Di Viator

Il borioso sarcasmo che gli scettici di professione riversano su chiunque si azzardi a nominare le parole ‘complotto’ e ‘cospirazione’ rappresenta di per sé stesso – specie di questi tempi – un indizio a suffragio delle teorie del complotto.

Partiamo da un dato basilare. Il complotto non è una astratta formula letteraria come potrebbero essere i vampiri, gli zombie e Godzilla. Non è nemmeno necessario disturbarsi a studiare gli archivi storici per rendersi conto come nella vita reale i complotti siano all’ordine del giorno; basta guardarsi intorno: tutte le volte in cui due o più individui di comune accordo agiscano con l’intento di danneggiare una terza parte inconsapevole, ha luogo un complotto.

Amanti diabolici che tramano per uccidere il coniuge incomodo; alimenti spazzatura, farmaci, materiali edili, apparecchi tecnologici immessi sul mercato in assenza di studi scientifici che ne comprovino la innocuità oppure ignorando i responsi degli stessi; organi istituzionali che promulgano leggi dello Stato dal contenuto fraudolento, antidemocratico, agendo con la becera destrezza di un baro da osteria; politici che truccano gare d’appalto, lottizzano selvaggiamente fino al giorno in cui viene giù tutto e la cosiddetta informazione titola: TRAGEDIA, oppure SCANDALO, quando invece dovrebbe titolare: COMPLOTTO.

Eh già. Perché in un assetto politico repubblicano fondato sui proverbiali pesi e contrappesi, semplicemente non è possibile che una frode o un abuso ai danni della collettività sia attuato da una singola volontà. Le volontà coinvolte non possono che essere di diversa ‘appartenenza’, ed il loro operato non deve necessariamente contemplare una azione, ma può limitarsi ad una omissione.

Tuttavia, a sentire alcuni personaggi (come ebbi a scrivere in un altro post, alla fine poco importa se si tratti di debunker prezzolati o scettici sinceri; sempre di miopia autolesionistica si tratta – v. post correlati) sembra che ogni fattispecie complottistica non sia altro che il frutto di menti malate.
Fior di  giornalisti e sedicenti intellettuali nei salotti televisivi si affrettano a dissociarsi in tutti i modi dalla vituperata mentalità dietrologica, al punto che nei rari casi in cui per coincidenza si trovino ad obiettare al coro sinfonico delle veline di regime, tengono a premettere che il loro intento non sia assolutamente quello di fare della dietrologia; quasi come se la dietrologia fosse di per sé un reato, una attività riprovevole di cui doversi vergognare. Questa al mio paese si chiama autocensura indotta da un regime di psico-polizia.

Signori, sveglia. La neo-lingua è già tra noi. Ci stanno manipolando culturalmente. Come esperti prestigiatori stanno prendendo le parole e ne stanno traviando il senso in funzione del loro tornaconto. Dietrologia non vuol dire paranoia, e il complotto non è un espediente drammatico per opere di finzione. Le missioni di pace della NATO hanno poco a che fare con la pace. Ciò che chiamiamo internet, faremmo bene a chiamarlo con il suo vero nome, ossia Google s.p.a. Chi sostiene che i ‘potenti’ ladri debbano essere puniti severamente ed esemplarmente non è affatto un giustizialista, nè un forcaiolo. E ancora, le misure ‘salva-Italia’ in realtà non stanno salvando l’Italia.Anarchico non vuol dire violento e sionista non vuol dire ebreo. Dietetico non vuol dire salubre. Occulto non vuol dire paranormale (leggi il post). Mentre termo-valorizzatorevuol dire sempre inceneritore, nucleare vuol dire sempre atomico e riservato vuol dire sempre segreto. Eccetera eccetera.

