di Gary North [1]

Una delle tentazioni più seducenti, per il genere umano, è il desiderio di entrare nell’inner ring [2]

Il desiderio di entrare nell’inner ring è strettamente legato al desiderio che si affermi un Nuovo Ordine Mondiale (NWO). C’è sempre un qualche pretendente istituzionale che ambisce allo status di NWO. Quest’ultimo si è sempre strutturato attraverso una serie di anelli concentrici, sempre verticali, che sono parte della piramide del potere, meglio rappresentata, quest’ultima, dalla forma a gradoni. (Vedi Genesi 11).

Ogni impero è stato fondato in nome, o per conto, di una qualche versione di Nuovo Ordine Mondiale. Tutti gli imperi hanno in comune il fatto che, infine, essi cadono e vengono sostituiti. Non c’è niente di più defunto di un NWO che ha fallito. Si pensi all’”Impero Ottomano”, al “Reich millenario”, all’”Impero britannico”, all’”Unione Sovietica”.

Quando sono sulla cresta dell’onda, gli imperi sembrano imbattibili. Cosa potrebbe mai sostituirli? La maggior parte delle persone non riesce finanche ad immaginarselo un qualcosa al riguardo. Ma c’è sempre qualcuno che, al contrario, può. Queste persone si riuniscono dapprima in modo informale, per contribuire ad organizzare la transizione. Poi lo fanno in modo formale, schermando però l’accesso alle riunioni. Esse mirano, in conclusione, a creare un nuovo inner ring.

Oggi il grido che si eleva è: “l’anno prossimo, a Davos”. Il miglior libro su quest’argomento è quello di un insider, David Rothkopf, intitolato “Superclass”. Non è un libro “complottista”. Si tratta di un libro del tipo: “guardate, ce l’abbiamo fatta!”, oppure “è il tetto del mondo, Mà!”. Rothkopf ci dice che questa superclasse è vulnerabile ai cambiamenti che avvengono al di fuori del suo controllo: ad esempio quelli in Asia e nel Terzo Mondo. “Ce l’abbiamo fatta” può diventare “abbiamo fallito”. Contateci.

Potreste non avere il tempo per leggere questo libro. Ma dovreste senz’altro averne per dare almeno un’occhiata ad un paio dei suoi video. Sono pubblicati a questo indirizzo [3]. In sintesi, ecco la tesi che vi è contenuta. Circa 6.000 persone, il 94% delle quali è di sesso maschile e con un’età media di 61 anni, si incontrano di tanto in tanto per definire l’agenda per il resto dell’umanità. Il fatto centrale è il seguente: circa il 30% di essi è stato allievo di uno (o più) dei circa 20 atenei d’élite. [4]. Voglio concentrarmi su quest’ultimo punto: università d’élite. Un altro libro ha parlato di quest’argomento, diventando all’istante il parìa dell’establishment liberal: “The Bell Curve”. E’ stato pubblicato nel 1994.

La curva di Bell

Il libro è importante quanto basta per giustificare una voce su Wikipedia. Eccolo, quindi, in sintesi estrema, senz’altro sufficiente per i miei scopi.
“The Bell Curve” è un controverso best-seller scritto nel 1994 dallo psicologo di Harvard, Richard J. Herrnstein (deceduto prima che il libro fosse pubblicato), e dal politologo Charles Murray. La sua tesi centrale è di come l’intelligenza sia sostanzialmente influenzata sia da fattori ereditari che ambientali; questi fattori servono a predire molte delle dinamiche personali (come i redditi finanziari, le prestazioni di lavoro, la possibilità di gravidanze indesiderate, il coinvolgimento in fatti criminosi), meglio di quanto possano farlo lo status socio-economico dei genitori, o il livello dell’istruzione. Il libro sostiene, inoltre, di come le persone dotate di grande intelligenza (l’élite cognitiva) siano sempre separate da quelle di e al di sotto dell’intelligenza media, e di come tutto ciò costituisca una pericolosa tendenza sociale, con gli Stati Uniti che si muovono verso una società sempre più disuguale, simile a quella dell’America Latina.

