di Alberto Costanzo, avvocato –

Ma voi lo sapevate che il Presidente di Equitalia ed il Direttore dell’Agenzia delle Entrate sono la medesima persona, Attilio Befera?

E lo sapevate che, quando il Befera ha assunto gli incarichi, esistevano già pesanti contenziosi tra l’Agenzia e la società concessionaria, per cui il Befera “non poteva non sapere” in quale situazione di conflitto andava ad infilarsi??
Per meglio inquadrare questo nostro nuovo e simpatico amico, posto un articolo che ricavo dal sito ilcanocchiale.it. 
Vi chiedo solo  una cortesia: nel rispondere, siate molto educati, perchè corre voce che ultimamente il Befera abbia la querela facile…

Mastrapasqua e Befera, predicano la trasparenza … agli altri!

In nome della trasparenza ai cittadini si impone di giustificare ogni spostamento di denaro, si vorrebbe mettere on line addirittura le denunce dei redditi, ma quando la trasparenza viene chiesta ai politici, ognuno fa quello che gli pare (denunce dei redditi di anni passati, omissioni ed altre amenità), non va meglio con i superburocrati dello stato, che ci offrono uno spettacolo indecente … Un pasticcio: sono emersi sdoppiamenti di incarichi quando sono stati messi on line nei siti istituzionali gli stipendi dei manager pubblici, con vistose omissioni e molte inesattezze, tra tutti emergono vistose mancanze da parte di chi occupa i vertici di Equitalia. Il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, risulta percepire solo lo stipendio dell’Inps, pari a 209 mila euro l’anno, mentre è noto che il manager convoglia su di se ben 22 altre cariche, tra cui quella di vicepresidente di Equitalia (ma c’è anche Telecom e Fandango) per cui il suo reddito supera ampiamente il milione di euro. Per non parlare di Attilio Befera, l’integerrimo mastino del fisco, comparso solo per i suoi 304 mila euro l’anno come direttore dell’Agenzia delle Entrate e non anche per il suo stipendio come direttore di Equitalia. A titolo di esempio, il capo dell’Fbi porta a casa 155mila dollari (intorno ai 116mila euro), cui si aggiungono delle compensazioni che variano tra il 12,5 e il 28% dello stipendio, ma vogliamo mettere la professionalità ed i pericoli che affrontano quotidianamente i due mandarini dello Stato? E poi, come qualcuno ha rilevato: bisogna retribuirli adeguatamente, altrimenti rischiamo che qualche azienda privata si accaparri risorse così qualificate!

Commenta su Facebook