LE principali banche di Usa, Uk, Germania e Svizzera sono accusate di concorrenza sleale nel mercato dei derivati.
NEW YORK (WSI) – L’accusa è di quelle pesanti: le banche americane e due operatori di mercato si sarebbero messi d’accordo per manipolare il mercato dei derivati.

Una serie di fondi pensione hanno presentato istanza nel 2014 contro 12 big di Wall Street, contro Markit e contro l’International Swaps and Derivatives Association per aver cospirato contro la concorrenza nel mercato dei credit default swap, gli strumenti derivati per assicurarsi contro eventuali fallimenti del debito.

Sempre nell’ambito della stessa causa legale, negli ultimi mesi tre gruppi attivi nel mercato dei contratti swap, Pimco, BlueMontain Capital Management e Citadel sono stati citati a comparire in tribunale in riferimento all’inchiesta per concorrenza sleale.

Lo hanno riferito al Wall Street Journal persone a conoscenza dei fatti,

I tre fondi sarebbero stati vittima delle pratiche scorrette. Citadel ha ricevuto l’ordine di comparire in tribunale relativamente a CMDX, una piattaforma di trading nel mercato dei credit swap lanciata nel 2008, proprio nel bel mezzo della crisi subprime, insieme al gruppo CME. Il tentativo sarebbe stato ostacolato dalle banche citate a giudizio.

Ciò non ha impedito a Citadel di diventare tra i primi attori del mercato degli interest rate swap in Usa. Nel secondo trimestre la divisione del fondo hedge, Citadel Securities, aveva in mano la maggiore quota di mercato se si calcola il numero di scambi effettuati e la terza maggiore percentuale in termini di dollari passati di mano.

Il Dipartimento di Giustizia americano ha confermato di aver avviato nel 2009 indagini contro pratiche di trading e servizi di informazione nel mercato dei derivati, ma ha anche precisato di non aver ancora incriminato nessuno.

Gli istituti di credito accusati sono Bank of America, Barclays, BNP Paribas, Citigroup , Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs, HSBC, JP Morgan Chase, Morgan Stanley, Royal Bank of Scotland e UBS.

Fonte: Wall Street Journal

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