Mi chiedo se gli scettici abbiano mai sentito parlare di golpe e colpi di stato. Basta fare una piccola ricerca su internet per appurare quanti colpi di stato, più o meno sanguinari, si siano consumati nel corso della storia. Ebbene, sappiate che la operazione che in tutti quei casi ha condotto alla usurpazione del potere è stata invariabilmente preceduta da un insieme di pianificazioni segrete che risulta difficile non definire complotti. E cosa potrebbe succedere quando il potere da usurpare di cui sopra appartenga (per lo meno formalmente) al popolo? Avanti, questa è facile; potete arrivarci da soli.
Ma non solo. Tutte le volte in cui la vittima di un complotto abbia avuto la fortuna di essere messa in guardia da qualcuno consapevole del pericolo ma sprovvisto di prove definitive che avallassero il suo allarmismo, ci si è trovati di fronte ad una teoria del complotto.
Quando negli anni ’50 il sistema pubblicizzava le sigarette come salubri con l’avallo della associazione dei medici americani, vi fu qualcuno che cercò di mettere in guardia la gente sul fatto che il tabacco potesse non essere salubre come andavano sbandierando istituzioni sanitarie e mass media, e che in realtà fosse in atto un complotto ordito dalla industria del tabacco in combutta con il sistema sanitario, ai danni dei cittadini inconsapevoli. Ebbene, costui fu definito complottista, le sue argomentazioni bollate come teorie del complotto, e milioni di persone si buscarono il cancro ai polmoni.

Quando verso metà secolo scorso fu propugnato lo annullamento dei ruoli sociali e culturali dei due sessi, spacciandolo per equiparazione dei diritti, dietro la spinta propulsiva delle nuove luccicanti ideologie cosiddette ‘progressiste’, qualcuno si sgolò avvertendo che ciò che in tanti percepivano come conquiste di libertà erano in realtà l’opposto; il frutto di una campagna di persuasione su larga scala mediante la quale il potere stava introducendo nello ecosistema sociale – fino ad allora tutto sommato funzionante – una serie di micidiali agenti destabilizzanti finalizzati alla omologazione sessuale, alla corrosione della famiglia, allo isolamento degli individui, al contenimento delle nascite, allo asservimento delle donne alle logiche mercantili, e alla produzione di nuove generazioni diprolet educati da videogiochi e televisione. Costui fu etichettato come fanatico religioso, retrogrado e moralista. Oggi che la crisi della società sta manifestandosi in tutta la sua prorompente carica egoistica, isolazionistica e liberticida; che i giovani crescono senza punti di riferimento; che le mogli emancipatesi dai coniugi hanno finito per asservirsi al Grande Marito, oggi forse qualche ex sessantottino si sarà ricreduto. Di certo si ricrederanno i suoi nipoti.

Quando negli anni ’90 alcuni cittadini si sbracciarono per mettere in guardia l’Italia che Tangentopoli non fosse un fenomeno ‘spontaneo’, innescato da un miracoloso ‘risveglio’ di una magistratura fulminata sulla via di Damasco e di colpo consapevole della corruzione regnante praticamente in ogni ambito politico e istituzionale, e che si trattava di un complotto per mettere fuori gioco una classe politica non più gradita alla plutocrazia anglo-americana in quanto assai poco propensa a farsi veicolo degli ‘ideali di integrazione europei’, costoro furono etichettati come complottisti. Ricordo che io stesso da ingenuo boccalone considerai quei signori finti complottisti orfani del PSI. Successivamente però alcuni eventi chiarirono piuttosto limpidamente quale fosse la realtà, e quanto imprescindibile fosse per il potere la ratifica del famigeratoTrattato di Lisbona (ex Costituzione Europea, precedentemente bocciata in ogni paese ove fu sottoposta a referendum): Nel 2004 il secessionista Bossi incorse in un grave problema di salute; Nel 2008 il nazionalista austriaco Haider morì in un incidente automobilistico; nello stesso anno le ali estreme parlamentari italiane ‘persero’ le elezioni e sparirono dalla scena politica appena in tempo per non creare grattacapi alla ratifica del TdL, effettuata alla chetichella, complice il silenzio della cosiddetta informazione, nel pieno della estate del 2008, con il consenso unanime, bulgaro dello intero parlamento italiano. Una sorprendente serie di coincidenze.

Quando in tempi non sospetti il professor Giacinto Auriti (leggi il libro) denunciava il signoraggio bancario reclamando la sovranità monetaria, intentando cause in merito e vincendole pure, le sue argomentazioni ed i suoi successi giudiziari furono giudicati poco rilevanti da stampa e addetti ai lavori. Ebbene, alla luce degli eventi attualmente in corso in occidente e di quelli di là da venire, ormai ben delineati allo orizzonte, mi chiedo se gli ‘addetti ai lavori’ oggi siano ancora disposti a sostenere le posizioni di allora. Occhio, paisà, perché qui non siamo a Napoli, e il passato non lo scordiamo. Molti dei sedicenti professori, giornalisti ed economisti italiani – inappuntabili esemplari di Yes Men, autorevoli esperti con il senno di poi, le cui responsabilità circa l’attuale mattanza economica sono enormi – forse dovrebbero pensare di darsi al salto con l’asta, meglio se giù da una rupe. E invece questi miserabili ce li ritroviamo ancora in tv a fare gli opinionisti.

