M. K. Bhadrakumar RIR 11 novembre 2013

11TH_KHURSHID_1649229fCitando delle ‘fonti’, uno dei principali quotidiani nazionali di Nuova Delhi ha evidenziato che il vertice RIC (Russia-India-Cina) ospitato dall’India durante il fine settimana, ha visto una presa di posizione forte da parte della Cina sulla crucialità nel contrastare le minacce terroristiche nella regione. L’articolo attribuisce ciò alle pressanti preoccupazioni della Cina dopo il recente attacco terroristico presso la storica Piazza Tiananmen di Pechino. In ogni caso, la dichiarazione congiunta dei RIC, emessa dopo i colloqui tra i ministri degli Esteri dei tre Paesi a Nuova Delhi, usa un linguaggio particolarmente forte nel condannare il terrorismo “in tutte le sue forme e manifestazioni, commesso da chiunque, ovunque e per qualsiasi finalità“. È interessante notare che la dichiarazione si riferiva all’attacco terroristico a Pechino di due settimane prima, condannandolo “nei termini più forti” e concordando sul fatto che “non ci può essere giustificazione ideologica, religiosa, politica, razziale, etnica o qualsiasi altra per gli atti di terrorismo. Sottolineando la necessità di processare responsabili, organizzatori, finanziatori e sponsor degli atti terroristici“.
Sono pensieri non nuovi nei discorsi dell’India e della Russia, in quanto tali amici “consolidati” hanno una visione quasi identica del flagello del terrorismo internazionale. Ma questa formulazione nella dichiarazione RIC è sorprendente, perché va ben oltre qualsiasi cosa l’India e la Cina abbiano mai concordato in una dichiarazione comune. Basti dire che il vertice RIC a Delhi è una nuova pietra miliare degli scambi sino-indiano sulla lotta antiterrorismo nella regione. Come questa dichiarazione comune si produca in termini pratici nel prossimo periodo, verrà attentamente osservato, tanto più che la fine dei giochi in Afghanistan avanza. Infatti, la dichiarazione RIC dedicava gran parte dell’attenzione alla situazione afghana. Un livello sensibilmente alto di condivisione di percezioni e pensieri russo, indiano e cinese sulla situazione afghana. Tutti e tre i Paesi sono profondamente preoccupati dalla situazione della sicurezza in Afghanistan, e ritengono che “l’evoluzione della situazione in Afghanistan sia strettamente legata alla sicurezza della regione“. In sintesi, hanno affermato la loro prerogativa di parti interessate alla sicurezza e stabilità dell’Afghanistan. La dichiarazione sottolineava il “ruolo centrale del coordinamento delle Nazioni Unite nel promuovere la pace e la stabilità in Afghanistan“, una indiretta disapprovazione del monopolio esercitato dagli Stati Uniti e dalla loro squadra scelta di “attori principali” nella risoluzione dei conflitti in Afghanistan.
Ugualmente, l’affermazione dei RIC ribadiva che “il raggiungimento di un’ampia ed inclusiva riconciliazione è la chiave per una pace duratura e la stabilità in Afghanistan“. Tuttavia, ciò che sarebbe piaciuto a Delhi, in particolare, veniva indicata nel comunicato RIC sull’”eliminazione di basi e santuari dei terroristi, eliminando ogni supporto finanziario e tattico al terrorismo” in Afghanistan. Senza dubbio, opacità, ambivalenze e interessi nella gestione dell’amministrazione Obama della transizione afghana, provocano inquietudine in Russia, India e Cina. Va notato che questi tre Paesi hanno sostenuto il primato delle Nazioni Unite da quando Washington era pronta a concludere un accordo bilaterale sullo status delle forze con Kabul, insistendo a considerarlo nel quadro del continuo coinvolgimento di Stati Uniti e North Atlantic Treaty Organization, nella sicurezza dell’Afghanistan post-2014. Il quotidiano indiano ha riferito che un risultato concreto del vertice RIC sarà il rafforzamento in termini pratici della cooperazione tra i tre Paesi, attraverso una forma di “meccanismo di consolidamento“. I tre ministri degli Esteri decidevano di continuare la discussione.