Gran parte delle controversie riguardano quelle parti dove gli autori prima scrivono che le differenze razziali incidono sul livello dell’intelligenza, e poi dibattono sulle implicazioni di queste differenze. Gli autori sono stati denunciati da tutta la stampa popolare, poiché sostenevano che queste differenze di QI (quoziente d’intelligenza) erano genetiche, ed in effetti essi hanno scritto, nel capitolo 13: “Ci sembra molto probabile che sia nei geni che nell’ambiente ci sia qualcosa che abbia a che fare con le differenze razziali”. L’introduzione al capitolo, però, più cautamente afferma: “Il dibattito riguardo il se ed il quanto i geni e l’ambiente abbiano a che fare con le differenze etniche, rimane irrisolto”.

Il libro ha creato una tempesta di polemiche. Niente affatto controversa, invece, è stata la dichiarazione, lì contenuta, di come gli ebrei ashkenaziti abbiano statisticamente un QI più elevato. Tutti, nel mondo accademico, hanno concordato. Quello che invece ha richiamato l’attenzione della critica è stata l’affermazione che il QI degli afro-americani sia inferiore a quello medio. Questo dibattito ha soffocato la questione centrale del libro, che è un’altra.

E nel libro, in effetti, è della questione posta da Rothkopf che si discute. L’élite degli Stati Uniti frequenta un pugno di università accademicamente superiori. Queste hanno fra di loro una comune visione del mondo, che gli autori (Herrnstein e Murray) non definiscono umanesimo laico. La cosa sarebbe stata in effetti superflua. Gli umanisti laici che hanno letto il libro, e che molto si sono arrabbiati per le sue scorrette implicazioni razziali, hanno infatti condiviso questa visione del mondo. Ma non hanno avuto la percezione del suo tema cruciale, ovvero quello dell’istruzione superiore, intesa come sistema di selezione. Perché no?

Ho notato qualcosa, nei miei primi anni di vita. Le case dei miei amici avevano ognuna un odore diverso. Ma la mia, naturalmente, non ne aveva. In breve, è difficile accorgersi di ciò che è sotto ai nostri occhi. Tutti noi facciamo caso all’accento delle altre persone ma, naturalmente, noi non ne abbiamo di alcun tipo. In altre parole, noi non notiamo la normalità, perché è ciò che noi siamo ad esserlo.

I presupposti dell’élite umanista sono così comuni, nel mondo accademico americano, che i suoi membri sono incapaci di pensare in termini diversi. Essi non possono finanche immaginarsele delle alternative. E così, essere anti-Darwin significa essere anti-scientifico. Essere anti-keynesiano significa essere anti-scienza dell’economia. Milton Friedman così disse, nel 1965, parlando alla sua associazione: “Siamo tutti keynesiani, ora”. No, io non lo sono mai stato. Ed ancora non lo sono. Essi possono esserlo, io no.

Mio suocero RJ Rushdoony identificò questi presupposti nel suo libro del 1963, “Il Carattere Messianico dell’Istruzione Americana”. Il titolo dice tutto. Egli esaminò attentamente le “confessioni di fede” fatte da due dozzine di intellettuali, fondatori del sistema pubblico d’istruzione, K-12, negli Stati Uniti. Quando si combina questo libro con quello di John Taylor Gatto “La Storia Clandestina dell’Istruzione in America”, si può avere al riguardo un’immagine cruciale.

Rushdoony ha seguito le confessioni di cui sopra. Gatto ha invece seguito l’odore del denaro. Entrambi hanno concluso che il sistema scolastico pubblico è un mezzo per il controllo politico degli elettori, effettuato da un’élite a disagio. Rushdoony ha correttamente identificato il sistema d’istruzione pubblica come unica chiesa ad essere stata fondata in America. L’insegnamento costituisce una specie di sacerdozio. Gatto, un prete auto-spretato, non contesta quest’affermazione.