Quando – per chiudere con gli esempi facili – la Manchester University presenta uno studio in cui dimostra scientificamente che la epidemia di cancro che sta decimando l’occidente non sia affatto naturale (leggi), e nessuna testata giornalistica ne fa cenno, e nessun esponente della classe dirigente lancia un grido d’allarme … ebbene viene il sospetto che qualcosina ai piani alti non funzioni a dovere. Come vogliamo chiamarlo? Ottimismo? Distrazione? Fatalismo? Oppure complotto?
Gli esempi sarebbero centinaia. Ma essendo questo post idealmente rivolto agli autoproclamatisi cacciatori di bufale – quelli che sacralizzano ogni assioma partorito dalla cultura dominante e disprezzano ogni interpretazione alternativa e indipendente delle porcherie che accadono su questa terra – preferisco fermarmi alle fattispecie appena elencate, la cui constatazione non richiede l’apporto di menti particolarmenteelastiche.
Anzi, prima di chiudere voglio aggiungere giusto due parole sulle famigerate scie chimiche. Per tutti i mesi primaverili ed estivi (non ho idea di cosa succeda d’inverno, tra le nuvole) la zona dove vivo viene sorvolata quotidianamente da aeroplani che procedendo a bassa quota – a volte anche in coppia – incrociandosi e percorrendo più volte gli stessi tratti, rilasciano spesse scie grigie che espandendosi velano il cielo. Signori scettici, cosa dovrei pensare al riguardo, se le istituzioni non solo non si degnano di diramare una dettagliata spiegazione del fenomeno, ma addirittura fanno come se niente fosse? Ve lo dico io cosa penso: che sia in atto un complotto. 
Con questo non è mia intenzione sostenere che ogni singola teoria del complotto debba essere considerata veritiera. Tuttavia dal ritenere infondate una o più teorie del complotto allo accanirsi indiscriminatamente contro tutte le teorie cospirazionistiche, credo passi un abisso. E’ culturalmente molto pericoloso equiparare qualsiasi teoria del complotto ad una leggenda metropolitana ed ogni teorico del complotto a un paranoico da ospedalizzare. A proposito: quest’ultima non è una iperbole; negli USA sarebbero intenzionati ad inserire il complottismo nel novero delle patologie psichiatriche da trattarsi – magari anche coattivamente – mediante psicofarmaci. A me la cosa sembra inquietante. A voi?

Tale distruttiva, ottusa denigrazione delle teorie del complotto è controproducente. Così come lo è il luogo comune con cui certi pensatori della domenica tendono a dipingere il complottismo come qualcosa di delirante per definizione, inevitabilmente campato in aria, quando una infinità di elementi della realtà odierna dovrebbero ormai suggerire l’esatto opposto anche ai cittadini più morti di sonno. “A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca” soleva dire il cardinale Mazzarino, poi citato da Giulio Adreotti.