I ministri degli Esteri dei RIC discutono della nuova architettura per la sicurezza in Asia
Artem Sanzhiev RIR 12 novembre 2013

china-india-russiaSalman Khurshid, Sergej Lavrov e Wang Yi si sono incontrati a New Delhi nel formato Russia-India-Cina, decidendo di espandere la cooperazione multilaterale ed esprimendo posizioni comuni sulla maggior parte delle questioni globali. La riunione dei ministri degli Esteri di Russia, India e Cina (RIC) si è svolta all’Hyderabad House di New Delhi. Una vasta gamma di argomenti è stata discussa nel corso dei colloqui, ma la parte principale del programma era la sicurezza. “Abbiamo confermato la nostra intenzione di rafforzare la nostra cooperazione trilaterale” aveva detto il ministro degli Esteri indiano Salman Khurshid. “Ciò dando l’opportunità di coordinare le nostre posizioni sulle questioni internazionali.” Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi aveva detto che la cooperazione trilaterale potrebbe contribuire alla pace e alla sicurezza sia in Asia che in Europa. Il RIC s’è progressivamente sviluppato in un formato stabile, in cui le tre potenze discutono importanti questioni di sicurezza regionale, sia che si tratti della situazione in Afghanistan che della crisi nucleare coreana. È interessante notare che la riunione, già la dodicesima, si svolgeva dopo la riuscita visita del primo ministro indiano Manmohan Singh a Mosca e Pechino, dove questi temi furono toccati. Rimane ai ministri solo concordare i dettagli e sottomettere gli accordi già raggiunti a un denominatore comune. “Abbiamo discusso delle prospettive per la formazione di una nuova architettura delle relazioni internazionali, per affrontare l’attuale realtà nella regione Asia-Pacifico, in cui ognuno si sente minacciato ma non può nascondersi dietro i confini nazionali, laddove la sicurezza è indivisibile. E’ importante evitare tentativi di rafforzare la propria sicurezza a scapito degli altri”, aveva detto il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov.
La Russia insieme a Cina e Brunei s’è offerta di sviluppare i principi della cooperazione nella sicurezza regionale, al vertice dell’Asia orientale, e questa iniziativa è stata approvata al vertice di Brunei del 10 ottobre. Secondo Lavrov, nel prossimo futuro il primo round di colloqui tra i Paesi del vertice dell’Asia orientale partecipanti alla discussione sull’architettura di sicurezza regionale, si terrà nella capitale del Brunei. Il comunicato finale emesso al termine della riunione, dichiarava che il mondo è entrato nella nuova era del sistema internazionale multipolare. I ministri concordavano nel collaborare per creare relazioni internazionali più stabili, sicure ed eque fondate sul diritto internazionale, una partnership multipla e il rispetto della Carta delle Nazioni Unite. Particolare attenzione è stata data alla lotta al terrorismo. I ministri degli Esteri hanno condannato l’attentato a Pechino di fine ottobre. Convenendo che “il terrorismo è una minaccia per la pace e la sicurezza internazionale, una grave violazione dei diritti umani e un crimine contro l’umanità“. Nel comunicato, i ministri avevano anche chiarito che un ruolo di primo piano nella lotta al terrorismo deve essere assegnato alle Nazioni Unite, piuttosto che a singoli Paesi alla ricerca dell’egemonia globale, rilevando la “necessità per tutti i Paesi di unirsi nella lotta antiterrorismo delle Nazioni Unite, sulla base della Carta delle Nazioni Unite e in conformità alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.” E’ significativo che prima del vertice, l’India abbia condotto esercitazioni antiterrorismo con la Russia nel proprio territorio, e poi con la Cina, sotto la guida delle Nazioni Unite.
Anche la situazione in Siria è stata discussa. A tale proposito, Russia, India e Cina hanno dimostrato la loro unità. “Aderiamo alla valutazione generale della situazione in Siria, i nostri amici  sostengono attivamente i nostri sforzi per una soluzione pacifica della crisi, senza l’uso della forza e sulla base del diritto internazionale“, aveva detto Lavrov. “Tutti sosteniamo una rapida convocazione della conferenza di Ginevra-2.” Allo stesso tempo, il ministro russo aveva aggiunto che Mosca, New Delhi e Pechino concordano sul problema del superamento delle difficoltà nel processo di risoluzione della situazione in Afghanistan, sul programma nucleare iraniano, sul processo per la ripresa dei colloqui nella penisola coreana, al fine di garantirne la completa denuclearizzazione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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