Un sistema di 825 mila eliostati seguirà la parabola del sole per catturare l’energia e “inoltrarla” al Vecchio continente. Il progetto TuNur partirà nel 2014

Il più ambizioso progetto di energia solare al mondo prenderà vita nel 2014 nel deserto del Sahara tunisino e potrà soddisfare la futura richiesta energetica dopo la dismissione degli impianti nucleari in Germania. La NUR Energy Ltd – azienda specializzata nelle energie rinnovabili e già presente in Italia, Francia e Grecia – ha infatti raggiunto un’intesa con la Top Oilfield Services e grazie al benestare della Desertec Foundation, presto prenderà vita il progetto TuNur che mira a rifornire di energia solare l’intera Europa. La Tunisia sarà collegata al vecchio continente tramite un HVDC ( High Voltage Direct Current) ovvero mediante un sistema di trasmissione di energia elettrica in corrente continua che fornirà 2,000 Mega Watt di energia elettrica continua, immettendoli direttamente nella rete italiana, a partire dal 2016. Un’ulteriore curiosità: piuttosto che risalire lo stivale, il cavo attraverserà il mar Mediterraneo per approdare sul suolo italiano a nord di Roma e da lì, si diramerà in Europa ma anche nel meridione.
Un progetto imponente che porterà circa ventimila posti di lavoro in Tunisia – dove la potenza delle radiazioni solari è quasi tripla rispetto all’Europa centrale – ma soprattutto innovativo perché ridurrà davvero al minimo persino il consumo di acqua. Ciò sarà possibile grazie ad un processo di riciclo del vapore prodotto in un sistema chiuso di specchi che rifletteranno la luce in un’unità-torre di stoccaggio energetico, capace di soddisfare giorno e notte oltre 700 mila abitazioni europee. Per riuscire a rendere la portata di tale progetto basti pensare saranno ben 825 mila gli eliostati che seguiranno l’orbita del sole tunisino necessari per soddisfare una produzione energetica costante di 2,000 MW ovvero circa il doppio della media degli impianti nucleari.
Ma non si tratterà “solo” di produrre ed esportare energia rinnovabile difatti la Desertec Foundation ha avallato il progetto poiché permetterà di sviluppare un nuovo settore industriale locale e con esso investimenti e nuove progettualità che dovranno correre pari passo con la crescente richiesta energetica mondiale, ovviamente ad impatto zero. Ciò dovrebbe dare vita anche ad un nuovo comparto manufatturiero che permetterebbe di produrre direttamente in loco l’enorme numero di specchi solari necessari senza ricorrere ad imprese straniere. Non resta che aspettare fiduciosi con il naso all’insù.
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