DI UGO BARDI
The Oil Drum

L’”Energy Catalyser” (E-Cat) è un apparecchio che, secondo due scienziati italiani, sarebbe in grado di risolvere i problemi mondiali dell’energia attraverso una reazione di fusione nucleare. Sfortunatamente, ci sono seri dubbi su queste affermazioni.

Andrea Rossi e Sergio Focardi hanno di recente annunciato lo sviluppo di un dispositivo (l’”energy catalyser” o “E-Cat”) capace di produrre energia utile dalla reazione di fusione a bassa temperatura. Se funzionasse come riportato, l’E-Cat sarebbe una vera rivoluzione non solo nella scienza, ma anche nella vita di tutti i giorni. Avremmo un semplice apparecchio capace di produrre abbondanza di energia a basso costo senza generare quantità significative di inquinanti e che ci farebbe dire addio alla crisi energetica e anche al riscaldamento globale. In un mio post precedente su “The Oil Drum”, ho esaminato l’E-Cat, lasciando aperta la possibilità che si tratti di un vero dispositivo a fusione. Qui riesamino l’argomento sulla base di nuovi dati. Mi sembra ora molto improbabile che l’E-Cat possa funzionare come annunciato. 

L’idea dell’E-Cat è basata sui primi lavori di Martin Fleischmann e Stanley Pons che, nel 1986, avevano annunciato di esser riusciti a fondere insieme i nuclei del deuterio (“fusione fredda”) e di aver ottenuto un’abbondante fonte di energia a basso costo. Purtroppo, le affermazioni di Fleischmann e Pons erano basate su errate misurazioni sperimentali e fu verificato che non c’era una cosa simile alla fusione fredda nel loro allestimento. Cosa che non deve dissuadere altri scienziati dal cercare un simile fenomeno, una ricerca che continua fino ai giorni nostri. Rossi e Focardi hanno riportato che sono stati in grado di fondere i nuclei del nickel con nuclei di idrogeno a bassa temperatura, generando nel processo nuclei di rame e energia utile. In base alle loro dichiarazioni, la reazione deve essere avviata fornendo una qualche energia alla cella di reazione, ma il calore in eccesso prodotto potrebbe essere 30 volte maggiore o anche più.

Le reazioni iniziali alle dichiarazioni di Rossi e Focardi erano di un cauto interesse (ad esempio da parte mia e di Kjell Aleklett), ma anche di un forte appoggio (ad esempio Hanno Essen e Sven Kullander). In ogni caso, queste reazioni iniziali erano basate principalmente sulle affermazioni degli inventori dell’E-Cat. Nella scienza c’è un credo diffuso, e quando un collega ti parla di qualcosa che ha realizzato, non ritieni all’istante che le sue misurazioni siano sbagliate, o che sia una truffa o un imbroglio solo per fare soldi. Comunque, quando le misurazioni sono importanti, quando sono cruciali per lo sviluppo di una nuova teoria o per confutarne un’altra, allora deve essere mostrato in dettaglio che siano state eseguite correttamente e che possono essere ripetute in modo indipendente. Naturalmente, gli inventori non sono obbligati a mostrare esattamente il funzionamento della loro invenzione, ma il loro interesse è quello mostrare che produce i risultati da loro asseriti.

Allora, esaminiamo la situazione dell’E-Cat al momento attuale. Non sono state evidenziate prove dirette che sia avvenuta una reazione nucleare all’interno del dispositivo, come, ad esempio, le emissioni di raggi gamma. L’unica prova disponibile è indiretta e viene dalla gran quantità di calore in eccesso che si dichiara che venga prodotta dal reattore. Visto che si tratta dell’unico fondamento dell’asserzione secondo cui la reazione nucleare ha davvero luogo, il calore in eccesso (sempre che ci sia) prodotto dal reattore dovrebbe essere stato misurato con estrema cura e con tutte le precauzioni necessarie per assicurarsi che sia significativo. Sfortunatamente non sembra questo il caso. La strumentazione per le misurazioni di calore sembra inadeguata e amatoriale; il risultato è poco chiaro e la ripetibilità non è stata dimostrata. Sembra legittimo pensare che la dichiarazione di una “fusione fredda” di Rossi e Focardi si basi su scarse evidenze, o addirittura su nessuna.

