Di Tonguessy

Forse non tutti sanno che la democrazia fin dalla nascita ama coniugarsi con l’imperialismo. Intanto chiariamo ancora una volta un fatto storico: nella tanto acclamata democrazia ateniese del periodo classico (V-IV sec AC) solo i padroni potevano partecipare attivamente alla ecclesia (l’assemblea con poteri legislativi e giudiziari). Erano escluse le donne, i meteci (gli stranieri residenti) e, ovviamente, gli schiavi.

In quel periodo la popolazione di Atene si aggirava intorno alle 500.000 persone; di queste erano all’incirca 50.000 le persone che si fregiavano del titolo di Demos (popolo), pur essendo il 10% della popolazione. Cioè la parte ricca e maschile della società.[1]

Le imprese imperialiste di Atene democratica iniziano con la costituzione della Lega delo-attica. Nata come alleanza tra varie polis con lo scopo di difesa comune contro i Persiani, aveva cassa a Delo ed era governata da un consiglio che vedeva ogni città godere di identici diritti. Questo all’inizio. Poi la cassa venne spostata ad Atene (era più sicura, diceva Pericle), ed il consiglio soppresso: ogni decisione veniva presa nell’ecclesia ateniese, che programmò la costruzione di costose opere pubbliche, tra cui il Partenone. I finanziamenti? Ma la cassa della Lega, ovviamente. I soldi non furono però sufficienti (le grandi opere sforano sempre ogni preventivo) e Pericle impose alle città della Lega tributi più alti. Impose loro anche il controllo politico da parte degli ispettori ateniesi, oltre alla moneta ateniese.

Ogni grandeur che si rispetti ha inderogabili aspetti militari. E così Pericle inaugura una politica di aggressione sia nei confronti di Sparta che nei confronti della Persia, sostenendo la ribellione degli Egiziani. Una sua spedizione a favore di questi ultimi (460-457) si concluse con la distruzione di almeno 250 triremi (pagate dalle Lega) e la perdita di 50.000 uomini. L’episodio ci è stato tramandato da Tucidide, che definiva quella di Pericle “una democrazia solo a parole, di fatto il governo del principe”.[2]

Utile ricordare come finirono le cose: Pericle fu costretto a firmare il trattato di Callia con la Persia ed un altro in cui riconosceva l’egemonia di Sparta nel Peloponneso. E fine ancora più ingloriosa fece il suo demagogico “imperialismo democratico”: Pericle nel 431, e contrariamente all’opinione dei suoi concittadini, riapre la sua politica imperialista contro Sparta. Tucidide nel suo libro “La guerra del Peloponneso” afferma: “Il motivo più vero, ma meno dichiarato apertamente, penso che fosse il crescere della potenza ateniese e il suo incutere timore ai Lacedemoni, sì da provocare la guerra.”. Fu la fine: costretto a rinchiudersi all’interno di Atene assediata, le condizioni igieniche peggiorarono fino a far scoppiare la peste che colpirà anche lui, uccidendolo.

Chiariti i rapporti tra democrazia ed imperialismo delle Polis, focalizziamo ora l’attenzione sulla semantica. Forse a voi chiamare “popolo” il 10% della popolazione sembra sensato. Forse per voi fare discussioni democratiche per poi imporre soluzioni non condivise dalla cittadinanza è il senso della democrazia stessa (TAV), così come non tenere in minima considerazione l’opinione di chi sarà obbligato ad imbracciare le armi per sostenere l’imperialismo democratico (Vietnam). Beh, se le cose sono così fin da quando è nata la democrazia, allora qualche motivo di critica i sofisti nel non credere più nel valore assoluto e sacro del verbo ce l’avevano.

Nella Maieutica socratica vengono messe a nudo le contraddizioni dell’interlocutore al chiaro scopo di fare emergere la Verità. Cadendo nelle trappole tese dal filosofo, l’interlocutore si trova a fare i conti con le proprie incongruenze e si vede costretto a modificare il proprio punto di vista. Secondo Socrate “il dialogo è il sommo bene”. Fino ad un certo punto, però. Quando con la sua Maieutica svela che i politici della democrazia ateniese sono solo dei parolai che ignorano il senso stesso di ciò che pronunciano, arriva il processo nel quale il “sommo bene” democraticamente deciso diventa il mantenimento dello status quo (sebbene sommamente impreciso) ed il dialogo cessa. La cicuta farà l’effetto di riportare tale “sommo bene” nei contesti democraticamente previsti.

