Roma, 16 giugno 2011 – La banca Santander, la più grande d’Europa, ha sospeso il finanziamento della controversa diga brasiliana Santo Antonio, a causa dei suoi impatti ambientali. La decisione infligge un durissimo colpo al progetto, contestato in Brasile e da varie parti del mondo. All’inizio dell’anno, tre leader indigeni erano venuti in Europa proprio per protestare contro la serie di dighe progettate nel bacino amazzonico, tra cui la Santo Antonio.

La diga Santo Antonio e quella di Jirau sono entrambe in costruzione sul fiume Madeira a un costo di circa 15 miliardi di dollari. Le due dighe devasteranno le vite di molti popoli indigeni, tra cui i gruppi di Indiani isolati che vivono nella zona.

Si stima che la banca Santander progettasse di finanziare con circa 400 milioni di dollari il progetto, ma ha sospeso il suo finanziamento in attesa di ulteriori studi sull’impatto ambientale e sociale da parte delle autorità brasiliane. Molte associazioni in tutto il mondo, tra cui Survival International, hanno chiesto la cancellazione del progetto.

“Il governo non è ancora venuto a parlare con noi dell’impatto che avrà la diga – spiega Valmir Parintintin, leader della comunità degli Indios Parintintin – Il fiume è come il supermercato per gli Indios. Se la diga verrà costruita, che ne sarà del nostro stile di vita? Forse qualcuno ci porterà del cibo? No. Nessuno ci porterà nulla. Siamo molto preoccupati” ha concluso.

 

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