Una combinazione di fattori

La superclasse di oggi si fonda sulla combinazione di tre fattori: i soldi, il potere politico, ed una rete di vecchi amici (“old boy” in inglese,  ndt). E’ storicamente accertato che questi tre ingredienti costituiscano le basi di ogni Nuovo Ordine Mondiale. Se l’NWO di oggi deve essere rimosso, questa rimozione deve comprendere la ristrutturazione del sistema educativo. Perché? Perché è questo il cuore della rete dei vecchi amici dell’élite.

Dei tre fattori, non è il denaro ad essere fondamentale, perché si basa sulla soddisfazione della “domanda”, ed è pertanto sempre in movimento: nuovi gusti, nuovi clienti, nuove tecnologie. La ricchezza, in un’economia di mercato, si basa soprattutto sulla competizione dei prezzi. Al contrario, la ricchezza della superclasse si basa sul controllo politico e burocratico dei mercati. Un tale controllo non può resistere alla concorrenza sui prezzi. Questa competizione è l’acido che corrode ogni élite fondata sul denaro.

Anche la politica non è fondamentale, perché si basa su una visione condivisa del mondo, e sull’accesso ai soldi delle tasse. Quando il denaro nuovo sostituisce quello vecchio, i nuovi schieramenti politici sostituiscono quelli vecchi. La politica si basa sui voti, ed i voti possono cambiare.

Così, la battaglia principale è quella sull’istruzione: sui suoi presupposti, sui suoi contenuti, sul suo sistema di erogazione. Si tratta della battaglia per l’erogazione politica dell’istruzione, da un lato, contro quella per la libera erogazione di mercato, dall’altro. E’ anche una battaglia sull’accreditation [il sistema governativo che dice alle persone in quale scuola deve andare, ndt].

Due sistemi rivali

La guerra di oggi per il potere politico è quella fra i due sistemi di controllo: democrazia contro  burocrazia. La democrazia conta i voti. La burocrazia conta gli esami. La democrazia seleziona l’accesso al potere attraverso l’acquisizione dei voti. La burocrazia attraverso esami seguiti da incarichi. La politica si assicura il potere attraverso il patrocinio, finanziato dalle tasse. La burocrazia applicando regole che sono scritte, interpretate ed applicate da essa stessa.

Il termine per questo processo è “diritto amministrativo”. Questa tesi è stata esposta dallo storico della legislazione di Harvard, Harold Berman nell’introduzione al suo libro, “Law and Revolution” (1983). Ritengo che questa introduzione sia il saggio più importante che io abbia mai letto. Egli  sostiene che l’Occidente stia perdendo la sua libertà a causa dell’inarrestabile diffusione del diritto amministrativo, che sta minando la tradizione giuridica occidentale.

La burocrazia si basa sulla sostituzione dei voti con gli esami e con i criteri accademici. Cominciamo ad entrare nel vivo della questione quando guardiamo la costante sostituzione della democrazia con la burocrazia. Quando un sistema di Servizio Civile ha sostituito lo spoil system, negli Stati Uniti, il Vecchio Ordine Mondiale della politica è stato a sua volta sostituito. Il culmine di questo processo è stato il New Deal. Esso arrivò al potere per il numero dei voti. La sua eredità, garantita da Truman, fu la burocrazia di massa.

Il modello rivale di quello inglese era il sistema prussiano. Ebbe inizio all’indomani della sconfitta di Napoleone, da parte dell’esercito prussiano, nel 1806. Era un’imitazione del sistema francese, che Napoleone stava sviluppando, basato sulle “premier academies”. Superare gli esami era fondamentale per l’accesso al potere. L’Università di Berlino era l’istituzione centrale, ma c’erano altre università dotate d’influenza.

