Da Sito Aurora

Alessandro Lattanzio, 3/6/2015

FGi2ngE Le forze alleate dell’asse Iran-Iraq-Siria-Hezbollah si riorganizzano preparando le operazioni per contrastare l’offensiva islamo-atlantista cogestita da Turchia (fazione Erdoghan) e Arabia Saudita, sostenitori di Jabhat al-Nusra (al-Qaida), e da NATO, Israele e Turchia (fazione Gulen), sostenitori dello Stato Islamico (Gladio-B). Le operazioni anti-terroriste organizzate dalle forze armate iraniane e siriane, e dalle milizie popolari irachene e libanesi riguarderanno probabilmente almeno due offensive coordinate tra esse sul fronte siriano (probabilmente Tadmur) e sul fronte iracheno (Ramadi), per ridurre l’aggressività dello Stato islamico, ultimamente celebrato e propagandato quale organizzazione taqfirita invincibile da al-Jazeera e dai media sauditi ed occidentali. Propaganda che, anche nel caso di ‘vittorie’ sul campo, non corrisponde quasi mai alla realtà dei fatti (si veda il caso della Jamahiriya Libica).

L’operazione per la liberazione di Ramadi, capitale della provincia di Anbar, in Iraq occidentale, è stata battezzata dalle Hashid al-Shabi (Forze popolari), “Operazione Labaiq Ya Iraq” (Siamo al servizio dell’Iraq). Il Pentagono esprimeva delusione per la prevalenza delle milizie sciite irachene in un’operazione nel cuore sunnita dell’Iraq. Con incredibile ipocrisia, il portavoce del Pentagono, colonnello Steven Warren, aveva detto che “la chiave della vittoria, il tasto per espellere il SIIL dall’Iraq è un Iraq unificato. Un Iraq unificato senza divisioni settarie, unito contro questa comune minaccia operando per espellere il SIIL dall’Iraq. La soluzione è un governo iracheno unito“. Gli statunitensi erano riluttanti ad inviare le milizie sciite nell’Anbar, una provincia prevalentemente sunnita, ma la presa di Ramadi infliggeva un duro colpo alla coalizione guidata dagli USA spingendo Baghdad ad approvava l’immediato invio delle milizie popolari, di cui Washington diffidava, “Molte milizie non sono sotto il controllo del governo centrale” iracheno, diceva Warren. Infatti Obama aveva suggerito al governo iracheno di attivare le milizie tribale sunnite per contrastare, con il sostegno dell’Aeronautica degli Stati Uniti, l’assalto del SIIL. Ma Baghdad invece inviava 25000 miliziani delle Brigate Hezbollah, Imam Ali e Badr, e la 30.ma Brigata meccanizzata dell’8.va Divisione dell’esercito iracheno nella base militare di Habaniyah, in vista della controffensiva contro il SIIL.
Per occupare Ramadi, presidiata ca circa 7000 soldati iracheni, lo Stato islamico aveva utilizzato almeno 30 autobombe, di cui 10 camion-bomba del tipo utilizzato nell’attentato di Oklahoma City nel 1995, rivelando una mano molto nordamericana in tale tipo di operazioni terroristiche. In precedenza, il 18 maggio, il ministro della Difesa iraniano Generale Hossein Dehqan e il ministro della Difesa iracheno, Qalid al-Ubaydi, s’incontravano a Baghdad per organizzare la difesa contro il SIIL, mentre aerei da trasporto iracheni C-130J Hercules si recavano a Teheran per trasportare i rifornimenti militari iraniani.
Tra la fine di maggio e l’inizio di giugno 2015, tramite un accordo siriano-iraniano-iracheno oltre 20000 soldati iraniani, iracheni e libanesi sarebbero stati inviati nella zona di Idlib. Secondo il quotidiano libanese al-Safir, “La mobilitazione nel nord della Siria non ha precedenti dallo scoppio della guerra quattro anni fa. Una mobilitazione di tali dimensioni interrompe la tacita comprensione turco-iraniana per evitare il confronto diretto sulla Siria“. Il comandante della Forza al-Quds delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, Generale Qasim Sulaymani, si era recato sul fronte di Jurin, dove le forze siriane si preparano ad affrontare l’assalto islamista-atlantista, promettendo “sorprese” per la NATO e gli USA. “Il mondo sarà sorpreso da ciò che noi e la leadership militare siriana prepariamo per i prossimi giorni“. Il comandante iraniano aveva incontrato il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito arabo siriano e i comandanti di Hezbollah durante la visita segreta in Siria.
