Di Caleb Maupin

 

8 giugno 2014

 

Il problema del cambiamento del clima sta angosciando quasi tutti. Mentre una piccola minoranza può negarne l’esistenza, o mettere in dubbio i rapporti della comunità scientifica riguardanti le sue cause, è universalmente riconosciuto come un  grave motivo di preoccupazione.

 

I mega uragani dello scorso decennio sono strettamente legati all’aumento delle temperature dell’acqua del mare, e questo è soltanto un piccolo assaggio di quello che

 

Potrebbe avvenire. Si deve fare qualche cosa; la domanda è: che cosa?

 

Le risposte dei governi di tutto il mondo alla crisi ambientale e ai catastrofici eventi     atmosferici che provoca, sono varie. Sono stati firmati diversi trattati. Si sono tenute conferenze internazionali per discutere il problema. Si sono condotte molte ricerche, e sono stati proposti molti piani diversi per cambiare il rapporto degli umani con l’ecosistema.

 

La Rivoluzione bolivariana del Venezuela ha appena annunciato il suo piano per combattere il cambiamento del clima. Claudia Salerno, vice ministro per il Nord America presso la Missione Venezuelana alle Nazioni Unite, ha spiegato le proposte del suo paese  per combattere il cambiamento del clima in un incontro speciale con la stampa il 30 maggio. Ha riassunto il piano, dicendo: “Il contributo del Venezuela è di cambiare il sistema, non il clima.”

 

Quando la Salerno ha esposto i dettagli del piano, è diventato chiaro che il governo venezuelano è consapevole di quello che così tanti ambientalisti negli Stati Uniti non    riescono a decidersi a dire. Il fallimento dei governo di tutto il mondo di occuparsi della crisi ecologica che si sta svolgendo, è causata da una cosa: i profitti. I cambiamenti che  devono essere fatti immediatamente per la civiltà umana per fermare la crisi del clima, intaccano tutti la capacità dei miliardari di fare  soldi. Bisogna che vengano attuate limitazioni e regolamenti. Le nostre economie stanno danneggiando l’ambiente,” ha dichiarato la Salerno.

 

Ha poi fatto notare che cosa ha fatto il Venezuela. Ha parlato di come la costituzione bolivariana protegga l’ambiente. Sebbene il  Venezuela produca una grande quantità di petrolio, il 70% dell’energia del paese è idroelettrica. Il Venezuela investe 500 milioni di dollari all’anno in energia alternativa. Il governo bolivariano ha già sostituito 155 milioni di lampadine inefficienti, con quelle ecologiche di recente ideate. Un programma per sostituire altri elettrodomestici con quelli ecologici è in via di realizzazione.

 

In Venezuela un totale di 58 milioni di ettari di foresta è protetto, e si sta dando corso a un massiccio programma di riforestazione. Il governo venezuelano ha creato un massiccio sistema di mezzi  pubblici  e lo sta ampliando. Specificamente i piani comprendono i collegamenti tra la campagna e le città, e abbattere  la divisione esistente tra le parti rurali e quelle urbane del paese. Il trasporto pubblico p molto più pulito, molto più efficiente, e molto migliore per l’ambiente globale.

 

La Salerno ha spiegato che lo sforzo di combattere  il cambiamento di clima deve andare “oltre il governo.”Si deve creare un movimento di massa di consapevolezza pubblica. Il piano del Venezuela per  combattere  il cambiamento di clima, come è stato espresso dalla Salerno, comprende l’espansione della democrazia partecipativa e il coinvolgimento dei venezuelani  comuni nel cambiare attivamente l’economia e la cultura. Comprende anche il provvedere sempre più istruzione gratuita, perché quando le persone vengono educate, inquinano meno.”

