo.
Elemento questo che evidenzia ormai l’inarrestabile ascesa economica e finanziaria del Dragone in tutto il Pianeta, Europa inclusa.

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