di Peppe Meola
E così, nonostante tutto (profezie apocalittiche incluse) siamo arrivati alla fine del 2012. E’ stato un anno intenso, che ricorderemo soprattutto per la triste esperienza del governoMonti.
Triste per il modo in cui questo governo è nato; triste per come ha operato; ed ancora più triste per quello che ci ha lasciato.Nonostante la potentissima copertura delle lobbies bancarie e finanziarie, ed il sostegno mediatico trasversale, i fatti ed i numeri sono lì a testimoniare il fallimento del nostrosupertecnico.

Tranne che per i rendimenti dei Titoli di Statonon c’è un solo indicatore dell’economia reale che non sia peggiorato.
Mario Monti ha preso in mano un’Italia che si avviava verso la recessione, e l’ha traghettata fino alle sponde delladepressione.
Non c’è bisogno nemmeno di andare a cercare dati, tabelle e complessi studi econometrici: basta guardarsi intorno. Il sistema economico sta crollando sotto i nostri occhi. Ognuno di noi sta vedendo aziende grandi e piccole chiudere, amici e conoscenti rimanere senza lavoro.
Le aziende fallite sono più di 100.000, una morìa senza precedenti.
consumi sono calati in ogni settore, portandosi dietro un drastico calo della produzione. La qual cosa, a sua volta si trascina dietro l’aumento della disoccupazione, con quella giovanile che ha raggiunto la surreale percentuale del 35%.
Il deficit è aumentato di conseguenza, ed il debito pubblico è cresciuto di altri 100 miliardi solo nel 2012.
La stretta fiscale è da assedio a Fort Apache. In questo deteniamo un tristissimo primo posto mondiale, con la fantasmagorica percentuale del 55%.
Ci siamo ritrovati sulla testa una mazzata come l’Imu, basata su una rivalutazione degli immobili del 60%, che alla luce del mercato immobiliare attuale è un delirio vero e proprio.
E cosa ci fa il governo con una parte ingente di quella tassa? Ovviamente il solito regalo agli amici banchieri in difficoltà: 3,5 miliardi di aiuti al Monte dei Paschi di Siena!
Potremmo continuare parlando dello sperpero allucinante per l’acquisto dei nuovi giocattoli da guerra dell’Aereonautica: 15 miliardi.
Oppure delle gentili esenzioni fiscali e prebende varie al Vaticano…ma non la finiremmo più.
Abbiamo vissuto un anno all’insegna dell’austerity, propagandataci come via per l’alleggerimento della crisi. I fatti ed i numeri ci hanno dimostrato che invece l’agenda Monti è stata il volano della recessione.
Nonostante ciò, Mario Monti è ancora al centro della scena politica; ed il 2013 potrebbe vederlo ancora al governo di questa malandata Nazione.
Con queste premesse il nuovo anno non si annuncia granchè bene…
Mi piacerebbe chiudere con una spruzzata di speranza ed ottimismo, ma bisogna essere realisti: il 2013 non sarà un anno migliore. A meno di voler credere ad un miracolo.
Quel miracolo avrebbe anche un nome: risveglio e riscossa degli italiani dall’apatia catodica.
Al momento non ne vedo i segni. Ma l’anno che verrà sarà lungo
Buon anno a tutti
e naturalmente…

Stay tuned
Commenta su Facebook