CE5DsudUIAAZzHIInfatti, il ripiegamento delle forze siriane nella provincia di Idlib e da Tadmur rientra in un cambio di strategia di Damasco che prevede di rafforzare la presenza militare siriana nelle aree principali governative, da Lataqia ad Aleppo, da Homs a Damasco. Difatti, come dimostra il sito filo-islamo-atlantista Oryx, le truppe siriane avevano lasciato Tadmur dopo aver ritirato il grosso del materiale bellico; difatti nella base aerea di Tadmur i terroristi del SIIL poterono catturare solo 5 pezzi di artiglieria, qualche arma antiaerea e mezza dozzina di veicoli siriani inutilizzabili, oltre che 5/6 radar risalenti agli anni ’60/’70 e delle carcasse di 2 elicotteri distrutti. In realtà Tadmur è in pieno deserto, l’intenzione dello Stato islamico sarebbe stata quella di collegare il ‘califfato’ dal Mosul ad Homs; ma più probabilmente era distrarre risorse e mezzi dal fronte del Qalamun, dove il SIIL ha subito una pesante sconfitta; così come nei fronti ancora aperti, come Dayr al-Zur, Aleppo oppure Hasaqah, dove ha perso il controllo su oltre un 100 di villaggi. Invece di seguire una strategia, accumulando uomini e mezzi su tali ultimi fronti, lo Stato islamcio aveve deciso di lanciarsi al centro della Siria, allungando le linee di rifornimento nel deserto, e questo mentre a Ramadi incominciano a incontrare la resistenza delle forze irachene. Tutto ciò nella speranza che occupando o facendo credere di occupare Tadmur, Damasco di distraesse dai fronti del Qalamun e di Idlib, dove il SIIL e le altre organizzazioni terroristiche subiscono sconfitte o sono bloccate, disperdendo mezzi e uomini preziosi per la difesa della frontiera con Libano, Israele e Giordania, da cui tagliare i rifornimenti per le organizzazioni terroristiche attive in Siria. “Gli accuratamente selezionati resoconti dei media occidentali continuano a presentare lo Stato islamico quale fattore nella regione settentrionale dell’Afghanistan al confine con l’Asia centrale. Radio Free Europe e Radio Liberty, collegate all’intelligence degli Stati Uniti e che svolsero un ruolo chiave nella Guerra Fredda, la scorsa settimana avevano diffuso un pezzo inquietante sullo Stato islamico, praticamente dandogli un peso in Afghanistan assai lontano dalla realtà sul campo”. Va ricordato che Radio Free Europe e Radio Liberty sono emittenti della CIA finanziate da Soros, completamente gestite da neonazisti dichiarati e dedite alla propaganda anti-siriana, anti-iraniana e anti-russa. Il pubblico di queste radio è composto da nazisti fanatici e da nostalgici delle junte militari latinoamericane; basta fare un giro sulle loro pagine facebook per incontrarvi solo tale feccia. Inoltre, al quadro si aggiunge la propaganda filo-islamista e anti-sciita di Human Rights Watch, ONG finanziata dal governo statunitense, che accusa le milizie popolari irachene di rappresaglie e saccheggi contro i civili sunniti; lo scopo ultimo di tale propaganda è giustificare l’invio di truppe statunitensi in Iraq, invocato dal senatore statunitense John McCain, presidente del Comitato forze armate del Senato, e da Frederick Kagan, artefice della “Spinta” militare del 2007 in Iraq, e che dichiara che la caduta di Ramadi “sabota completamente” i piani per liberare Mosul, “Credo che la battaglia per Ramadi sarà abbastanza difficile“. L’ex-generale dei marines Gregory Newbold, consigliere di Obama nel 2008, disapprovava la strategia statunitense in Iraq, invocando l”escalation della campagna aerea e delle forza di terra statunitensi. “Quello che dobbiamo fare… dev’essere così decisivo ed avere un effetto tale che lo Stati islamico ne esca umiliato, come ideologia e come forza”.
Ma la ‘strategia’ statunitense in realtà ha sempre favorito la sua creatura, il ramo mediorientale di Gladio, ovvero Gladio-B, pubblicamente presentato dai media islamo-atlantisti come ‘Stato islamico’. A ribadirlo era la dichiarazione del primo ministro iracheno Haydar al-Abadi, che ammetteva che il SIIL a Mosul, nel giugno 2014, aveva catturato 2300 autoveicoli Humvee, 40 carri armati M1A1, un centinaio di blindati, 52 obici M198 e 74000 fucili d’assalto e armi automatiche. Un arsenale di fatto ceduto ai terroristi taqfiri dagli statunitensi e dai loro alleati ex-baathisti della fazione Husayn, presenti nell’amministrazione e nelle forze armate irachene. Intanto, presso Mosul, a conferma del coinvolgimento di Gladio nelle operazioni terroristiche in Medio Oriente, un agente dei servizi segreti turchi (MIT) operativo nel SIIL veniva catturato dai peshmerga, durante i combattimenti del 24 maggio nel villaggio di Sehelil, presso Mosul, che avevano lasciato 17 peshmerga e 35 terroristi morti. L’agente del MIT proveniva dalla provincia di Erzurum dove fu arrestato in Turchia per omicidio e condannato a 30 anni di carcere, poi rilasciato solo per aderire al SIIL come agente dei servizi segreti turchi. L’agente turco veniva consegnato al comando centrale dell’intelligence curda di Zerevani.

L'agente dell'intelligence turca dello Stato islamico catturato dalla mizlia curda

L’agente dell’intelligence turca dello Stato islamico catturato dalla milizia curda

Terroristi dello Stato islamico catturati dalle forze irachene

Riferimenti:
Analisi Militares
Anfenglish
Cassad
Mondialisation
NEO
RussiaToday
StopWar
Uskowi on Iran
Uskowi on Iran
Uskowi on Iran
Zerohedge

In Iraq, le forze iraniane schierano un nuovo sistema lanciarazzi multiplo (MLRS)

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