La Commissione lavorerà per analizzare e accantonare le pratiche burocratica e istituirà un registro obbligatorio per i lobbisti all’interno delle Istituzioni europee, riguardo il quale il Primo Vice Presidente, Timmermans, ha riferito di una buona accoglienza.

Timmermans, ex diplomatico e ministro degli esteri olandese, si è ben destreggiato durante l’audizione al Parlamento rispondendo alle domande fluentemente in cinque lingue: inglese, francese, tedesco, italiano e olandese.

Non ha lasciato dubbi alla domanda riguardo l’obbligatorietà del registro per i lobbisti: “necessitiamo di un registro obbligatorio, ma sarà dura perché rappresenta un cambiamento nella tradizione” ha sostenuto il Primo Vice Presidente, aggiungendo il proprio impegno a mettere a punto una proposta di registro.

La proposta votata in Parlamento apporrà nuove misure che renderanno la vita più difficile ai lobbisti non iscritti nel registro di trasparenza, che diventerà obbligatorio a partire dal 2017.

Dalla sua istituzione, nel 2011, il registro è cresciuto considerevolmente:  6.000 iscritti, che rappresentano il 75% dei rappresentanti di interessi economici e il 60% delle ONG. Stando a questi numeri si può presupporre che a Bruxelles vi siano circa 30.000 lobbisti di professione, tra quelli iscritti e non.

Il registro di trasparenza è solo una delle innovazioni messe in atto per rafforzare la trasparenza e rendere più aperto il processo decisionale europeo.

Smaltire la regolamentazione e connettersi con i cittadini

Durante l’audizione, Timmermans, ha anche aggiunto che assisterà il Presidente Juncker nella ristrutturazione dell’esecutivo europeo tenendo come obiettivo lo smaltimento della regolamentazione e il riavvicinamento con i cittadini. Dagli inizi del prossimo anno, infatti, verrà fatta una scala di priorità delle questioni politiche, dove le proposte legislative più dispendiose lasceranno il posto a questioni più urgenti, ed entro la fine di quest’anno redirà una concreta proposta per una miglior regolamentazione all’interno della Commissione stessa.

“Le persone ritengono l’Unione europea un problema, ed è quella mentalità che dobbiamo accantonare e respingere. E’ per questo motivo che è necessario che il Parlamento e il Consiglio lavorino sulle valutazioni di impatto” ha continuato Timmermans.

Il diplomatico olandese ha bilanciato, infine, la sua audizione pulita e ben accolta chiudendo con il riferimento ai diritti fondamentali e senso comune, questioni in cui ripone grande fiducia. Per questo motivo la Commissione deve migliorare partendo proprio dal dibattito politico. Timmermans era anche d’accordo alla possibilità di iniziativa legislativa popolare – attraverso la richiesta di un milione di firmatari – ma è stata strutturata e implementata in una maniera asettica e legalistica.

Riguardo l’argomento ungherese, Timmermans ha sostenuto che “se le persone vogliono discutere di certe questioni politiche allora dobbiamo aprire il dibattito non solo ai colleghi di Bruxelles bensì a quelli degli Stati membri. Devono ascoltare e incontrare i propri parlamentari e commissari”.

Alla provocazione riguardo come la Commissione avrebbe reagito nei confronti delle presunte violazioni dei diritti umani da parte del Primo ministro ungherese, Viktor Orban, Timmermans ha mantenuto una linea diplomatica, insistendo su un approccio costruttivo, ma tenendo anche presente che si possono utilizzare i poteri necessari se richiesto.

Timeline:

7 ottobre: ultimo giorno di audizioni dei commissari designati;

7 ottobre: altra audizione per Jonathan Hill;

7 ottobre: Incontro straordinario della Conferenza dei Presidenti per valutare i risultati delle audizioni

8 e 9 ottobre: verranno auditi i gruppi

9 ottobre: la Conferenza dei Presidenti che dichiara concluse le audizioni e valuta

22 ottobre: voto in plenaria

 

 

via http://www.euractiv.com/sections/public-affairs/popular-timmermans-signals-mandatory-register-lobbyists-308997

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