banca

Guest Post di Giuseppe Masala, che ringrazio.
Mentre tutto il mondo guarda alle drammatiche vicende greche in Italia si consuma – nel silenzio generale – un dramma economico altrettanto grave e che potrebbe avere ripercussioni sociali altrettanto drammatiche: la crisi del sistema bancario. Probabilmente fino ad ora questa crisi latente non è esplosa nella sua virulenza solo grazie al Quantitative Easing della BCE che concede alle banche notevole liquidità.
A leggere i rapporti dell’Associazione Bancaria Italiana però non vi è alcun dubbio: il sistema bancario italiano affonda in mare di crediti inesigibili.  A leggere gli ultimi dati resi pubblici – risalenti a maggio 2015 – i crediti inesigibili ammontano alla cifra stratosferica di 194 miliardi e 700 milioni di euro con una crescita rispetto allo stesso mese del 2014 di oltre 25 miliardi. (LEGGI: I CREDITI DETERIORATI DELLE BANCHE ITALIANE)
Come fa notare il sito di informazione finanziaria zerohedge se ai crediti in sofferenza venissero aggiunti anche i crediti incagliati, quelli con pagamenti in ritardo inferiori ai 90 giorni e quelli ristrutturati (cioè venduti a sconto a società specializzate nel recupero) è molto probabile che il famoso aggregato chiamato NPL (Non Performing Loans) dagli anglosassoni abbia superato la stratosferica cifra di 300 miliardi di euro.
E’ evidente che di fronte a simili cifre – pari a quasi un quinto di tutto il Prodotto Interno Lordo italiano – il governo si stia muovendo con urgenza (ma anche con molta discrezione) per costituire la famosa Bad Bank dove smaltire questa valanga di crediti in sofferenza. A tale proposito il Sole24Ore ci informa che Padoan si è recato a Bruxellesper trattare con i commissari europei sulla costituzione di questo veicolo. Sempre il Sole informa che esso sarà a totale carico pubblico e quindi i rischi di perdite ricadranno sull’Erario già stressato da un debito pubblico in ascesa esponenziale (siamo ormai a 2218 miliardi di euro). (LEGGI: LA BAD BANK CHE VERRA’, OVVERO COME REGALARE SOLDI PUBBLICI A BANCHE IN CRISI)
Per il momento zeroconsensus non si esprime sulla possibile soluzione ipotizzata che rappresenterebbe la più grande socializzazione delle perdite della storia d’Italia. Meglio attendere gli eventi e limitarsi a sottolineare la gravità della situazione.
Come se non bastasse la “linea della palma” (per dirla con Leonardo Sciascia)  dei fallimenti e semifallimenti bancari continua a spostarsi sempre di più verso nord.
Le ultime situazioni problematiche sono quelle relative a:
1) Banca Marche le cui condizioni sono talmente disperate che manco il commissariamento della Banca d’Italia sembra aver dato buoni frutti e ormai, per evitare la liquidazione coatta, si parla apertamente di un intervento del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. (LEGGI: QUANTO SONO PROTETTI I DEPOSITI BANCARI?)
2) La Cassa di Risparmio di Bolzano (Sparkasse) ha subito nel 2014 perdite per 200 milioni di euro (su 470 milioni di capitale) a causa dei crediti inesigibili. Per ripianare la precaria condizione gli azionisti vedranno tagliato il valore delle proprie azioni e saranno chiamati ad un corposo aumento di capitale: un vero e proprio Bail-In all’italiana ma con accento altoatesino.
La verità è che se il mare greco segna burrasca quello italiano non è meno pericoloso anche se tutti fanno finta di nulla.

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