Negli Stati Uniti il modello inglese ha servito l’élite dal 1636 al 1960. Questa, addestrata in poche università elitarie, ha controllato la gente comune attraverso un sistema scolastico pubblico di tipo prussiano. I figli dell’élite andavano nelle scuole di preparazione delle 20 università elitarie. Le masse andavano invece nelle scuole pubbliche, le “K-Graduate School”. Alcune scuole elitarie, le Facoltà di Giurisprudenza, di Economia, permettevano l’accesso a pochi  “prussiani”, attentamente vagliati, che potevano così entrare a far parte dell’élite. Si pensi ai “Clinton”. Hanno avuto modo di andare alla Yale Law School. Erano degli estranei. Non lo erano, invece, i due Bush, padre e figlio.

Questo conflitto tra “Britannia” e “Prussia” è andato avanti negli Stati Uniti fin dal 1840: quando ci fu l’avvento delle scuole pubbliche nel New England.

Il sistema prussiano sta ora vincendo. La cosa è diventata visibile intorno al 1960, quando cominciò ad aprirsi l’accesso ad Harvard, attraverso degli esami formali. Questo è avvenuto a scapito della “ereditarietà”. E’ stato un gioco a somma zero. I candidati precedenti non potevano competere intellettualmente con gli outsiders.

Il racconto più leggibile di questo cambiamento è nel libro di David Brooks, “BoBos in Paradiso”. Non lasciate che l’umorismo del libro vi inganni. E’ un libro profondo, nonostante sia diventato un’icona dalla sociologia pop.

Egli ha ben individuato il cambiamento, anche se non lo chiama “prussiano”. E’ stato un cambiamento che Brooks, Ebreo laico, poteva chiaramente percepire. Quando gli esami sostituiscono il diritto ereditario, gli Ebrei vincono. Più precisamente, sono gli ebrei non praticanti a vincere.

Brooks non si sofferma sulle radici europee di questo conflitto. Conflitto che cominciò sotto Napoleone (e la sua rivoluzione burocratica), che diede il diritto di cittadinanza agli Ebrei. Culminò nella vicenda Dreyfus, nel tardo 1890, quando i militari accusarono falsamente di tradimento, e poi condannarono, un ufficiale ebreo. Quella battaglia politica divise la nazione. Questo stesso conflitto, in Germania, culminò con l’avvento dei Nazisti: una rivolta delle masse tedesche contro la Prussia e contro tutte le cose prussiane, ad eccezione della guerra. Quella rivolta si concluse nel 1945.

Brooks si sofferma su quella che fu la prima vera battaglia, al riguardo, negli Stati Uniti (1920). Gli ebrei erano sempre entrati ad Harvard attraverso degli esami. Tutto ciò fu consapevolmente bloccato dal presidente di Harvard, Lawrence A. Lowell, che impose un sistema di quote contro di loro. Questo “gentlemen’s agreement” era posizionato davvero dove esso serviva: nel punto d’ingresso. [5] Il regime delle quote durò fino alla fine del 1930.

C’è sempre un sistema di selezione per accedere alle posizioni di potere e d’influenza. Se un sistema non effettua selezione sulla base delle offerte in denaro, allora fa selezione attraverso altri tipi di offerta. Ecco la regola universale di tutti i sistemi: quella più alta vince. Nel sistema prussiano, la moneta delle offerte è costituita dal punteggio di un esame.

L’ultimo modello è quello della burocrazia medioevale cinese, basato sugli esami, che ha lasciato fuori dal diritto-ereditario [all’accesso, ndt] i burocrati stessi. Quest’ultimo modello è stato rimosso dalla Cina nel post-1978. I laureati della scuola superiore comunista d’ingegneria furono messi nel bel mezzo del fuoco incrociato dei sistemi rivali. Credo che questo sistema sia perdente.

Il pilastro centrale del Nuovo Ordine Mondiale è l’istruzione, nel senso più ampio del termine. Dirò di più. Se questo singolo pilastro dell’NWO venisse spostato — non distrutto, si badi, ma semplicemente spostato – quello esistente non sopravviverebbe.