I sofisti vanno oltre la Maieutica, avendo ben compreso come non esista Verità alcuna se non quella che ognuno (in solitudine o in ampia compagnia, meglio se lobbistica) ha deciso sia tale. Scoprire la Verità non porta a nessun giovamento. Né la Verità né la morte di Socrate hanno portato a significativi cambiamenti: oggi come allora i politici non sanno ciò di cui quotidianamente parlano, e le Verità sono ben misera cosa rispetto ai processi sommari con cui essi ci deliziano.

I sofisti denunciano tutto questo, ed in particolare la mancanza di sacralità nelle parole. Se Demos è il 10% della popolazione, QUALSIASI significato perde di valore. Se giocate barando, ecco spiegati i trucchi che vi fanno vincere. Quando la Verità diventa una faccenda verbale (almeno nei contesti di cui stiamo parlando) ecco che il senso stesso di ciò che dovrebbe essere veicolato viene a mancare. E’ il Relativismo: mancando assunti validi su cui poggiare tutta la comunicazione, la retorica diventa un esercizio di logica e nulla più. Non si comunica nulla perchè è ormai svanita la Verità, assimilata a puro esercizio verbale. Chiedete conferma all’avvocato del politico invischiato in attività mafiose.

Ecco quindi l’Eristica dei sofisti, che ha come unico scopo la vittoria nel duello verbale, senza nessun vincolo rispetto alla Verità. Nell’antica Roma, popolata da ingegneri precisini che nulla lasciavano al caso, un sofista diede ottima prova della sua arte retorica convincendo tutta la platea delle sue tesi. Grandi applausi. Poi iniziò a snocciolare una serie di controargomentazioni altrettanto forti e solide. Quasi lo linciarono. Gli ingegneri hanno bisogno di tabelle e formule precise, nulla più.

La desacralizzazione della Parola non può che essere il parto di un Potere desacralizzato, che ha ormai perso il vero significato di servire la comunità. L’abuso e non più il servizio reso diventano così la prassi. Il potere schiaccia e la parola confonde. La propaganda diventa così il metodo per manipolare quella Verità che i sofisti, già 2500 anni fa, davano per morta. Succede così che la Democrazia ancora oggi goda di ottima salute nonostante sia ormai palese che più di Demos è il Demon che decide e si porta a casa i risultati migliori. E’ l’uomo di Protagora ad ergersi a misura di tutte le cose, e rende flessibile ogni definizione, anche quella di Demos. O di Verità.

Ecco quindi la grande lezione dei sofisti nelle parole del contemporaneo P.K. Feyerabend: “non è vero che abbiamo l’obbligo di seguire la Verità. La vita umana è guidata da molte idee. La Verità è una di esse. Se la Verità, com’è concepita da alcuni ideologi, entra in conflitto con la Libertà, allora possiamo scegliere. Potremmo anche abbandonare la Verità. ” [3]

Per capire a fondo quanto la propaganda (ovvero la parola usata come tappeto per nascondere le sporcizie ideologiche che il potere ha chiamato Verità) sia usata dall’establishment per i propri scopi imperialistici occorre risalire la Storia fino ai tempi attuali, e ascoltare le parole di Hermann Goering (capo della Luftwaffe e vice di Hitler) al processo di Norimberga:

“certo che la gente non vuole la guerra! Perchè dovrebbe un poveraccio volere rischiare la propria vita quando se gli va bene se ne ritorna a casa tutto d’un pezzo? Naturalmente la gente comune non vuole la guerra. Nè in Inghilterra, nè in Russia nè in America, nè in Germania, per quello che conta. Si capisce benissimo. Ma, dopo tutto, sono sempre i leader della nazione a determinarne la politica ed è sempre una semplice questione di irretire le persone, sia che si tratti di una democrazia, di una dittatura fascista , di un parlamento o di una dittatura comunista….sia che abbia o che non abbia voce in capitolo la gente può essere portata dalla parte dei leader. E’ molto semplice.”[4]

 

 Note

[1]http://www.appelloalpopolo.it/?p=2499

[2]http://archiviostorico.corriere.it/2008/luglio/10/Pericle_democrazia_imperialista_co_9_080710132.shtml

[3]http://www.appelloalpopolo.it/?p=4952

[4]http://www.snopes.com/quotes/goering.asp

Fonte: http://www.appelloalpopolo.it/?p=6318

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