Ripeto: i complotti esistono; sono sempre esistiti; èprovato. Nessuno di voi abitatori del mondo a due dimensioni ha sentito nominare la Loggia P2? Sarebbe il caso che vi informaste.
Ciò detto, mi piacerebbe sapere perché mai la ipotesi di un complotto ordito dai vertici della plutocrazia occidentale ai danni dei comuni cittadini e dei paesi non allineati alle loro agende, adesso che la tecnologia ha raggiunto livelli tali da offrire la opportunità di coronare l’obiettivo che fu di tutti i grandi imperatori della storia, non debba essere presa in considerazione ed invece debba essere considerata risibile.Cosa dovrebbe renderla così irrealistica? La sua effettiva e comprovata irrealizzabilità oppure il lavaggio del cervello con cui gli abitatori della realtà televisiva sono stati indotti a scartarla aprioristicamente? Ecco perché secondo me tale cieco rifiuto di pensare, di vedere, di capire, di conciliare, di connettere, aggravato dalla automatica stigmatizzazione di ogni ipotesi dietrologica, rappresenta la prima prova provata che il complotto non solo esista, ma che sia così invasivo da essere riuscito ad ottundere e manipolare la mentalità della massa.
A mio avviso è di gran lunga preferibile avere a che fare con numerose teorie del complotto – e pagare lo scotto della possibile infondatezza di alcune di esse -piuttosto che adoperarsi come indomiti crociati del nulla per inibire il fenomeno fino a soffocarlo, contribuendo a renderlo socialmente risibile, o riprovevole, o espressione di una patologia psichiatrica. In termini di autotutela collettiva il complottismo sta coraggiosamente facendo le veci di un giornalismo d’inchiesta ormai annichilito dal recinto culturale entro cui è stato allevato, dalla desolante incapacità di leggere un quadro di insieme, dal ricatto del debito, dal bias di chi – a pancia piena – si auto-persuade di stare facendo fino in fondo il proprio dovere mentre tutto intorno il mondo va in pezzi. Il complottismo bisognerebbe semmai sostenerlo, seguirlo, proteggerlo, giudicarlo caso per caso piuttosto che frequentare associazioni e siti attraverso cui denigrarlo con giudizi sommari, attacchi ad personam e argomentazioni tendenziose.
Ed invece no. La Sindrome di Stoccolma ha inesorabilmente rimbecillito un numero assai rilevante di cittadini. Per certa gente nessuna teoria del complotto e nessun complottista dovrebbero essere tollerati. La pura e semplice evidenza logica viene sistematicamente subordinata all’obbligo di produrre ‘prove inconfutabili’ pretese da una giurisprudenza che è indirettamente amministrata dallo stesso sistema contro cui dovrebbe essere fatta valere (immunità totale è una espressione sempre più di moda, ultimamente. A tal riguardo, consiglio ai signori scettici di dare una occhiata alla conferenza di Solange Manfredi).

Ricapitolando: secondo il credo dei cacciatori di bufale, il mondo non è un posto dove solitamente abbiano luogo complotti; è un posto trasparente. I mass media non sono utilizzati per fini persuasivi e di inebetimento delle masse. Chi fa i miliardi sui malati al contempo supporta la ricerca scientifica per sconfiggere le malattie. Acqua e gomme da masticare sono arricchite di fluoro per fini odontoiatrici. Il mercurio finisce nei vaccini anti-influenzali per rinforzare la salute dei vaccinati. La giustizia tratta tutti allo stesso modo. Kennedy fu ucciso con un fucile a pallottole telecomandate, da un folle trapezista, ammazzato da un killer pochi giorni dopo, a sua volta ammazzato da un altro killer pochi giorni dopo. Papa Luciani morì di morte naturale dopo 33 giorni dalla sua elezione. Pasolini fu assassinato da un ragazzetto che guarda caso dopo venti anni ammise di essere stato costretto, mediante ricatto, ad accollarsi la colpa. Mattei morì in un normale incidente aereo che guarda caso dopo venti anni si scoprì essere di natura dolosa. La agenda della P2 abortì negli anni ’80. L’11 Settembre 2001 Bin Laden si svegliò con la luna storta e pensò di fare un dispetto ai propri soci d’affari americani, convinto che la cosa avrebbe garantito a sè stesso e alla sua gente un futuro sereno e prosperoso. E via dicendo.

Le cospirazioni, nella neo-lingua adottata dai crociati del nulla diventano collusioni econnivenze. O inciuci, ove giudicate veniali. Dire collusione fa più giuridico, più tecnico; più elegante e razionale. Peccato che il termine tenda a rendere un filino maluccio la idea della esistenza di una terza parte vittima delle collusioni di cui sopra; una terza parte che ormai sta letteralmente morendo di collusionite, ovverosia il cittadino comune. Manipolazione linguistica in puro stile orwelliano, si diceva a inizio post.
Per cui – cari cacciatori di bufale con la puzzetta sotto il naso – chiamatela collusione; chiamatela associazione a delinquere; chiamatela mafia delle banche e dei colletti bianchi; chiamatela ingerenza delle massonerie deviate, chiamatela cippalippa. Sta di fatto che – vi piaccia o no – l’insieme di ogni idea, parola, azione, omissione poste in essere dai fautori della cippalippa di cui sopra ai danni di una collettività ignara, non ha che un unico, insostituibile nome: COMPLOTTO.

Buona crociata.

Tratto dal canale YT Connessione Cosciente e Anticorpi.info (http://www.anticorpi.info/2012/03/il-tabu-del-complotto.html#more)

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