La Cia imbarazza Obama su Gheddafi ?

WASHINGTON – Dagli archivi abbandonati dell’ex capo dei servizi segreti libici spunta una verità imbarazzante per Londra e Washington.

La Cia e l’MI6 collaborarono con Gheddafi nella repressione dei dissidenti. Addirittura, l’intelligence statunitense catturò in Asia e consegnò a Tripoli Abdel Hakim Belhadj, che fu torturato nella nota prigione di Abu Selim e che ora è un comandante militare degli insorti.

A dieci anni dall’11 settembre l’America fa i conti con il paradosso Barack Obama. Il paradosso di un presidente capace di condannare il paese al destino auguratogli dai peggiori nemici.

Le rivelazioni provengono da documenti trovati dall’organizzazione Human Rights Watch. Un suo rappresentante spiega: “La CIA, secondo questi file, ha consegnato 8 o 9 persone. Non solo ha rapito presunti capi militanti e li ha consegnati ai servizi segreti libici, ma ha anche inviato alla Libia le domande che voleva venissero fatte ai prigionieri, e dai file risulta chiaro che agenti della Cia erano presenti in alcuni interrogatori.”

Le rivelazioni mettono in difficoltà Stati Uniti e Gran Bretagna per due motivi: l’ex capo dei servizi libici con cui collaborarono, Moussa Koussa, è ora rifugiato a Londra, dopo essersi dissociato da Gheddafi. Mentre la vittima del rapimento, che all’epoca era considerato un presunto terrorista, oggi fa parte della nuova leadership di Tripoli.

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