di Rom Vunner*

L’Europa dei popoli sta scomparendo proprio in queste ore. Scompare sotto l’indifferenza per la Grecia. Indifferenza da parte del popolo e sciacallaggio da parte di grigi tecnici acculturati al soldo del capitale. Non rimane che l’Europa dei cittadini divenuti sudditi, dei polli pronti a beccare quel che viene servito, ben inseriti nella catena del massimo profitto in attesa della loro ora.

Ormai dovrebbe essere alquanto chiaro che di tecnico non c’è nulla in quel che sta accadendo. Le decisioni che vengono assunte in Italia, come nel resto d’Europa, sono puramente ideologiche. Sono scelte ideologiche perché sottendono un preciso modello di società, si rifanno a una visione ben precisa di relazioni sociali e di guerre prossime venture e vengono imposte senza possibilità di messa in discussione, sono oro colato.

Gramsci aveva messo in guardia sull’egemonia culturale e oggi abbiamo raggiunto un livello spaventoso: trovatemi un solo organo di informazione di massa che stia criticando le scelte fatte, che dica apertamente che le imposizioni verso la Grecia sono criminali. Non si può nemmeno osare. Come poter dar contro a un governo così pulito, lindo, asettico? Chiunque ci provi viene tacciato, oppure chiuso (magari tra le ridicole scuse dei palazzi) come sta accadendo in queste ore a IlManifesto.

L’Europa dei popoli è divenuta impossibile, l’unica Europa è quella che garantisce le rendite riducendo alla miseria la maggior pare della popolazione. Non è un’esagerazione, sta succedendo in Grecia. Oppure è possibile che dalla rapina in corso a spese dei greci da parte delle Istituzioni Europee, quelle che ci rappresentano, nasca una generazione che si riconoscerà nell’Europa? Vi riconoscereste in un popolo che vi toglie financo le aspirine dagli ospedali? Vi sentireste appartenenti di un popolo se questo vi riducesse alla fame in mezzo a una strada? Vi sentireste appartenenti a un popolo se malati o disabili verreste condannati alla morte per inedia? E se foste parenti o amici di queste persone? Non iniziereste a nutrire un odio profondo per quel popolo che vi ha ridotto alla disperazione? Sì popolo, perché non ci si può chiamare europei quando si pensa ai sogni e altro quando si commettono crimini contro l’umanità, la storia insegna che se ne pagherà il conto, e noi italiani dovremmo saperne qualcosa.

L’Europa, e l’Italia, che abbiamo davanti è ormai ben delineata, anche raccontata con leggerezza dai nostri tecnici al governo. L’esempio di mamma Fornero è illuminate: se sei “figlio di” non ti devi preoccupare: se vorrai potrai stare vicino a mami e papi, cullato tra posti pubblici per discendenza e finanziamenti dalle fondazioni dei genitori, se non vuoi ti piazzeranno all’estero in qualche bel posto di una consociata della mami e/o del papi. Se non sei “figlio di”, puoi scegliere tra l’emigrare o il raschiare il fondo qua.

Questi esseri grigi da anni vivono nell’iperurania, dispersi tra i loro pensieri e i loro grafici, ben unti dai quattrini del sistema criminale e assassino che servono con tanta passione, solo dei tecnici. Ricordano altri tecnici, bravi tecnici, bravi padri di famiglia, bravi vicini di casa, amanti della musica e della cultura in generale. Quei tecnici erano bravissimi, riuscirono a far arrivare in orario e senza intoppi i treni pieni di vittime nei campi di sterminio e riuscirono a coordinare una serie di camere a gas e forni in modo davvero efficiente ed efficace, ottimi tecnici davvero.

Esagerato il paragone? Proviamo a spiegarlo che quello che sta succedendo è tutta un’altra cosa a chi rischia di morire per fame, freddo, malattie… per la comprovata bravura dei moderni tecnici. Non essere complici significa opporsi.

*nome nato da un’idea di DB

Fonte: http://danielebarbieri.wordpress.com/2012/02/10/leuropa-dei-po-lli/

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