Il modello esistente d’istruzione è di tipo prussiano. Ciò vuol dire che l’accesso avviene tramite un esame. Uomini ricchi possono entrarvi, ma sono sottoposti a selezione. Uomini molto intelligenti possono entrarvi, ma sono anch’essi sottoposti a selezione. Ma su quale base essi sono selezionati? Attraverso una confessione teologica: “la salvezza attraverso la legge”. Il sistema si basa sul controllo politico-burocratico dei liberi mercati. Perché? Per l’acido contenuto nel libero mercato: la concorrenza sui prezzi.

La concorrenza sui prezzi

Il libero mercato non premia le persone per i loro legami familiari, o per le loro alma maters [6], o per l’anello della loro classe. Non premia le strette di mano segrete. Esso premia la capacità di soddisfare la domanda ad un prezzo più favorevole rispetto alla concorrenza.

Questa capacità coinvolge competenze che sono di per sé stesse al di là delle possibilità degli esaminatori di codificare e dominare. Come studente di Ludwig von Mises, Israel Kirzner ha dimostrato, per oltre quattro decenni, che se l’imprenditorialità fosse governata da una formula, essa sarebbe diventata un’assicurazione.

Saremmo passati, in altre parole, dall’incertezza gestionale alla gestione statistica dei rischi. L’imprenditorialità sarebbe quindi diventata una formula. I profitti sarebbero scomparsi, e così le perdite, entrambi sostituiti da contratti d’assicurazione, e da normali tassi di rendimento.

Tutte le reti di vecchi amici sono intrinsecamente delle reti anti-mercato. Ne “La ricchezza delle nazioni” (1776), Adam Smith fece quest’osservazione: — Le persone che fanno lo stesso mestiere di rado s’incontrano, persino per divertimento o per svago, senza che la conversazione finisca in una cospirazione contro il pubblico, o in un qualche espediente per aumentare i prezzi. E’ davvero impossibile prevenire tali riunioni con una qualsiasi legge che possa essere coerente con la libertà e con la giustizia.

Ma se la legge non può ostacolare il fatto che la gente dello stesso mestiere a volte si riunisca, niente dovrebbe fare, però, per facilitare tali assemblee, e tanto meno per renderle necessarie (Libro I, capitolo X, parte II) —.
Queste parole sono passate alla storia come una condanna per ogni aspirante Nuovo Ordine Mondiale.

Quello che Rothkopf descrive come superclasse, Smith descrive come cospirazione. Rothkopf si rifiuta di usare questa parola. E questo perché è la superclasse stessa ad essere la più grande, la più ricca, la più potente cospirazione che si sia mai vista. Essa poggia, in ultima analisi, su un unico pilastro: un sistema di valutazione basato sull’istruzione formale. Questo pilastro ha cominciato ad incrinarsi.

Conclusione

Quello che A. Lawrence Lowell ha fatto agli ebrei nel 1920, la superclasse (ed il suo prussiano sistema educativo) lo fa ai praticanti di ogni confessione rivale. Essa stabilisce le quote  d’ingresso negli “inner circles”. Li nasconde alla vista esterna. Stabilisce l’ordine del giorno. E l’ordine del giorno è: potere politico. La sua confessione è chiara: “l’uomo collettivo è la misura di tutte le cose”. Affermazione che ha questo corollario: “è un imperativo morale, per coloro che sanno ciò che è veramente meglio per gli altri, ottenere l’accesso ai galloni ed ai pezzi d’artiglieria, ed usarli per uno scopo più alto”.

I nemici mortali della superclasse sono quelle persone che possono pronunciare frasi di questo tipo: “Posso vendervi qualcosa ad un prezzo più conveniente”. Ebrei ed Armeni lo hanno detto per mille anni. Scozzesi ed Olandesi lo stanno dicendo da 300 anni. Ora lo stanno dicendo gli asiatici.

Questo è il punto debole della superclasse. Usando le immortali parole di Mr. T [7], essa sta soccombendo.


Traduzione di Franco per il Portico Dipinto

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