Il 1 settembre a Bruxelles sono stati firmati dai due paesi gli Accordi di partenariato economico, cosiddetti Ape/Epa. Secondo quanto affermato dal ministero del Commercio del Kenya, essi permetteranno al paese di esportare i suoi prodotti in Europa senza l’applicazione di imposte.
Tali accordi avrebbero dovuto essere approvati il 18 luglio scorso dall’intera Comunità dell’Africa orientale (Eac) di cui i due paesi fanno parte, ma la firma era stata sospesa in seguito alla richiesta della Tanzania di avere più tempo per valutare le conseguenze dell’uscita dall’Ue della Gran Bretagna, ex potenza coloniale in molti paesi membri dell’Eac. L’Uganda aveva fin da subito espresso la volontà di adottare una posizione comune, preferendo rimandare la firma degli accordi piuttosto che compromettere il processo di integrazione regionale tra i paesi dell’Africa orientale. Tali argomenti saranno dibattuti al vertice dall’Eac previsto per il prossimo 8 settembre: oltre alla questione degli accordi commerciali, sarà oggetto di discussione anche la decisione di Kenya e Rwanda di agire in autonomia dalla Comunità.

Il Kenya ha particolarmente a cuore la questione, avendo nel mercato europeo il principale importatore dei suoi prodotti agricoli, ortofrutticoli e soprattutto di fiori. Per questo, mercoledì 31 agosto il ministro del Commercio è comparso di fronte al Parlamento europeo, riunito per discutere la chiusura del mercato europeo al Kenya dopo il 1 ottobre. Entro tale data infatti, diversi paesi africani sono chiamati a prendere una decisione in merito: il dibattito è in corso anche nella Comunità occidentale, che vede il Ghana favorevole alla firma, a cui si oppongono invece Gambia e Nigeria.

FONTE: Nigrizia

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