Superando le precedenti falsificazioni dei mass media, sia nelle dimensioni che nell’audacia, la messa in scena di ieri mattina di Al Jazeera sicuramente passerà alla storia come una delle più ciniche bufale realizzate dai media dopo le foto manipolate degli iracheni che rovesciano la statua di Saddam Hussein a seguito della invasione degli Stati Uniti nel 2003.

La mattina del 22 agosto 2011, Al Jazeera ha trasmesso un rapporto ’live’ da Green Square a Tripoli, che sosteneva di dimostrare la cattura della capitale libica da parte delle forze ribelli. Scene di giubilo ed euforia circondavano la giornalista di Al Jazeera Zeina Khodr mentre dichiarava: “La Libia è nelle mani dell’opposizione”.

Le immagini sono state immediatamente riprese dai media globali, che titolavano “La fine del regime di Gheddafi” e speculavano, con i loro editoriali, sul futuro della Libia del dopo-Gheddafi.


E’ stato detto che i figli di Gheddafi erano stati arrestati ed erano state annunciate diverse defezioni. La capitale libica era, come ci è stato detto, ora nelle mani delle forze ribelli. Per molti, è sembrato un fatto compiuto.

Di fatto, le immagini di Green Square trasmesse da Al Jazeera erano un elaborato e criminale falso. Il tutto era stato prefabbricato in uno studio a Doha in Qatar. Questa informazione era stata passata all’ intelligence libica e il popolo libico era stato messo al corrente di questa PSYOPS un paio di giorni prima dalla televisione di stato.

La bufala di Al Jazeera aveva lo scopo di creare l’impressione che Tripoli era caduta in modo da:

(1) spezzare la resistenza libica, creando panico e caos nella capitale.

(2) fornire la copertura per i massacri di civili che si sarebbero verificati nei giorni successivi alla dichiarazione di vittoria dei ribelli.

In altre parole, i media avrebbero fornito la copertura per i crimini di guerra e contro l’umanità necessari al fine di sottomettere la Jamhahirya libica agli interessi occidentali.

Poco dopo che Al Jazeera ha rilasciato queste immagini, ho contattato la giornalista indipendente Lizzie Phelan a Tripoli. La signorina Phelan è riuscita a confermare, attraverso quelle che lei ha descritto come fonti attendibili, che le immagini di Al Jazeera erano false.

Alla fine della giornata è emerso anche che tutti i twitter provenienti dai criminali dal Consiglio nazionale di transizione erano, ovviamente, falsi. I figli di Gheddafi non erano stati arrestati e i ribelli non avevano il controllo della città…

Nel frattempo, Lizzie Phelan, Mahdi Darius Nazemroaya e Thierry Meyssan ricevevano minacce di morte dai giornalisti dei media occidentali che soggiornavano all’Hotel Rixos a Tripoli. Quando molti di questi cronisti hanno abbandonato l’Hotel Rixos, le autorità libiche hanno scoperto che la maggior parte di loro erano agenti della CIA e MI6 che lavoravano sotto copertura.

Mahdi Darius Nazemroaya, Thierry Meysan e altri veri giornalisti sono ora intrappolati all’Hotel Rixos. Nazemroaya ha ricevuto anche un colpo da un cecchino ribelle /NATO quando ha tentato di mettere un cartello sul tetto dell Rixos per far sapere che c’erano giornalisti e proteggere l’edificio dal bombardamento della NATO.

Lizzie Phelan ha contattato un amico ieri per dirgli che era stata minacciata da personale della CNN ed era stata impedita dal poter utilizzare facebook e la posta elettronica.

Di seguito, potete vedere l’avviso dato al popolo libico dai media della psyop di Al Jazeera. Il presentatore racconta ai telespettatori che Al Jazeera ha prodotto una simulazione di Green Square a Tripoli e che hanno intenzione di usare ciò per produrre una gigantesca finzione della ‘liberazione’ della Libia.

L’immagine qui sopra dimostra che i produttori della bufala di Al Jazeera non sono maestri olandesi, poiché le disparità tra la piazza reale a Tripoli e la versione di Al Jazeera sono palesemente evidenti. Le differenze tra l’architettura di Green Square a Tripoli e le foto mostrate di Al Jazeera sono ben documentate nel video qui sotto.

Mentre la finta di Al Jazeera è divertente, è improbabile che l’attrice protagonista Zeina Khodr riceva riconoscimenti per la sua performance. Ha detto che le sue battute erano un po’ meccaniche, come una che non era particolarmente innamorata del copione.

Questa bufala dei media è un altro esempio eclatante della disperazione della NATO, che ha spietatamente bombardato una nazione sovrana per 6 mesi e non è finora riuscita ad effettuare un cambio di regime. Dimostra inoltre ancora una volta il ruolo dei media corporativi nella disinformazione e nella guerra.

Tratto da Global Research
Fonte: Cori in Tempesta

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