Una misurazione calorimetrica ragionevolmente affidabile del calore prodotto dall’E-Cat potrebbe essere ottenuta effettuando cicli di acqua di raffreddamento all’interno di un serbatoio isolato per poi misurare la temperatura dell’acqua. Sapendo la quantità di acqua, sarebbe possibile ottenere una prima stima del calore prodotto. Che, in sé stesso, non sarebbe ancora sufficiente. La misurazione del calore dovrebbe essere validata con la sostituzione dell’E-Cat con un resistore, per poi misurare la potenza necessaria per riscaldare l’acqua alla stessa temperatura raggiunta con l’E-Cat in azione. Ma la prova cruciale sarebbe una in “bianco”, nella quale verrebbe dimostrato che c’è una differenza significativa tra il calore generato da un’E-Cat in funzione e uno strumento dove il “catalizzatore” è assente.

È chiaro, invece, che gli inventori dell’E-cat non hanno fatto niente del genere. Non hanno chiuso il ciclo di raffreddamento, hanno lasciato sfiatare il vapore e hanno stimato l’ammontare del calore creato, ritenendo che tutta l’acqua passata attraverso l’E-Cat venga vaporizzata. Si tratta di un’impostazione molto povera che assicura grossi errori, semplicemente perché non c’è modo di assicurarsi che tutta l’acqua venga vaporizzata. È comunque evidente in questo film che è esattamente il modo in cui la misurazione è stata interpretata.

Anche una strumentazione povera può comunque dirci qualcosa se si prendono precauzioni elementari. Semplicemente usando due E-cat, uno “attivo” e l’altro senza il catalizzatore, si potrebbe vedere una differenza nel caso fosse presente un eccesso di calore. Ma Rossi si è rifiutato di rispondere alla richiesta del test a vuoto. Potrebbe valer la pena ricordare che la caduta delle dichiarazioni del 1986 sulla “fusione fredda” di Fleischmann e Pons iniziò quando non riuscirono a dimostrare di aver eseguito un test a vuoto bianco nei loro esperimenti.

Oltretutto, Peter Ekstrom ha un punto a suo favore quando dimostra che l’E-Cat non produce alcun calore in eccesso. Come risposta, Rossi non ha trovato niente di meglio che definire Ekstrom “un pagliaccio”. Questa risposta è stata immediatamente cancellata dal blog di Rossi, ma può ancora essere trovata sul web, ad esempio qui. Questo è solo un esempio delle attitudini del signor Rossi nei confronti di chi lo critica.

Oltre a questo, potremmo aggiungere altri elementi sospetti. Steven Krivit ha correttamente descritto alcuni punti deboli delle affermazioni di Rossi e Focardi. Intanto, potremmo aggiungere che le misurazioni fatte in Svezia mostrano che il rame che si suppone sia stato creato dalla trasformazione nucleare nell’E-Cat ha la stessa composizione isotopica del rame naturale. Questo non è semplicemente possibile.

Ovviamente, questo non dimostra che l’E-Cat non possa funzionare come descritto, ma l’onere della prova spetta agli inventori ed è chiaro che sono ben lontani dal poter mostrare che il loro apparecchio è una macchina di produzione di energia che si basa sulla fusione nucleare. Sembra che la storia dell’E-Cat si stia rapidamente muovendo verso l’ambito della “scienza patologica“. I grandi proclami di rivoluzioni scientifiche sostenuti da prove scarse o assenti, le ricette ambiziose su come salvare il mondo grazie a un qualche macchinario miracolistico, la pompamagna che vorrebbe simulare una teoria scientifica, gli insulti ad personam per i non credenti, eccetera; è uno schema già visto. Da questo momento, potremmo aspettarci di assistere a un’altra ondata di teorie cospirative collegate all’E-cat. Anche questa volta, passerà.

 

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Fonte: http://www.theoildrum.com/node/8140

27.07.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

 

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