 

I cambiamenti resi possibili dalla rivoluzione

 

La Repubblica Bolivariana del Venezuela è il prodotto di lotte di massa. Hugo Chavez iniziato il processo rivoluzionario dopo essere stato eletto democraticamente, ma quasi immediatamente ha affrontato un tentativo di colpo di stato da parte delle forze di “opposizione” allineate con gli Stati Uniti. Dopo un’insurrezione di massa dei venezuelani comuni e dei soldati dell’esercito, il golpe è stato respinto e Chavez è tornato al potere. Chavez ha costruito un movimento di massa di sindacati, assemblee di comunità e altre che hanno appoggiato la sua presidenza e sostenuto le sue politiche. Con una nuova costituzione, il Venezuela si sta ora prendendo le proprietà dei capitalisti stranieri e sta promuovendo le cooperative di lavoratori. Il successore di Chavez, Nicolas Maduro, cerca di continuare il “Processo bolivariano” iniziato da Chavez  e il movimento popolare di massa che lo segue. Il loro scopo è la creazione di una società socialista, e ogni giorno va avanti il dibattito sul modo di raggiungere questo fine.

 

I ricchi capitalisti venezuelani e i loro alleati negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, stanno cercando di rovesciare il governo venezuelano. I media statunitensi demonizzano Maduro e il Partito Socialista Unito e li chiamano “dittatori” malgrado le elezioni vinte legittimamente e con grande margine. La ”opposizione”venezuelana è diventata sempre più violenta bruciando edifici, e creando disordini, mentre continua a essere sostenuta dagli Stati Uniti.

 

I funzionari venezuelani hanno sottolineato che questi tentativi massicci non sono “sufficienti”. Vogliono fare parte di una conversazione globale sulla creazione di un piano a lungo termine per combattere la crisi climatica, e per assicurare salvezza e sicurezza alle generazioni future. La Salerno ha sollecitato unarivoluzione all’interno dell’ONU” per permettere che i programmi vengano attuali a livello internazionale. Il Venezuela spera che  si possa stabilire un accordo legalmente vincolante per combattere il cambiamento del clima, e che tutti gli stati possano essere obbligati a prendere certe misure.

 

Se l’economia continua a essere strutturata come è attualmente, al comando di un piccolo gruppo di banchieri occidentali a Wall Street, a Londra e a Berlino e Francoforte, le cose non cambieranno. Il Venezuela che va verso il socialismo con il suo “Processo Bolivariano”, guida il mondo nella lotta al cambiamento del clima. Ha preso importanti misure all’interno dei suoi confini e spera di trascinare altri paesi lungo la strada della sicurezza ecologica. Non ci si dovrebbe sorprendere che queste misure  radicali per la costruzione di un futuro migliore per il pianeta mediante per ristrutturazione  dell’economia, vengano da una nazione che è sfuggita al controllo di Wall Street.

 

Dato che la Cina è al primo posto al mondo per la tecnologia ecologica, e Cuba viene lodata per i suoi orti urbani,* perché tutti dovrebbero continuare a pensare che Wall Street ha la risposta alla crisi climatica?  Le pubblicità che dicono “oltre il petrolio” e i trucchi della commercializzazione sui prodotti “organici” ed“ecologici” non ci salveranno.

 

La Salerno ha descritto il processo in Venezuela come “cambiare le cose dal basso verso l’alto”. Tali cambiamenti sono soltanto possibili se si rovescia l’attuale organizzazione economica, dove i miliardari ci portano verso la guerra, la povertà e i disastri climatici.

 

http://www.viviconsapevole.it/articoli/la-forza-della-comunita.php

 

Caleb Maupin è un analista politico che vive a New York City ed è attivista con il l’International Action Center e con il Partito Mondiale dei Lavoratori (Workers World Party). Ha fatto parte del movimento Occupy Wall Street.

 

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

 

www.znetitaly.org

 

Fonte: http://zcomm.org/znet/article/venezuela-capitalism-and-climate-change

 

Originale: R.T.com

 

Traduzione di Maria Chiara Starace

 

Traduzione © 2014 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

 

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