di : comiromanord 
martedì 27 settembre 2011 – 18h29

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I sindacati fanno spallucce quando si domanda loro cosa sta succedendo nelle riunioni con il Miur sul decreto “Salvaprecari”. Ritardi che sembrano casuali dovuti alla bolgia infernale creata dalle nuove disposizioni che, da una parte, hanno immesso in ruolo qualche migliaio di precari di prima fascia che già lavoravano da molto tempo con contratti annuali, dall’altra parte, hanno escluso altrettante migliaia di precari di prima e seconda fascia dalle convocazioni per l’assegnazione delle supplenze. Una macelleria che era stata annunciata. Accorpamenti di plessi, classi con 27 alunni, insegnanti non sostituiti e tagli di personale docente e non docente che si ripercuotono sulla qualità del servizio pubblico, sulla qualità del lavoro e indirettamente sulla qualità della vita di milioni di cittadini.

Convocazioni che slittano, riunioni sindacali che si spostano, Regioni, come Molise e Piemonte, che stanziano soldi e Regioni che rimangono inerti. A differenza dell’anno scorso, l’applicazione del decreto salvaprecari, attraverso la pubblicazione degli elenchi prioritari, incontra misteriosi ostacoli, rallentamenti mentre cresce l’esasperazione degli animi di insegnanti, collaboratori scolastici e assistenti amministrativi che, dopo anni di servizio, si ritrovano ad oggi disoccupati in attesa di un incarico.

A Bologna, qualche giorno fa, il primo germe di ribellione presso la scuola elementare di via della Beverara: Un gruppo di bidelli rimasti senza lavoro è salito sul tetto dell’edificio.

Qualcosa si è mosso anche a Benevento dove altri precari della scuola sono saliti sul tetto dell’Ufficio scolastico regionale e a Modena in piazza grande si una sorta di flashmob con maschere da invisibili .

E oggi, 27 settembre, a Catanzaro, davanti la sede della Direzione scolastica Regionale si sta tenendo la manifestazione dei precari docenti e Ata della Calabria.

La Scuola si ribella con un pullulare di iniziative diffuse in tutta Italia. Se esse avessero un minimo di coordinamento e riuscissero a superare le divisioni e frazionamenti, a volte strategicamente volute dall’attuale impianto corporativo-sindacale, potrebbero generare una vera e propria insurrezione nazionale, non violenta e non armata, per abbattere l’enorme violenza sottile e subdola, armata di normative, circolari, ordinanze, delibere. Una violenza da parte dello Stato, attraverso i suoi Ministeri dell’Istruzione, dell’Economia e della Funzione Pubblica, contro le persone e contro i principi fondamentali della Carta Costituzionale (Lavoro, Diritto allo Studio, Pari opportunità). Si stanno mettendo in ginocchio centinaia di migliaia di persone e di famiglie ed è quindi da qui , dalla Scuola, che potrebbe nascere un forte e vitale Movimento civico a difesa della dignità di cittadinanza nel paese Italia.

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