386618Il 17 febbraio la Tv iraniana ha riferito che il direttore generale dell’agenzia d’intelligence saudita principe Bandar potrebbe presto essere dimesso. Oggi Bandar è a Washington, in cura presso la Johns Hopkins Hospital e in previsione d’incontrare il senatore John McCain. Nella stessa data numerosi siti hanno rivelato il nome del suo possibile successore, il 54enne principe Muhammad bin Nayaf. Nominato ministro degli Esteri del regno nel novembre del 2012, prima era assistente per gli affari di sicurezza del ministro degli Interni. In questo reparto si distinse per le efficaci misure antiterrorismo e la lotta contro “la setta errante”, come viene chiamata “al-Qaida” in Arabia Saudita. Nel 2009, Mohammed bin Nayaf sopravvisse ad un tentativo di assassinio, venendo  leggermente ferito e ustionato. Muhammed bin Nayaf è il nipote del monarca saudita e figlio del principe ereditario Nayaf bin Abdul-Aziz al-Saud, morto nel giugno 2012. Il principe ereditario ha occupato la carica di ministro degli Interni per decenni. Quindi non sorprende che Muhammad bin Nayaf sia considerato da molti il prossimo re dell’Arabia Saudita.
Può sembrare che sia ancora troppo presto per le dimissioni del principe Bandar, dato che è  direttore generale dell’Agenzia d’intelligence saudita da soli 18 mesi, mentre gode del favore di re Abdullah. Ma oltre alle possibili condizioni di salute, le dimissioni potrebbero essere provocate da una serie di fattori. Bandar è il principale responsabile saudita dei tentativi di rovesciare il regime siriano, anche con la cooperazione dei terroristi. Lo stesso tipo di “attenzione” è adottata da Bandar in Iraq, dove la maggioranza sciita guidata da Nuri al-Maliqi è al potere. Tuttavia, nonostante il generoso sostegno finanziario, tutti i tentativi di Bandar sono falliti. Il passo successivo fu il coinvolgimento nel caso chiaramente fabbricato del presunto utilizzo di armi chimiche da parte delle autorità siriane, mentre quelle “sostanze” provenivano dalla Libia per l’opposizione che successivamente le utilizzò. Da allora il principe è diventato imprudente. L’anno scorso Bandar fu a Mosca per due volte, dove cercò di ricattare il presidente russo Vladimir Putin, affermando di controllare i militanti del Nord Caucaso che potevano attaccare i Giochi Olimpici di Sochi 2014, ma Mosca rifiutò di cambiare posizione sulla Siria. Così Bandar decise di spaventare la Russia. Inoltre non bisogna dimenticare che il principe è sospettato del coinvolgimento nella tragedia dell’11 settembre 2001, quando era l’ambasciatore saudita a Washington.
E’ chiaro che ora i governanti dell’Arabia Saudita e i funzionari degli Stati Uniti cercano di prendere le distanze da quest’uomo, che non ha esitato a utilizzare il terrorismo per raggiungere i suoi obiettivi politici attraversando così tutte le linee “rosse” pensabili. La lotta per il trono saudita è accesa e lo spietato principe Bandar con i suoi sporchi trucchi può facilmente affrontare qualsiasi  concorrente. Quanto a Muhammad bin Nayaf, rientra assai bene nel ruolo di futuro monarca, essendo un rappresentante della generazione più giovane dalla reputazione di duro combattente contro il terrorismo. Dovremmo assistere ad alcuni passi concreti nel prossimo futuro che permetterebbero la sostituzione di Bandar, dato che i cambiamenti realmente attesi in tale regno sono eccessivamente prudenti.

Viktor Titov, PhD in Storia, osservatore politico del Medio Oriente, in esclusiva per la rivista online “New Oriental Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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